Master 1° Livello

MASTER DI I LIVELLO

POLITICA MILITARE COMPARATA DAL 1945 AD OGGI

Dottrina, Strategia, Armamenti

Obiettivi e sbocchi professionali

Approfondimenti specifici caratterizzanti le peculiari situazioni al fine di fornire un approccio interdisciplinare alle relazioni internazionali dal punto di vista della politica militare, sia nazionale che comparata. Integrazione e perfezionamento della propria preparazione sia generale che professionale dal punto di vista culturale, scientifico e tecnico per l’area di interesse.

Destinatari e Requisiti

Appartenenti alle Forze Armate, appartenenti alle Forze dell’Ordine, Insegnanti di Scuola Media Superiore, Funzionari Pubblici e del Ministero degli Esteri, Funzionari della Industria della Difesa, Soci e simpatizzanti dell’Istituto del Nastro Azzurro, dell’UNUCI, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, Cultori della Materia (Strategia, Arte Militare, Armamenti), giovani analisti specializzandi comparto geostrategico, procurement ed industria della Difesa.

Durata e CFU

1500 – 60 CFU. Seminari facoltativi extra Master. Conferenze facoltative su materie di indirizzo. Visite facoltative a industrie della Difesa. Case Study. Elettronic Warfare (a cura di Eletronic Goup –Roma). Attività facoltativa post master

Durata e CFU

Il Master si svolgerà in modalità e-learnig con Piattaforma 24h/24h

Costi ed agevolazioni

Euro 1500 (suddivise in due rate); Euro 1100 per le seguenti categorie:

Laureati UNICUANO, Militari, Insegnanti, Funzionari Pubblici, Forze dell’Ordine

Soci dell’Istituto del Nastro Azzurro, Soci dell’UNUCI

Possibilità postmaster

Le tesi meritevoli saranno pubblicate sulla rivista “QUADERNI DEL NASTRO AZZURRO”

Possibilità di collaborazione e ricerca presso il CESVAM.

Conferimento ai militari decorati dell’Emblema Araldico

Conferimento ai più meritevoli dell’Attestato di Benemerenza dell’Istituto del Nastro Azzurro

Possibilità di partecipazione, a convenzione, ai progetti del CESVAM

Accredito presso i principali Istituti ed Enti con cui il CESVAM collabora

Contatti

06 456 783 dal lunedi al venerdi 09,30 – 17,30 unicusano@master

Direttore del Master: Lunedi 10,00 -12,30 -- 14,30 -16

ISTITUTO DEL NASTROAZZURRO UNIVERSITA’ NICCOL0’ CUSANO

CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare www.unicusano.it/master

www.cesvam.org - email:didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org

America

Traduzione

Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.

This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.

America Centrale

America Centrale

Medoto di ricerca ed analisi adottato

Vds post in data 30 dicembre 2009 su questo stesso blog seguento il percorso:
Nota 1 - L'approccio concettuale alla ricerca. Il metodo
adottato
Nota 2 - La parametrazione delle Capacità dello Stato
Nota 3 - Il Rapporto tra i fattori di squilibrio e le capacità dello
Stato
Nota 4 - Il Metodo di calcolo adottato

Per gli altri continenti si rifà riferimento a questo blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com per la spiegazione del metodo di ricerca.

Cerca nel blog

martedì 30 novembre 2021

Messico. Un paese conflittuale

 Messico Peace Index Punteggio complessivo

Gli stati classificati 1 ° hanno un punteggio più basso e sono i più pacifici.

Il GPI (Global Peace Index) nella sua graduatoria mondiale pone l'Islanda al primo posto con un puntegg di 1,1. A cresce l'Indice misura il gradi di conflittualità e pericolosità della regione presa in esame
RANGOREGIONEPUNTEGGIO 
1Tlaxcala1.427
2Yucatán1.485
3Hidalgo1.514
4Veracruz1.571
5Oaxaca1.649
6Querétaro1.697
7Campeche1.719
8Chiapas1.835
9Nayarit1.856
10Aguascalientes1.901
11San Luis Potosí1.937
12Puebla1.952
13Zacatecas2.265
14Guanajuato2.286
15Stato del Messico2.306
16Durango2.308
17Michoacán2.319
18Tabasco2.4
20Jalisco2.407
19Nuevo León2.407
21Città del Messico2.474
22Coahuila2.475
23Quintana Roo2.477
24Colima2.595
25Chihuahua2.75
26Sonora2.823
27Morelos2.88
28Bassa California del Sud2.892
29Tamaulipas2.945
30Sinaloa3.232
31Bassa California3.38
32Guerrero3.688

venerdì 19 novembre 2021

Amaziona: il probelam della deforestazione


 Il Brasile con il suo programma della deforestazione dell'Amazione è in testa della speciale classifica  di aree deforestizzate. Il polmone verde del Pianeta come è stato definito l'Amaziona  è fortemente intaccato, concorrendo alla alterazione climatica di cui si sono già avvertiti tutti i pericoli. L'Amedrica Latina è un sub continente in cui oltre al Brasile vede molta attiva la Bolivia il Perù la Colombia ed il Messico, contribuendo a destabilizzare una situazione non certo positiva


 Fonte: Isìnstitute for Ecomics and Peace. Newletter Future Trends

mercoledì 10 novembre 2021

Stati Uniti Terrorist Organization Reference Guide..

 

La Terrorist Organization Reference Guide  è un prontuario operativo edito dal Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti d'America, in collaborazione con la Dogana e Polizia di Frontiera degli Stati Uniti e con la United States Border Patrol (Agenzia governativa federale in tema di immigrazione interna ed estera). Redige una sinossi e una lista delle principali caratteristiche dei singoli e dei gruppi, armati e no, qualificati come organizzazioni terroristiche internazionali.

info: https://www.hsdl.org/?view&did=444991

Homeland Securuty Digital Library


L'edizione del 2004 riporta le seguenti organizzazioni terroristiche:

1. Abu Nidal organization (ANO)................................................................................2 

2. Abu Sayyaf Group (ASG).......................................................................................3 

3. Al-Aqsa Martyrs Brigade .......................................................................................4 4. Armed Islamic Group (GIA)....................................................................................5 5. 'Asbat al-Ansar ......................................................................................................5 6. Aum Supreme Truth (Aum) Aum Shinrikyo, Aleph ................................................6 7. Basque Fatherland and Liberty (ETA) ...................................................................7 8. Communist Party of Philippines/New People's Army (CPP/NPA) .........................8 9. Al-Gama'a al-Islamiyya (Islamic Group, IG) ..........................................................9 10. HAMAS (Islamic Resistance Movement) ..............................................................10 11. Harakat ul-Mujahidin (HUM) .................................................................................11 12. Hizballah (Party of God) .......................................................................................13 13. Islamic Movement of Uzbekistan (IMU) ................................................................14 14. Jaish-e-Mohammed (JEM) ...................................................................................15 15. Jemaah Islamiya (JI) ............................................................................................16 16. AI-Jihad (Egyptian Islamic Jihad) .........................................................................17 17. Kahane Chai (Kach) .............................................................................................18 18. Kurdistan Workers' Party (PKK, KADEK) .............................................................18 19. Lashkar-e-Tayyiba (LT).........................................................................................20 20. Lashkar I Jhangvi (LJ) ..........................................................................................21 21. Liberation Tigers of Tamil Eelam (LTTE) ..............................................................22 22. Mujahedin-e Khalq Organization (MEK or MKO)...................................................23 23. National Liberation Army (ELN) - Colombia .........................................................24 24. Palestine Islamic Jihad (PIJ) ................................................................................25 25. Palestine Liberation Front (PLF) ..........................................................................26 26. Popular Front for the Liberation of Palestine (PFLP) ............................................26 27. Popular Front for the Liberation of Palestine - General Command (PFLP-GC) ....27 28. Al-Qaeda ..............................................................................................................28 29. Real IRA (RIRA) ...................................................................................................29 30. Revolutionary Armed Forces of Colombia (FARC) ...............................................30 31. Revolutionary Nuclei ............................................................................................31 32. Revolutionary Organization 17 November (17 November) ...................................32 33. Revolutionary People's Liberation Party/Front (DHKP/C) ....................................33 34. Salafist Group for Call and Combat (GSPC) ........................................................34 35. Sendero Luminoso (Shining Path or SL) ..............................................................35 36. United Self-Defense Forces/Group of Colombia (AUC) .......................................36 Other Foreign Terrorist Organizations..............................................................39 37. AI-Badhr Mujahedin (al-Badr) ...............................................................................40 38. Alex Boncayao Brigade (ABB) .............................................................................40 39. AI-lttihad al-Isiami (AlAI) .......................................................................................41 40. Allied Democratic Forces (ADF) ...........................................................................42 41. Ansar al-Islam (Iraq) .............................................................................................42 42. Anti-Imperialist Territorial Nuclei (NTA) ................................................................43 ii 43. Army for the Liberation of Rwanda (ALlR) ............................................................44 44. Cambodian Freedom Fighters (CFF) ...................................................................45 45. Communist Party of Nepal (Maoist)/ United People's Front .................................46 46. Continuity Irish Republican Army (CIRA) .............................................................47 47. Eastern Turkistan Islamic Movement (ETIM) .......................................................47 48. First of October Antifascist Resistance Group (GRAPO) .....................................48 49. Harakat uI-Jihad-I-lslami (HUJI) ...........................................................................49 50. Harakat ul-Jihad-I-lslami/Bangladesh (HUJI-B) ....................................................50 51. Hizb-l lslami Gulbuddin (HIG) ...............................................................................50 52. Hizb ul-Mujahedin (HM) ........................................................................................51 53. Irish Republican Army (IRA)..................................................................................52 54. Islamic Army of Aden (IAA) ...................................................................................53 55. Islamic International Peacekeeping Brigade (IIPB) ..............................................54 56. Jamiat ul-Mujahedin (JUM) ..................................................................................55 57. Japanese Red Army (JRA) ...................................................................................55 58. Kumpulan Mujahidin Malaysia (KMM) ..................................................................56 59. Libyan Islamic Fighting Group...............................................................................57 60. Lord's Resistance Army (LRA) ..............................................................................58 61. Loyalist Volunteer Force (LVF) .............................................................................58 62. Moroccan Islamic Combatant Group (GICM) .......................................................59 63. New Red Brigades/Communist Combatant Party (BR/PCC) ................................60 64. People Against Gangsterism and Drugs (PAGAD) ..............................................61 65. Red Hand Defenders (RHD) ................................................................................62 66. Revolutionary Proletarian Initiative Nuclei (NIPR) ................................................62 67. Revolutionary United Front (RUF).........................................................................63 68. Riyadus-Salikhin Reconnaissance and Sabotage Battalion of Chechen Martyrs .64 69. Sipah-I-Sahaba/Pakistan (SSP) ...........................................................................65 70. Special Purpose Islamic Regiment (SPIR) ...........................................................65 71. The Tunisian Combatant Group (TCG) ................................................................66 72. Tupac Amaru Revolutionary Movement (MRTA) ..................................................67 73. Turkish Hizballah ..................................................................................................68 74. Ulster Defense Association/Ulster Freedom Fighters (UDA/UFF).........................68






domenica 31 ottobre 2021

La Popolazione mondiale nel 2050


 Fonte. LIMES, Rivista Italiana di Geopolitica, Ottobre 2021

mercoledì 20 ottobre 2021

domenica 10 ottobre 2021

La architettura sinergica dei blog geografici. La Funzione di aggiornamento


La necessita di aggiornane con costanza queste sinossi ha consigliato di collegare questa sinossi ai Blog Geografici attivati nel 2008 come complemento delle Lezioni che si tenevano e si tengono alla Cattedra di Geografia Politica ed Economica del Dipartimento di Scienze Politiche della Università La Sapienza.

Sono completamente staccati da  ogni materiale didattico indicato nelle lezioni, ma rappresentano un ulteriore offerta  di approfondimento

Basati esclusivamente sulla Carta, ovvero sulla rappresentazione iconografica, portano poche righe di commento come vuole l’esigenza dell’utilizzo dei post. Il nome del Docente è stato inserito in quanto il sistema Google non avrebbe accettato altre parole, che erano risultate troppo generiche; la parola Atlante sta a significare che il blog è un complemento dell’Atlante Geografico, strumento essenziale per la comprensione di fenomeni globali come il Terrorismo seguito dal continente di riferimento.

Il Blog base è stato denominato “geostrategico in quanto l’impostazione data fa riferimento, per il Presente insegnamento al Modulo 4, in cui si delinea la strategia del debole verso al forte. Questo è un blog appositamente dedicato.

 La cadenza dei post è decadale, anche se in caso di utilità ulteriore questa cadenza può essere accorciata. Nella Home Page, Pagina principale vengono esposti in media dai 10 ai 20 post; un fondo, per andare ai precedenti, cliccare sul pulsante “post più vecchi”. Dal 2008 ad oggi sono stati pubblicati oltre 400 post. Vi è materiale in abbondanza per approfondimenti e indicazioni, soprattutto per quanto la elaborazione della Tesi finale.

Esiste anche la casella “Commenti”. Chi vuole ulteriori chiarimenti basta utilizzare, per ogni singolo post, questa possibilità. Ogni Continente ha il suo blog. Invece per il continente americano che in questo insegnamento ha due lezioni, il Blog è unico.

Sono già stati indicati nelle lezioni precedenti seguenti blog che danno un quadro generale delle indicazioni preposte, ovvero formano un Atlante Iconografico mirato, offerta ulteriore all’insegnamento preposto.

 

 

www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com

www.coltrinariatlanteafrica.blogspot.com

www.coltrinariatlantemediooriente.blogspot.com

www.coltrinariatlanteasia.blogspot.com

www.coltrinariatlanteeuropa.blogspot.com

www.coltrinariatlanteitalia.blogspot.com

www.coltrinariatlantegeostrategico.blogspot.com

www.coltrinariatlanteterrepolari.blogspot.com

www.coltrinariatlanteoceania.blogspot.com

Per un coordinamento generale il blog di riferimento è:

www.studentiecultori.blogspot.com

 

 

 


giovedì 30 settembre 2021

Stati Umiti: non solo un fallimento militare, ma anche socio-politico


 In questo giorni  a Kabul come ad Herat le donne scendono in piazza  nonostante le rassicurazioni del governo che vedono via via imporsiu sempre nuove restrizioni imposte alle afgane che somigliano a quelle degli anni novanta. Ed alcune coraggiose protestano. Ma molte altre stanno in silenzio perchè identificano la loro emancipazione come un tradimento della loro cultura, delle loro tradizioni sì che vanno rinnovate ma che in questo processo di rinnovamento sono spesso identifica con i sistemi degli invasori basati sulla corruzione, sull'affarismo, sui droni e sugli assassini mirati.

L'Internazionale 1426  del 10 settembre 2021.

lunedì 20 settembre 2021

martedì 31 agosto 2021

La NUova Nato degli Americani


 Fonte: LIMES   Rivista di geopolitica N. 6 del 2021

venerdì 20 agosto 2021

L'IMpero europe dell'America


 Fonte: LIMES Rivista di Geopolitica. n. 6 del 2001

martedì 10 agosto 2021

Stati Uniti. Sempre più serrato il ritiro degli Stati Uniti dall'Afganistan

 Gli Stati Uniti sembrano tenere fede alla lettera agli accordi sottoscritti dalla Amministrazione Trump  a Doha nel febbraio 2020 nei quali si prevede il ritiro totale degli USA dall'Afganistan. L'amministrazione Biden aveva dato l'impressione di voler evitare un ritiro totale delle truppe dall'Afganistan, mantendo un minimo di contingente che dia sostegno all'attuale. Gli alleati, compresa la Gran Bretagna e L?italia hanno completato il ritiro delle loro truppe. dalle rispettive zone di competenza passando le consegne all'Esercito afgano. Sembra che l'avanzata delle opposizioni, sopratutto i Talebani sia iniziata e poco contrastata dalle forze governative. La situazione divien di giorno in giorno sempre più difficile per gli occidentali e la situazione sembra predere una piega poco a loro favorevole

venerdì 30 luglio 2021

Se Crolla la Russia? Gli scenari del 1953


 Fonte Limes. n 6 del 2021  


 La carta sopra riporta una esercitazione voluta da Eisenhover che prevedeva come comportarsi con la Russia. Vi erano tre ipotesi Il contenimento,  l'intermedio e il cosidetto Rollback.

 Da questa esercitazione fu scritta la strategia oer la guerra fredda e doltre. La rivista Limes offre tutti i dettagli di questa esercitazione che rappresenta la risposta che l'America diede alle sfide degli anni 50.

 CHissa se Biden ha chiamato la sua squadra ad elaborare una strategia per i prossimi cinquant'anni, visto che gli Stati Unit dopo Trump ha rinnegato tutte le scelte statunitensi della guerra fredda.

martedì 20 luglio 2021

Rivista QUADERNI N. 1 del 2021 Gennaio - Marzo 2021

info: segreteriagenerael@istitutonastroazzurro.org

 

sabato 10 luglio 2021

Basi e TRuppe Statunitensi in Germania


 Fonte Rivista LIMES n. 4 del 2021


Il totale dei soldati statunitensi in Germania è di 35.000 unità, la metà dell'esercito Italiano

mercoledì 30 giugno 2021

Stati Uniti potenza Egemone ed i rapporti con Alleati e Avversari


 Le percezioni che Gli Stati Uniti, e viceversa hanno con gli Alleati e gli Avversari . In Neretto, nella carta, quelle che gli Stati Uniti pensano degli altri; In Light quelle che gli altri hanno degli Stato Uniti

Fonte: LIMES Rivista di geopolitica. N. 2 Febbraio 2021. Info www.ilmioabbonamento.it

domenica 20 giugno 2021

Rivista LIMES n. 4 del 2021


 IL volume tratta della rinascita del nuovo occidente europeo dovuto in gran parte al disimpegno politico degli Usa dovuto alla politica di Trup, a cui l'attuale presidente Biden cerca di porvi rimedio, ma ancora con scarsi risultati.

giovedì 10 giugno 2021

Biden: è finita la luna di miele?

 I sondaggi che sono in corso negli Stati Uniti stanno dando il consenso a Biden in ribasso. Il presidente sembra aver esaurito la carica di innovazione e svolta impressa all'indomani delle elezioni ed il suo tentativo di conciliare l'America non sembra avere il successo sperato.  Nell'incontro in Cornovaglia non è stato ne brillante ne protagonista. Tutto sembra andare in salita. I rapporti con la Gran Bretagna non sembrano decollare, anche se è difficile pensare che con un Primo Ministro come quello attuale qualcosa possa funzionare in Gran Bretagna,. Con gli alleati continentali ancora è troppo fresco l'affronto che TRump ha fatto. averli messi da parte e ignorati per 4 anni non sono delle buone credenziali per il nuovo presidente. In ogni caso Biden fa del suo meglio, ma gli Stati Uniti ormai in Europa non hanno più quel credito che avevano con Obama. I disastri di Trump sono abbastanza e sembra che il costo lo stia pagando Biden

giovedì 20 maggio 2021

Venezuela. La miseria del Re Mida

 


Come è possibile che un Paese con la ricchezza petrolifera del Venezuela luogo privilegiato nella geopolitica continentale americana anche considerando lo sviluppo raggiunto nella seconda metà del XX secolo oggi sia diventato una società che chiede aiuti umanitari, medicine, aliment? La situazione attuale del paese appare il frutto del suo sistema economico e politico interamente dipendente dalla estrazione del petrolio e dalla ripartizione della sua "rendita". Nemmeno la rivoluzione bolivariana ha davvero separato questo modello che ha fatto ammalare gravemente la vita democratica e sociale del paese. L'unica possibile strada da percorrere appare quella della ricostruzione di un paese sociale. Una strada su cui è impegnata in prima linea la Santa Sede.


Arturo Paroza, S.I, Venezuela. La miseria del Re Mida, in La Civiltà Cattolica 28 gennaio 11 settembre 2017, Quindicinale Anno 168.


La Rivista La Civiltà Cattolica è disponibile su carta presso la Emeroteca del CESVAM, Roma Piazza Galeno 1.


lunedì 10 maggio 2021

venerdì 30 aprile 2021

Cartografia dell'America Meridionale


 Fonte LIMES, Rivista di Geopolitica   info:www.ilmioabbonamento.it

Edordardo Boria, Professore di Geopolitica alla Sapienza, propone al termine di ogni numero di LIMES una Storia delle Carte. Qui sono rappresenta due mappe di fine settecento del Nord della America Latina




martedì 20 aprile 2021


 Fonte LIMES, rivista di Geopolitica

info:www.il mioabbonamento.it

Le rotte marittime ed aeree del mar dei Caraibi in cui Cuba è il perno centrale della rete. La presenza di cubano-americano nelgi Stati Uniti, di cui 1345000 in florida e comunità consistenti nelle principale città della costa occidentale, compresa New York fa si che queste rotte siano di estrema importanza. I nuovi rapporti tra Stati Uniti e Cuba, raffreddati se non annullati dalla amministrazione Trump, dopo le aperture della amministrazione Obama, che saranno avviati dalla attuale amministrazione Biden correrano sicuramente su queste rotte.

sabato 10 aprile 2021

America Latina Composizione della Popolazione


 Fonte: LIMES Rivista di Geopolitica

            Info:www.ilmioabbonamento.it

Le presenza e il dominio dell'uomo bianco nelle due americhe è sempre più minacciato dalle altre razze. Mentre negli Stati Uniti occorre ricorrere, ad azioni politiche  di forza per continuare ad affermare la supremazia dell'uomo bianco, nel sud del continente questa azione non è possibile, sia per la frammentazione politica sia per la composizione stessa della popolazione. Infatti quai il 50% della stessa è meticcia e tende più ad un ulteriore meticciato tanto da par nascere ipotesi che si sta creando un "uomo nuovo" 


mercoledì 31 marzo 2021

Rivista LIMES Febbraio 2021 n. 2




La Rivista è disponibile presso la Emeroteca del CESVAM
info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

 

sabato 20 marzo 2021

Trump. Una tragedia americana. Covid. Quello che poteva essere fatto.


 La carta qui rappresentata riporta la situazione del COVID19 un anno marzo 2020. Come si può ben notare gli Stati Uniti erano ormai in piena epidemia, mentre il sud america, il Brasile cominciava a dare numeri preoccupanti ma non allarmanti in tema di pandemia. Grazie alle politiche anticovid adottate dalla Amministrazione TRump, seguite da altri emuli, tra cui il "tramperigno" Bolsonaro molti paesi oggi sono in un mare di guai, con il Brasile capofila. Il disinteresse ed il disprezzo per i più deboli, per chi ha pochi mezzi arriva fino a non  considerare la vita di intere fasce basse della popolazione come dato indifferente. Se un anno fa vi fosse stato l'attuale inquilino della Casa Bianca non solo gli Stati Uniti avrebbero evitato la drammatica situazione quale era a gennaio, ma sarebbero stati di esempio a tanti altri paesi che oggi, stanno sprofondando non solo in una crisi sanitaria mai visti prima, ma vedono compromessa la loro economia. La conseguenza diretta, come per il Brasile, che da paese emergente e quindi avviato ad una capacità economica  che permetteva l'uscita dal terzo mondo, con queste scelte scellerate, frutto di concezioni di una destra distruttrice e insensibile a certi valori, li ricaccia nella palude della povertà e del sottosviluppo.

Rivista QUADERNI n. 3 del 2020 Luglio-Settembre 2020



 

Per la parte dedicata alla Storia, iniziano con questo numero le pubblicazioni dedicate al centenario del Milite Ignoto che ricorre il prossimo anno. L’’Istituto è particolarmente impegnato in questa data anniversaria, e la Rivista non può che assecondare questa scelta. Prosegue, sull’abbrivio della Giornata del Decorato del 2021, che non si è potuta celebrare per via della epidemia da Covid19, che non può fermare l’attività posta in essere a corredo scientifico di detta giornata, le note riguardanti la campagna di Sicilia del luglio 1943 e degli avvenimenti riguardanti la campagna d’Italia del 1944. Contributi di Massimo Coltrinari e Luigi Marsibilio, nell’ambito delle ricerche avviate a seguito dei Progetti in corso riguardanti le tematiche della Guerra di Liberazione, e una di Giorgio Clemente che affronta particolari situazioni di nostri militari durante la seconda guerra mondiale e una nota di Consalvo Dolce riguardante l’intervento dell’impegno degli Stati Uniti nel Vietnam.

 

Per la parte geografica apre Valentina Trogu trattando della sociologia della deterrenza, mentre in geopolitica delle prossime sfide, una nota sul covid e come viene affrontato, che fa riflettere sulla leaderschip degli Stati Uniti nel mondo occidentale e Luca Bordini che tratta della digitalizzazione nelle FF.AA. Infine Stefano Chiarle tratta dell’Ucraina e del suo cammino verso la democrazia.

 

Nelle rubriche, quelle relative al CESVAM si riportano alcune peculiari attività del Centro, con la evidenziazione delle realizzazioni editoriali mentre gli Indici della rivista QUADERNI ON LINE si riferiscono al III trimestre del 2020. Si può finalmente dire che un costante aggiornamento delle NOTIZIE CESVAM e degli eventi a cui si partecipa come CESVAM è possibile trovarlo sulla home page della piattaforma www.cesvam.org alla rubrica “Eventi” ed alla rubrica “Notizia CESVAM”, mentre è in progetto la pubblicazione su questa rivista dei contenuti dei vari comparti della piattaforma

La rubrica di chiusura riporta la iconografia brigate di fanteria della prima guerra mondiale, come tradizione di questa rivista.

Da ultimo, l’editoriale del Presidente Nazionale ed il Post editoriale del Direttore del Periodico sono intonati al tema della celebrazione del Milite Ignoto, nel solco delle scelte sopra dette, e dei contenuti evidenziati nella pubblicazione consorella. (massimo coltrinari)

 In I di Copertina:  Lapide Commemorativa del Bollettino della Vittoria del 4 Novembre 1918


(Info:quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org)

 

mercoledì 10 marzo 2021

Rionegro. Carta


 Fonte: LIMES, rivista di Geopolitica


Info:www.il mio abbonamento.it

domenica 28 febbraio 2021

USA. Il declino

 

Il covid 19 e l'epidemia mondiale nel modo come è stata affrontata dalla ammistrazione Trump ha dato il colpo di grazia alla potenza degli USA. Trump passerà alla storia come il Presidente del declino degli Usa. Gli eventi del 6 gennaio a Capitol Hill sono il risultato di quattro anni di negazione della democrazia, del rispetto dei suoi principi e dei suoi presupposti. Gli Usa con la pandemia mostrano dati che sono veramente eloqeanti. La disoccupazione è arrivata a livelli record nel primo semestre 2020, ed il PIL dell'Unione è crollato del 30% Mettendoci anche il piano militare gli Stati Uniti non sono più la superpotenza egemone. Trump anzichè contrastare questo declino, lo ha accentuato scegliendo una strategia veramente perdente: non al multilateralismo, disimpegno da tutti gli scenari più significativi, ripresa della guerra fredda, che è indirizzata aggiornata non più alla Russia ma alla Cina. In più il progressivo disimpegno dalla Nato, allontanandosi dagli alleati europei perdendo quella linfa vitale che nel secolo breve aveva portato gli Stati Uniti ad essere il faro dell'occidente. Oggi non è altro che uno stato in preda alle sue divisioni una terra dove la libertà non è più la stella polare, e la polizia agisce come in un qualsiasi stato dittatoriale, senza garanzie per nessuno o per pochi. I massicci investimenti militari annunciano ancora di più il declino, come già gu per la URSS nei suoi ultimi anni di vita. 

sabato 20 febbraio 2021

Discorso di insediamento del 44° Presidente degli Stati Unti, Barak Obama

 

Concittadini, oggi sono qui di fronte a voi con umiltà di fronte all'incarico, grato per la fiducia che avete accordato, memore dei sacrifici sostenuti dai nostri antenati. Ringrazio il presidente Bush per il suo servizio alla nostra nazione, come anche per la generosità e la cooperazione che ha dimostrato durante questa transizione. Sono quarantaquattro gli americani che hanno giurato come presidenti. Le parole sono state pronunciate nel corso di maree montanti di prosperità e in acque tranquille di pace. Ancora, il giuramento è stato pronunciato sotto un cielo denso di nuvole e tempeste furiose. In questi momenti, l'America va avanti non semplicemente per il livello o per la visione di coloro che ricoprono l'alto ufficio, ma perché noi, il popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati, e alla verità dei nostri documenti fondanti. Così è stato. Così deve essere con questa generazione di americani. Che siamo nel mezzo della crisi ora è ben compreso. La nostra nazione è in guerra, contro una rete di vasta portata di violenza e odio. La nostra economia è duramente indebolita, in conseguenza dell'avidità e dell'irresponsabilità di alcuni, ma anche del nostro fallimento collettivo nel compiere scelte dure e preparare la nazione a una nuova era. Case sono andate perdute; posti di lavoro tagliati, attività chiuse. La nostra sanità è troppo costosa, le nostre scuole trascurano troppi; e ogni giorno aggiunge un'ulteriore prova del fatto che i modi in cui usiamo l'energia rafforzano i nostri avversari e minacciano il nostro pianeta. Questi sono indicatori di crisi, soggetto di dati e di statistiche. Meno misurabile ma non meno profondo è l'inaridire della fiducia nella nostra terra: la fastidiosa paura che il declino dell'America sia inevitabile, e che la prossima generazione debba ridurre le proprie mire. Oggi vi dico che le sfide che affrontiamo sono reali. Sono serie e sono molte. Non saranno vinte facilmente o in un breve lasso di tempo. Ma sappi questo, America: saranno vinte. In questo giorno, ci riuniamo perché abbiamo scelto la speranza sulla paura, l'unità degli scopi sul conflitto e la discordia. In questo giorno, veniamo per proclamare la fine delle futili lagnanze e delle false promesse, delle recriminazioni e dei dogmi logori, che per troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica. Rimaniamo una nazione giovane, ma, nelle parole della Scrittura, il tempo è venuto di mettere da parte le cose infantili. Il tempo è venuto di riaffermare il nostro spirito durevole; di scegliere la nostra storia migliore; di riportare a nuovo quel prezioso regalo, quella nobile idea, passata di generazione in generazione: la promessa mandata del cielo che tutti sono uguali, tutti sono liberi, e tutti meritano una possibilità per conseguire pienamente la loro felicità. Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, capiamo che la grandezza non va mai data per scontata. Bisogna guadagnarsela. Il nostro viaggio non è mai stato fatto di scorciatoie o di ribassi. Non è stato un sentiero per i deboli di cuore, per chi preferisce l’ozio al lavoro, o cerca solo i piaceri delle ricchezze e della celebrità. E’ stato invece il percorso di chi corre rischi, di chi agisce, di chi fabbrica: alcuni celebrato ma più spesso uomini e donne oscuri nelle loro fatiche, che ci hanno portato in cima a un percorso lungo e faticoso verso la prosperità e la libertà. Per noi hanno messo in valigia le poche cose che possedevano e hanno traversato gli oceani alla ricerca di una nuova vita. Per noi hanno faticato nelle fabbriche e hanno colonizzato il West; hanno tollerato il morso della frusta e arato il duroterreno. Per noi hanno combattuto e sono morti in posti come Concord e Gettysburg, la Normandia e Khe Sahn. Ancora e ancora questi uomini e queste donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato fino ad avere le mani in sangue, perché noi potessimo avere un futuro migliore. Vedevano l’America come più grande delle somme delle nostre ambizioni individuali, più grande di tutte le differenze di nascita o censo o partigianeria. Questo è il viaggio che continuiamo oggi. Rimaniamo il paese più prosperoso e più potente della Terra. I nostri operai non sono meno produttivi di quando la crisi è cominciata. Le nostre menti non sono meno inventive, i nostri beni e servizi non meno necessari della settimana scorsa o del mese scorso o dell’anno scorso. Le nostre capacità rimangono intatte. Ma il nostro tempo di stare fermi, di proteggere interessi meschini e rimandare le decisioni sgradevoli, quel tempo di sicuro è passato. A partire da oggi, dobbiamo tirarci su, rimetterci in piedi e ricominciare il lavoro di rifare l’America. Perché ovunque guardiamo, c’è lavoro da fare. Lo stato dell’economia richiede azioni coraggiose e rapide, e noi agiremo: non solo per creare nuovi lavori ma per gettare le fondamenta della crescita. Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche, le linee digitali per nutrire il nostro commercio e legarci assieme. Ridaremo alla scienza il posto che le spetta di diritto e piegheremo le meraviglie della tecnologia per migliorare le cure sanitarie e abbassarne i costi. Metteremo le briglie al sole e ai venti e alla terra per rifornire le nostre vetture e alimentare le nostre fabbriche. E trasformeremo le nostre scuole e i college e le università per soddisfare le esigenze di una nuova era. Tutto questo possiamo farlo. E tutto questo faremo. Ci sono alcuni che mettono in dubbio l’ampiezza delle nostre ambizioni, che suggeriscono che il nostro sistema non può tollerare troppi piani grandiosi. Hanno la memoria corta. Perché hanno dimenticato quanto questo paese ha già fatto: quanto uomini e donne libere possono ottenere quando l’immaginazione si unisce a uno scopo comune, la necessità al coraggio. Quello che i cinici non riescono a capire è che il terreno si è mosso sotto i loro piedi, che i diverbi politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non hanno più corso. La domanda che ci poniamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funziona: se aiuta le famiglie a trovare lavori con stipendi decenti, cure che possono permettersi, unapensione dignitosa. Quando la risposta è sì, intendiamo andareavanti. Quando la risposta è no, i programmi saranno interrotti. E quelli di noi che gestiscono i dollari pubblici saranno chiamati a renderne conto: a spendere saggiamente, a riformare le cattive abitudini, e fare il loro lavoro alla luce del solo, perché solo allora potremo restaurare la fiducia vitale fra un popolo e il suo governo. Né la domanda è se il mercato sia una forza per il bene o per il male. Il suo potere di generare ricchezza e aumentare la libertànon conosce paragoni, ma questa crisi ci ha ricordato che senza occhi vigili, il mercato può andare fuori controllo, e che unpaese non può prosperare a lungo se favorisce solo i ricchi. Il successo della nostra economia non dipende solo dalle dimensioni del nostro prodotto interno lordo, ma dall’ampiezza della nostra prosperità, dalla nostra capacità di ampliare le opportunità a ogni cuore volonteroso, non per beneficenza ma perché è la via più sicura verso il bene comune. Per quel che riguarda la nostra difesa comune, respingiamo come falsa la scelta tra la nostra sicurezza e i nostri ideali. I Padri Fondatori, di fronte a pericoli che facciamo fatica a immaginare, prepararono un Carta che garantisse il rispetto della legge e i diritti dell’uomo, una Carta ampliata con il sangue versato da generazioni. Quegli ideali illuminano ancora il mondoe non vi rinunceremo in nome del bisogno. E a tutte le persone e i governi che oggi ci guardano, dalle capitali più grandi al piccolo villaggio in cui nacque mio padre, dico: sappiate che l’America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che cerca un futuro di pace e dignità, e che siamo pronti di nuovo a fare da guida. Ricordate che le generazioni passate sconfissero il fascismo e il comunismo non solo con i carri armati e i missili, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci. Capirono che la nostra forza da sola non basta a proteggerci, né ci dà il diritto di fare come ci pare. Al contrario, seppero che il potere cresce quando se ne fa un uso prudente; che la nostra sicurezza promana dal fatto che la nostra causa giusta, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell’umiltà e della moderazione. Noi siamo i custodi di questa eredità. Guidati ancora una volta da questi principi, possiamo affrontare quelle nuove minacce cherichiedono sforzi ancora maggiori - e ancora maggior cooperazione e comprensione fra le nazioni. Inizieremo a lasciare responsabilmente l’Iraq al suo popolo, e a forgiare una pace pagata a caro prezzo in Afghanistan. Insieme ai vecchi amici e agli ex nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la minaccia nucleare, e allontanare lo spettro di un pianeta surriscaldato. Non chiederemo scusa per la nostra maniera di vivere, né esiteremo a difenderla, e a coloro che cercano di ottenere i loro scopi attraverso il terrore e il massacro di persone innocenti, diciamo che il nostro spirito è più forte e non potrà essere spezzato. Non riuscirete a sopravviverci, e vi sconfiggeremo. Perché sappiamo che il nostro multiforme retaggio è una forza, non una debolezza: siamo un Paese di cristiani, musulmani, ebrei e indù - e di non credenti; scolpiti da ogni lingua e cultura, provenienti da ogni angolo della terra. E dal momento che abbiamo provato l’amaro calice della guerra civile e della segregazione razziale, per emergerne più forti e più uniti, non possiamo che credere che odii di lunga data un giorno scompariranno; che i confini delle tribù un giorno si dissolveranno; che mentre il mondo si va facendo più piccolo, la nostra comune umanità dovrà venire alla luce; e che l’America dovrà svolgere un suo ruolo nell’accogliere una nuova era di pace. Al mondo islamico diciamo di voler cercare una nuova via di progresso, basato sull’interesse comune e sul reciproco rispetto. A quei dirigenti nel mondo che cercano di seminare la discordia, o di scaricare sull’Occidente la colpa dei mali delle loro società, diciamo: sappiate che il vostro popolo vi giudicherà in base a ciò che siete in grado di costruire, non di distruggere. A coloro che si aggrappano al potere grazie alla corruzione, all’inganno, alla repressione del dissenso, diciamo: sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che siamo disposti a tendere la mano se sarete disposti a sciogliere il pugno. Ai popoli dei Paesi poveri, diciamo di volerci impegnare insieme a voi per far rendere le vostre fattorie e far scorrere acque pulita; per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quei Paesi che come noi hanno la fortuna di godere di una relativa abbondanza, diciamo che non possiamo più permetterci di essere indifferenti verso la sofferenza fuori dai nostri confini; né possiamo consumare le risorse del pianeta senza pensare alle conseguenze. Perché il mondo è cambiato, e noi dobbiamo cambiare insieme al mondo. Volgendo lo sguardo alla strada che si snoda davanti a noi, ricordiamo con umile gratitudine quei coraggiosi americani che in questo stesso momento pattugliano deserti e montagne lontane. Oggi hanno qualcosa da dirci, così come il sussurro che ci arriva lungo gli anni dagli eroi caduti che riposano ad Arlington: rendiamo loro onore non solo perché sono custodi della nostra libertà, ma perché rappresentano lo spirito di servizio, la volontà di trovare un significato in qualcosa che li trascende. Eppure in questo momento - un momento che segnerà una generazione - è precisamente questo spirito che deve animarci tutti. Perché, per quanto il governo debba e possa fare, in definitiva sono la fede e la determinazione del popolo americano su cui questo Paese si appoggia. E’ la bontà di chi accoglie uno straniero quando le dighe si spezzano, l’altruismo degli operai che preferiscono lavorare meno che vedere un amico perdere il lavoro, a guidarci nelle nostre ore più scure. E’ il coraggio del pompiere che affronta una scala piena di fumo, ma anche la prontezza di un genitore a curare un bambino, che in ultima analisi decidono il nostro destino. Le nostre sfide possono essere nuove, gli strumenti con cui le affrontiamo possono essere nuovi, ma i valori da cui dipende il nostro successo - il lavoro duro e l’onestà, il coraggio e il fair play, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo - queste cose sono antiche. Queste cose sono vere. Sono state la quieta forza del progresso in tutta la nostra storia. Quello che serve è un ritorno a queste verità. Quello che ci è richiesto adesso è una nuova era di responsabilità - un riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo doveri verso noi stessi, verso la nazione e il mondo, doveri che non accettiamo a malincuore ma piuttosto afferriamo con gioia, saldi nella nozione che non c’è nulla di più soddisfacente per lo spirito, di più caratteristico della nostra anima, che dare tutto a un compito difficile. Questo è il prezzo e la promessa della cittadinanza. Questa è la fonte della nostra fiducia: la nozione che Dio ci chiama a forgiarci un destino incerto. Questo il significato della nostra libertà e del nostro credo: il motivo per cui uomini e donne e bambine di ogni razza e ogni fede possono unirsi in celebrazione attraverso questo splendido viale, e per cui un uomo il cui padre sessant’anni fa avrebbe potuto non essere servito al ristorante oggi può starvi davanti a pronunciare un giuramento sacro. E allora segnamo questo giorno col ricordo di chi siamo e quanta strada abbiamo fatto. Nell’anno della nascita dell’America, nel più freddo dei mesi, un drappello di patrioti si affollava vicino a fuochi morenti sulle rive di un fiume gelato. La capitale era abbandonata. Il nemico avanzava, la neve era macchiata di sangue. E nel momento in cui la nostra rivoluzione più era in dubbio, il padre della nostra nazione ordinò che queste parole fossero lette al popolo: “Che si dica al mondo futuro... Che nel profondo dell’inverno, quando nulla tranne la speranza e il coraggio potevano sopravvivere... Che la città e il paese, allarmati di fronte a un comune pericolo, vennero avanti a incontrarlo”. America. Di fronte ai nostri comuni pericoli, in questo inverno delle nostre fatiche, ricordiamoci queste parole senza tempo. Con speranza e coraggio, affrontiamo una volta ancora le correnti gelide, e sopportiamo le tempeste che verranno. Che i figli dei nostri figli possano dire che quando fummo messi alla prova non ci tirammo indietro né inciampammo; e con gli occhi fissi sull’orizzonte e la grazia di Dio con noi, portammo avanti quel grande dono della libertà, e lo consegnammo intatto alle generazioni future.

mercoledì 10 febbraio 2021

Stati Uniti e la presenza nel Pacifico

 





Fonte Rivista LIMES   Rivista di geopolitica
fonte: www.il mio abbonamento.it