Trends, analysis and estimation of the economic impact of violence in Mexico.
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Una copia del Documento è presso la Emeroteca del Cesvam
contatti:ricerca.cesvam@istitutonastroazzurro.org
Blog di sviluppo per l'approfondimento della Geografia Politica ed Economica attraverso immagini, cartine, grafici e note.Atlante Geografico Statistico Capacità dello Stato.Parametrazione a 100 riferito agli Stati americani. Spazio esterno del CESVAM - Istituto del Nastro Azzurro. (info:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)
MASTER DI I LIVELLO
POLITICA MILITARE COMPARATA DAL 1945 AD OGGI
Dottrina, Strategia, Armamenti
Obiettivi e sbocchi professionali
Approfondimenti specifici caratterizzanti le peculiari situazioni al fine di fornire un approccio interdisciplinare alle relazioni internazionali dal punto di vista della politica militare, sia nazionale che comparata. Integrazione e perfezionamento della propria preparazione sia generale che professionale dal punto di vista culturale, scientifico e tecnico per l’area di interesse.
Destinatari e Requisiti
Appartenenti alle Forze Armate, appartenenti alle Forze dell’Ordine, Insegnanti di Scuola Media Superiore, Funzionari Pubblici e del Ministero degli Esteri, Funzionari della Industria della Difesa, Soci e simpatizzanti dell’Istituto del Nastro Azzurro, dell’UNUCI, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, Cultori della Materia (Strategia, Arte Militare, Armamenti), giovani analisti specializzandi comparto geostrategico, procurement ed industria della Difesa.
Durata e CFU
1500 – 60 CFU. Seminari facoltativi extra Master. Conferenze facoltative su materie di indirizzo. Visite facoltative a industrie della Difesa. Case Study. Elettronic Warfare (a cura di Eletronic Goup –Roma). Attività facoltativa post master
Durata e CFU
Il Master si svolgerà in modalità e-learnig con Piattaforma 24h/24h
Costi ed agevolazioni
Euro 1500 (suddivise in due rate); Euro 1100 per le seguenti categorie:
Laureati UNICUANO, Militari, Insegnanti, Funzionari Pubblici, Forze dell’Ordine
Soci dell’Istituto del Nastro Azzurro, Soci dell’UNUCI
Possibilità postmaster
Le tesi meritevoli saranno pubblicate sulla rivista “QUADERNI DEL NASTRO AZZURRO”
Possibilità di collaborazione e ricerca presso il CESVAM.
Conferimento ai militari decorati dell’Emblema Araldico
Conferimento ai più meritevoli dell’Attestato di Benemerenza dell’Istituto del Nastro Azzurro
Possibilità di partecipazione, a convenzione, ai progetti del CESVAM
Accredito presso i principali Istituti ed Enti con cui il CESVAM collabora
Contatti
06 456 783 dal lunedi al venerdi 09,30 – 17,30 unicusano@master
Direttore del Master: Lunedi 10,00 -12,30 -- 14,30 -16
ISTITUTO DEL NASTROAZZURRO UNIVERSITA’ NICCOL0’ CUSANO
CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare www.unicusano.it/master
www.cesvam.org - email:didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org
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MATERIALI PER TESI DI LAUREA E SVILUPPI
La Newsletter dell'Institute for Economics & Peace del 26 aprile 2022 riporta i seguenti report:
Scientists are creating new techniques to grow seaweed. Several European countries are focusing on innovating seaweed plantations. Researchers say that seaweed could be a key product to substitute meat, as it contains protein and its environmental impact is less as other similar products such as soy.
Researchers develop electric chopsticks to reduce salt intake in Japan. The chopsticks generate a current that attracts sodium particles inside food to make it taste saltier by 1.5 times. The average adult consumes double the recommended amount of salt in Japan.
Facebook pivots to fiber optics in Africa as it meets resistance in the West. The company has increasingly focused on less regulated markets such as Nigeria as its data harvesting practices come under question elsewhere. While Facebook loses money on the cables, it is betting on massive amounts of monetisable user data down the road.
Peru's Castillo hardens stance on mining protests as economy stumbles. Peru's President has signaled a tougher stance on protests against mining companies in Peru, the world's second largest copper producer, mobilising the army in a sharp tactical shift from a previous conciliatory approach.
Portuguese-Danish-Dutch consortium plans $1.1bn hydrogen plant in Sines. The companies said the plant would include a 500-megawatt electrolyser to produce 50,000 tonnes of green hydrogen and 500,000 tonnes of green ammonia per year.
Bacteria relating to prostate cancer could bring breakthroughs for prevention and treatment. Scientists have discovered five species of bacteria linked to rapid progression of the disease. With this information, scientists could develop tests to identify men most at risk and potentially find medicines that prevent the cancer from killing thousands every year.
Per info: ricerca.cesvam@istitutonastroazzurro.org
per approfondimenti su CESVAM
La sigla NATO sta per North Atlantic
Treaty Organization, ovvero Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del
Nord. Si tratta di un'organizzazione internazionale che ha lo scopo di creare
una collaborazione fra i paesi membri sotto il punto di vista della difesa.
La NATO nasce dal Patto Atlantico, firmato a
Washington il 4 aprile 1949, ed entrato in vigore il 24 agosto dello
stesso anno. L'organizzazione ha sede a Bruxelles, in Belgio e i paesi
fondatori sono stati 12 mentre oggi la lista dei paesi membri ha invece
raggiunto quota 30:
|
BELGIO (1949) |
REGNO UNITO (1949) |
ESTONIA (2004) |
|
CANADA (1949) |
STATI UNITI (1949) |
LETTONIA (2004) |
|
DANIMARCA (1949) |
GRECIA (1952) |
LITUANIA (2004) |
|
FRANCIA (1949) |
TURCHIA (1952) |
ROMANIA (2004) |
|
ISLANDA (1949) |
GERMANIA (1955) |
SLOVACCHIA (2004) |
|
ITALIA (1949) |
SPAGNA (1982) |
SLOVENIA (2004) |
|
LUSSEMBURGO (1949) |
POLONIA (1999) |
ALBANIA (2009) |
|
NORVEGIA (1949) |
REPUBBLICA CECA (1999) |
CROAZIA (2009) |
|
PAESI BASSI (1949) |
UNGHERIA (1999) |
MONTENEGRO (2017) |
|
PORTOGALLO (1949) |
BULGARIA (2004) |
MACEDONIA DEL NORD (2020) |
L'elenco è in continuo aggiornamento, poiché, come previsto dal regolamento
dell'organizzazione, può diventare
membro della NATO “qualsiasi altro Stato europeo in condizione di soddisfare i
principi di questo trattato e di contribuire alla sicurezza dell'area
nord-atlantica”; ma con solo due limiti generali:
·
Solo gli
Stati europei sono candidabili per l'ingresso
·
I
candidati devono essere approvati da tutti i membri attuali
La NATO si impegna a risolvere
pacificamente le controversie. In caso di fallimento degli sforzi diplomatici,
ha il potere militare di intraprendere operazioni di gestione delle
crisi in base alla clausola di difesa collettiva presente nell'Articolo 5
del Trattato di Washington o dietro mandato delle Nazioni Unite, da
soli o in collaborazione con altre organizzazioni internazionali.
L'articolo 5 del Trattato
di Washington stabilisce
che un attacco armato a uno dei paesi membri viene considerato un
attacco diretto contro tutte le parti dell'organizzazione. Ciò comporta, si
legge nell'articolo, che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse,
nell'esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva,
riconosciuto dall'art. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte
o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di
concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi
compreso l'uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza
nella regione dell'Atlantico settentrionale.
Durante
la Guerra Fredda, la NATO aveva una missione chiara e rigorosa contrastare e
sconfiggere il Patto di Varsavia[1]. Dopo la caduta del muro
di Berlino e il dissolvimento del nemico storico rappresentato dal Blocco
Orientale, la NATO ha perso il suo status difensivo, trasformandosi in un
partenariato di collaborazione militare tra gli aderenti e agendo secondo le
risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU relative a situazioni di crisi
di importanza globale.
Nel
corso della Guerra Fredda, la NATO non si è mai impegnata in operazioni
militari, ma negli anni '90 nel corso del conflitto jugoslavo e della
guerra in Kosovo l'alleanza ha imposto una no-fly zone, quindi ha schierato una
forza di mantenimento della pace e nel 1999 ha effettuato bombardamenti sulla Jugoslavia
dal termine dei quali guida una operazione di sostegno alla pace in Kossovo,
KFOR. L'intero processo ha messo allo scoperto le inadeguatezze della NATO
nell'affrontare una guerra calda. Negli anni 2000, la NATO dopo gli
attacchi dell'11 settembre è andata in prima linea combattendo in Afghanistan e
addestrando le forze afghane a partire dal 2003, contrastando la pirateria
nelle acque vicino alla Somalia e poi in un intervento militare che aveva lo
scopo di proteggere i civili in Libia ed è andato molto più lontano del suo
mandato approvato dalle Nazioni Unite nel rovesciare il tiranno Muammar
Gheddafi.
La
Nato ovviamente in questi 73 anni ha dovuto adattare la sua natura e i suoi
obiettivi ai numerosi cambiamenti nello scenario internazionale, dalla sua
nascita sotto diversi aspetti è molto
cambiata ma rimane un’alleanza
transatlantica dove il ruolo principale, la regia, rimane agli USA che però per decidere ha bisogno del consenso e
dell’appoggio della sponda europea. Nel corso degli anni il rapporto interno
all’Alleanza è molto cambiato, durante la Guerra fredda la Nato era più ridotta
nel numero dei suoi componenti ma maggiormente
coesa per una sorta di comune “sentimento atlantico”, questo permetteva che
anche in situazioni difficili si potessero raggiungere decisioni importanti e
delicate, partendo anche da punti di vista e interessi differenti.
Oggi
la Nato è aumentata nel numero dei suoi membri e questo “sentimento atlantico” è
in parte cambiato, perché come prevedibile, è più influenzato anche dai punti
di vista e dalle priorità dei singoli Paesi, è condizionato dalla presenza dei
nuovi membri dell’Alleanza e da alcuni elementi critici nuovi, oggi presenti.
La
NATO ha intensificato la propria presenza nei Balcani. Prima nel 2009, con
l’ingresso di Albania e Croazia,
poi nel 2017 con l’inclusione del Montenegro e nel 2020 con l’adesione
dalla Macedonia del Nord, l’alleanza si è garantita la presenza su tutti gli
sbocchi europei sul mar Mediterraneo. Da sottolineare che la Russia da sempre
considera i Balcani una propria naturale zona d’influenza ed attualmente questa
è limitata alla sola Serbia, dove la NATO rimane altamente impopolare per via
del ricordo vivo dei bombardamenti.
Sul
piano europeo è evidente che vi sono differenze tra i Paesi membri, da un lato vi sono i Paesi dell’est e i
Baltici, entrati nell’Alleanza più recentemente, che hanno come priorità il
contenimento russo e questo allargamento ad est ha provocato uno sgretolamento delle
relazioni USA-Russia.
Sul
versante meridionale la tendenza e’ dare priorità al tema del Mediterraneo che
è però un tema poco sentito dai Paesi del nord-est. Vi e’ poi, all’interno
dell’Alleanza, una questione aperta che riguarda il rapporto con un alleato
importante come la Turchia. La trasformazione del ruolo della Turchia
nell’Alleanza va di pari passo con la trasformazione impressa dal presidente
Recep Erdogan alla politica estera e di difesa del paese, l’intervento militare
diretto di Ankara nel conflitto siriano allo scopo di contrastare la presenza
curda lungo i suoi confini meridionali, che viene percepita come una minaccia
alla sicurezza nazionale, ha sollevato
timori di uno scontro con Washington, alleata invece delle forze curde nella
lotta allo Stato islamico. Vi e’ poi la contesa che la Turchia ha con la Grecia
reclamando un “diritto” di trivellazione in area di competenza greca e questo
e’ fonte di imbarazzo nella NATO.
Come
detto e’ inevitabile che esistano sia in ambito atlantico sia in ambito europeo
delle diffidenze reciproche, l’Unione europea può avere interessi prioritari e
propri su aree o tematiche che magari interessano meno alla Nato come ad
esempio all’Africa, un continente in “esplosione” con grandi problematiche che
ci riguardano molto da vicino e anche con grandi potenzialità, che per gli
europei è una necessaria priorità.
Dall’altro
lato dell’Atlantico invece, negli Stati Uniti, il tema dell’adesione alla Nato negli
ultimi anni è stato un tema dibattuto anche se oggi, sia in ambito militare sia
politico sembra essere chiaro che l’esistenza della Nato e il rapporto con gli
alleati è centrale anche per la sicurezza nazionale americana.
Ma
nonostante questa adesione alla Nato in molti ambienti militari e politici
americani, qualche elemento di dubbio ha riguardato, in alcuni casi,
l’atteggiamento da parte della precedente presidenza, da cui la Nato è stata
spesso inquadrata più come un costo e non sempre in termini positivi. Si e’
visto che Trump non credeva nelle alleanze e negli impegni presi nei trattati, aveva molti dubbi sui partner europei e che
la leadership americana significava che
gli Stati Uniti avrebbero fatto ciò che volevano con gli europei che si
sarebbero adattati. Trump aveva bollato l’Alleanza atlantica come una
struttura obsoleta, un relitto della Guerra Fredda che metteva i bastoni
tra le ruote al suo tentativo di arrivare a una distensione con la Russia di
Vladimir Putin, questo aveva messo in crisi quello che sembrava un asse
politico militare indistruttibile.
Dopo
lo stupore per gli attacchi del presidente americano le capitali europee hanno
tratto le proprie conclusioni. È stata soprattutto Parigi ad essersi mossa con
più decisione per guidare l’Unione europea verso una maggiore indipendenza in
materia di sicurezza e difesa. In una intervista all’Economist a novembre
2019 il Presidente francese Macron aveva detto con parole inequivocabili
“stiamo vivendo la morte cerebrale della NATO” con riferimento alla mancanza di
coordinamento tra Europa e Stati Uniti e all'azione aggressiva in Siria della
Turchia, un membro chiave dell'Alleanza Atlantica. "Non c'è alcun coordinamento del
processo decisionale strategico tra gli Stati Uniti e i suoi alleati",
aveva dichiarato Macron, "c'è un'azione aggressiva non coordinata da
parte di un altro alleato della Nato, la Turchia, in un'area in cui sono in
gioco i nostri interessi". In pratica si riferiva al l'intervento militare
turco contro le forze curde nel Nord in Siria, fortemente criticato da alcuni
membri Nato, ma reso possibile dal ritiro delle truppe Usa, ordinato dal
presidente Usa Donald Trump.
Ricordiamo che nel 1966 la
Francia cessò la sua partecipazione al comando militare integrato e questa
decisione si e’ prolungata quarantatré anni, anni nei quali la Francia non ha
però mai fatto mancare l’appoggio all’Alleanza, con la partecipazione diretta
alle operazioni militari, dalla Bosnia ed Erzegovina, al Kosovo,
all’Afghanistan. Solo nel 2009 , con il Presidente Sarkozy e’ rientrata a pieno titolo nel comando
integrato dell’Alleanza.
La presidenza Biden è stata
accolta inizialmente dai membri della NATO con un sospiro di sollievo nella
speranza di ricucire gli strappi che si erano accumulati in quattro anni di
presidenza di Donald Trump. Rimangono però fattori di tensione che riguardano
le recriminazioni USA per gli scarsi contributi europei alle spese
dell’alleanza, lo spostamento del focus americano verso il Pacifico e non
ultimo il desiderio e tentativo europeo di avere una politica estera e di
sicurezza sempre più autonoma dalle risorse di Washington.
Inoltre gli alleati europei si sono lamentati di
quella che vedevano come un'inconcepibile mancanza di consultazione anticipata
ovvero il recente ritiro caotico delle forze occidentali dall'Afghanistan, che
e’ stato da alcuni visto come la più grande debacle che la Nato abbia subito
dalla sua fondazione.
L’intervento russo in Ucraina ha in un certo
modo ricompattato l’Alleanza anche se rimane la questione dell’ulteriore
allargamento della NATO con il possibile ingresso di Finlandia e Svezia. In
realtà i due Stati scandinavi, pur formalmente estranei al blocco atlantico,
sono da tempo integrati nel blocco occidentale essendo entrambi membri dell’Unione
europea e partner della NATO.
Sembra quindi superata la
posizione francese di “morte cerebrale dell’alleanza” che ora ritiene non
valido l’aspetto competitivo tra difesa europea e Alleanza transatlantica e che
quest’ultima può essere rafforzata da una sovranità europea.
E’ inevitabile che sia in
ambito atlantico che in ambito europeo vi siano delle diffidenze reciproche ma
ora più che mai un forte pilastro europeo può solo essere un valore aggiunto
per la NATO. Il quadro della sicurezza europea sta cambiando rapidamente,
rimane prioritario assicurare la difesa dell’integrità’ territoriale anche in
considerazione dell’intervento della Russia con forze militari nei confronti di
uno stato sovrano come in Georgia nel 2008, in Crimea nel 2014 ed ora in
Ucraina. E’ il momento di pensare ad una comune politica estera e di difesa
europea.
La sfida principale per la
NATO del futuro e’ prendere atto che l’Alleanza non dipende dalle scelte strategiche
delle amministrazioni americane e non funge da strumento della politica estera
di Washington ma è dotata di una componente, quella europea, che concorre
all’esistenza dell’ombrello Nato. Il progetto di “difesa europea” deve essere
sviluppato in tempi brevi con una linea politica chiara, condivisa ed unitaria
che potrebbe portare, in futuro ad una divisione dei compiti tra UE e NATO.
[1]
Nel
1955, l’URSS e gli altri stati socialisti del cosiddetto “blocco orientale”
sottoscrissero il Patto di Varsavia,
un’alleanza militare che aveva a sua volta lo scopo di fare da deterrente, dopo
l’ingresso della Germania Ovest nella NATO
Nota Redazionale
Il numero 4 del 2021, come noto, è stato un numero speciale per il centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto (1921-2021), con distribuzione straordinaria su tutto il territorio nazionale. A pag. 97di quel QUADERNO vi era il comunicato per le Scuole che indicava le modalità per la partecipazione al progetto “Storia in Laboratorio”, in cui tra l’altro, si indicavano i modi e i termini per la pubblicazione eventuale di elaborati scritti da parte degli studenti in merito alla tematica proposta. In questo numero pubblichiamo le risultanze di alcune scuole che hanno inviato materiali.
Il numero, inoltre, è tutto dedicato alla data centenaria del Milite Ignoto, nel solco della ricorrenza; pubblica anche un contributo di carattere nazionale, riguardante lo studio e la presentazione della storia della Bandiera nazionale Questo contributo è proceduto da una riflessione di Giancarlo Ramaccia sul Valore Militare ed il Milite Ignoto ed introdotto da una Poesia dedicata al Milite Ignoto di Beatrice Harrach.
A seguire Elisa Bonacini ci partecipa di una iniziativa presa in occasione della data centenaria a Latina, Stefano Mangiavacchi pubblica un articolo iconografico del passaggio del Treno del Milite Ignoto ad Arezzo e in vari comuni della sua provincia ed Alberto Vido della mostra organizzata a Sondrio sempre dedicata al Milite Ignoto.
Infine in Copertina è riprodotta la medaglia coniata dall’Istituto del Nastro Azzurro in occasione di questo citato centenario.
(massimo coltrinari)
La conseguenza della guerra in Ucraina ha portato un beneficio al continente americano. Gli Stati Uniti, completamente sorpresi sul piano della grade strategia, stanno doverosamente rivedendo il loro schieramento. Tutta la loro attenzione in Asia ha fatto si che si trovano il retro scoperto. Ora che l'Europa non è più stabile, necessita una revisione. La globalizzazione che ha favorito la Cina in modo esponenziale, ora non può più esistere. Al massimo si può parlare di una globalizzazione regionale. In queste dinamiche che ne sta beneficiando sono i paesi latino americani sopratutto il Venezuela, il cui petrolio sta diventando prezioso per tutta l'area occidentale. Certamente il Venezuele dovrà rivedere le proprie posizioni in merito alle questioni sociali: La Russia e la Cina sono dittature di cui la prima ha gettato la maschera in modo evidente con l'attacco alla Ucraina La dinamicità della situazione fa si che i vecchi schemi fino ad ora adottati non sono più credibili e Caracas è felice di vendere il suo petrolio in un mercato molto più importante.
Fonte: Internazionale 1455 25 marzo 2022
SOMMARIO
Anno LXXXII, Supplemento XX, 2021, n. 3,
20° della Rivista “Quaderni”
www.istitutodelnastroazzurro.it
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
www.cesvam.org
CESVAM
REPORT. SETTEMBRE 2019 – AGOSTO 2021
1.
INTRODUZIONE
La necessità di un Report.
2.
STRUTTURA
DEL CESVAM
a.
Istituto
del Nastro Azzurro Ente Morale
Statuto;
Regolamento
b.
Lo
Statuto del CESVAM
c.
Il
Regolamento del CESVAM
d.
Il
Verbale costitutivo del CESVAM del
Consiglio Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro
3.
ATTIVITA’
DEL CESVAM
Editoria
a.
La
Emeroteca del CESVAM
b.
L’Archivio-Biblioteca
del CESVAM
c.
I
Progetti di Ricerca. La realizzazione e la finalizzazione
Ricerca
d.
Le
attività in essere.
e.
La
Rivista “Quaderni del Nastro Azzurro”
f.
I
“Quaderni On Line”
g.
I
Blog di carattere storico, estensione di ricerca
h.
I
Blog di carattere geografico, estensione di ricerca
i.
I
Blog di carattere associativo e divulgativo
j.
I
CESVAM Papers, collana “occasional” di pubblicazioni
k.
I
Libri della Collana del Nastro Azzurro”
Didattica
l.
L’Attività
didattica per Master di 1° e 2° Livello
m. L’Attività
didattica per Corsi di Formazione
Divulgazione
n.
Il
Sito dell’Istituto del Nastro Azzurro. Concorso alla Gestione
o.
La
Piattaforma del CESVAM. Lo strumento di divulgazione al passo con i tempi
p.
I
Convegni e le Conferenze
q.
Gli
“Incontri con l’Autore”
r. Collaborazione con
Enti, Istituti, Accademie, Università. Il Confronto
4.
CONCLUSIONE
.
Lineamenti per il futuro
5.
IL
PERIODICO “NOTIZIARIO DEL NASTRO AZZURRO
Nota redazionale:
Questo numero della Rivista
“QUADERNI” come si può notare, pur mantenendo la struttura base, non porta la
tradizionale suddivisione “Il mondo da cui veniamo: la memoria” e “Il mondo in
cui viviamo: la realtà d’oggi” e le relative rubriche. Questo per lasciare lo
spazio al Report del CESVAM, Questo Report, come ampiamente si è riportato nel
Report stesso, vuole essere una documentazione fattiva della risposta che la
Presidenza Nazionale ha voluto dare, con il Report pubblicato nel 2019 (N. 3°
della Rivista, Supplemento XIII, Luglio-agosto 2019) alla lenta crisi che aveva
attanagliato l’Istituto culminata, in chiave di retrospettiva storica, con
l’anno 2014, considerando il 2015 l’anno della svolta a cui tutti hanno dato un
ampio contributo. Questo numero della Rivista vuole essere la continuazione del
Report per il quinquennio settembre 2014 – agosto 2019, mantenendo la stessa
articolazione ed aggiornandone i contenuti per il periodo di riferimento. Si
vogliono fornire elementi di riflessione sulle scelte fatte, sui successi
ottenuti, sugli scostamenti da correggere, per proseguire, in vista degli anni
futuri, verso una affermazione dell’Istituto sempre più ferma e decisa.
(massimo
coltrinari)
I di Copertina: Lo stemma del CESVAM
Info:segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
Il presente numero può essere
richiesto gratuitamente in formato digitale. Su carta (fino ad esaurimento copie ed addebito spese postali) previo
versamento di euro 5 a copia in bianco e nero e euro 10 a copia a colori da versare su conto
corrente postale n. 25938002 intestato ad Istituto del Nastro Azzurro oppure su C.C. Bancario BPER Banca Piazza Madonna
di Loreto 24 C.C.703202000000002122 IBAM IT 85P0 5387 0320 200000000 2122.
Il 5 Marzo 2022 è stato ucciso a Fresnillo nello Stato centro settentrionale di Zacatecas, una zona considerata una delle più pericolose del Paese, un altro giornalista. E' il settimo dall'inizio dell'anno. Si tratta del giornalista Joun Carlos Muniz che lavorava per il portale di notizie Testigo Minero. .E' stato ucciso da uomini armati mascherati che poi si sono dati alla fuga mentre stava prendendo un taxi. Il reporter si occupava di cronaca nera ed utilizzava un pseudonimo per cercare di non essere identificato. Secondo il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (CPJ) che opera a New York (USA) il Messico è il paese più pericoloso al mondo per chi opera nel campo della informazione. I crimini contro i giornalisti circa 150 in 20 anni nella maggior parte dei casi rimangono impuniti.