Master 1° Livello

MASTER DI I LIVELLO

POLITICA MILITARE COMPARATA DAL 1945 AD OGGI

Dottrina, Strategia, Armamenti

Obiettivi e sbocchi professionali

Approfondimenti specifici caratterizzanti le peculiari situazioni al fine di fornire un approccio interdisciplinare alle relazioni internazionali dal punto di vista della politica militare, sia nazionale che comparata. Integrazione e perfezionamento della propria preparazione sia generale che professionale dal punto di vista culturale, scientifico e tecnico per l’area di interesse.

Destinatari e Requisiti

Appartenenti alle Forze Armate, appartenenti alle Forze dell’Ordine, Insegnanti di Scuola Media Superiore, Funzionari Pubblici e del Ministero degli Esteri, Funzionari della Industria della Difesa, Soci e simpatizzanti dell’Istituto del Nastro Azzurro, dell’UNUCI, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, Cultori della Materia (Strategia, Arte Militare, Armamenti), giovani analisti specializzandi comparto geostrategico, procurement ed industria della Difesa.

Durata e CFU

1500 – 60 CFU. Seminari facoltativi extra Master. Conferenze facoltative su materie di indirizzo. Visite facoltative a industrie della Difesa. Case Study. Elettronic Warfare (a cura di Eletronic Goup –Roma). Attività facoltativa post master

Durata e CFU

Il Master si svolgerà in modalità e-learnig con Piattaforma 24h/24h

Costi ed agevolazioni

Euro 1500 (suddivise in due rate); Euro 1100 per le seguenti categorie:

Laureati UNICUANO, Militari, Insegnanti, Funzionari Pubblici, Forze dell’Ordine

Soci dell’Istituto del Nastro Azzurro, Soci dell’UNUCI

Possibilità postmaster

Le tesi meritevoli saranno pubblicate sulla rivista “QUADERNI DEL NASTRO AZZURRO”

Possibilità di collaborazione e ricerca presso il CESVAM.

Conferimento ai militari decorati dell’Emblema Araldico

Conferimento ai più meritevoli dell’Attestato di Benemerenza dell’Istituto del Nastro Azzurro

Possibilità di partecipazione, a convenzione, ai progetti del CESVAM

Accredito presso i principali Istituti ed Enti con cui il CESVAM collabora

Contatti

06 456 783 dal lunedi al venerdi 09,30 – 17,30 unicusano@master

Direttore del Master: Lunedi 10,00 -12,30 -- 14,30 -16

ISTITUTO DEL NASTROAZZURRO UNIVERSITA’ NICCOL0’ CUSANO

CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare www.unicusano.it/master

www.cesvam.org - email:didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org

America

Traduzione

Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.

This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.

America Centrale

America Centrale

Medoto di ricerca ed analisi adottato

Vds post in data 30 dicembre 2009 su questo stesso blog seguento il percorso:
Nota 1 - L'approccio concettuale alla ricerca. Il metodo
adottato
Nota 2 - La parametrazione delle Capacità dello Stato
Nota 3 - Il Rapporto tra i fattori di squilibrio e le capacità dello
Stato
Nota 4 - Il Metodo di calcolo adottato

Per gli altri continenti si rifà riferimento a questo blog www.coltrinariatlanteamerica.blogspot.com per la spiegazione del metodo di ricerca.

Cerca nel blog

martedì 28 febbraio 2023

La Storia degli Stati Uniti attraverso le Carte. I Civiltà Precolombiane


 FONTE. Limes, rivista Italiana di geopolitica Novembre 2022

Che cosa è rimasto di queste civiltà negli Odierni Stati Uniti. L'arrivo dell'uomo bianco dall'Europa ha posto termine al loro ciclo. Quale influenza hanno avuto nella costruzione degli Stati Uniti, potrebbe essere un interessare percorso di ricerca.

lunedì 20 febbraio 2023

LIMES, novembre 2022. sommario


SE GLI STATI UNI RESTERANNO UNITI è LA QUESTIONE DEL SECOLO.
DALLA RISPOSTA DIPENDE IL NOSTRO DESTINO



 

venerdì 10 febbraio 2023

Jessica Zanatta. Perù Brasile, Messico. Un America Latina inquieta

 Disordini in Perù L’ex presidente del Perù Pedro Castillo è stato destituito in quanto accusato di aver provato a sciogliere il parlamento e quindi tentare un golpe; al suo posto è subentrata la sua vice, Dina Boluarte. Tuttavia, tale evento ha portato a degli scontri tra i sostenitori di Castillo e le forze dell’ordine, in particolar modo nelle regioni più povere e rurali, confluite poi nella capitale Lima, provocando diversi morti e feriti. Si tratta di proteste contro il governo da parte di persone provenienti dalle zone rurali, di origine indigena e contadina, che sentono il divario economico sociale con la classe politica e benestante del loro Paese. I manifestanti chiedono la scarcerazione di Castillo e che Boluarte si dimetta, procedendo quindi a delle nuove elezioni. 


Assalto in Brasile Due anni dopo l’assalto al Capitol Hill, sede del Congresso degli Stati Uniti, è accaduto un episodio altrettanto preoccupante e simile in Brasile, un vero e proprio attentato alla democrazia: un gruppo costituito da migliaia di manifestanti, sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro, hanno assalito alcuni edifici istituzionali compiendo gravi atti di vandalismo a Brasilia in segno di protesta contro la vittoria delle elezioni da parte di Luiz Inacio Lula da Silva, il quale a partire dal primo gennaio 2023 è il nuovo presidente del Brasile. Si sospetta che dietro queste manifestazioni violente si nasconda proprio Bolsonaro, il quale attualmente si trova negli Stati Uniti d’America: risulta essere, infatti, tra gli indagati; inoltre, è stato arrestato il suo ex ministro della giustizia, Anderson Torres, per le vicissitudini legate all’assalto assieme ad almeno un migliaio di persone. 


Arresto figlio del Chapo Il giorno 06 gennaio 2023 è stato arrestato e rinchiuso in un carcere di massima sicurezza in Messico uno dei leader del cartello di Sinaloa, Ovidio Guzmán, figlio di Joaquín Guzmán Loera, conosciuto come “El Chapo”, uno dei più famosi e spietati narcotrafficanti messicani, il quale attualmente sta scontando la sua pena negli Stati Uniti d’America. La reazione delle organizzazioni criminali è stata violenta, tanto che le autorità sospeso alcune attività e hanno consigliato ai cittadini di rimanere all’interno delle proprie abitazioni per ragioni di sicurezza; l’operazione è stata definita un successo da parte dello Stato contro i cartelli della droga, affliggendo un duro colpo soprattutto a quello del Pacifico. Ad ogni modo, non si tratta del primo arresto di Ovidio Guzmán, soprannominato “El Ratón”: nel 2019 era stato fermato dalle forze dell’ordine, salvo poi essere stato rilasciato a causa delle minacce e rappresaglie ricevute.

domenica 29 gennaio 2023

Donal Trump: un politico che non rispetta la legge.

 Il 23 dicembre 2023 è stato pubblicato il rapporto finale della commissione della camera che ha indagato sull'assalto al congresso avvenuto il 6 gennaio 2021 Secondo la commissione l'ex presidente si è impregnato in una "cospirazione " per rovesciare i risultati delle elezioni del 2020 e non ha fatto nulla per impendire ai suoi sostenitori di attaccare il campidoglio

 Donald Trump si ripresenta alla elezioni presidenziali del 2024. L prospettive non sono rosee non solo per gli Stati Uniti, ormani su una china che li sta portando verso la loro disgregazione ( senza il rispetto delle leggi nessun Stato sopravvive) ma anche alla stabilità del mondo come tutta la vicenda Putin stà a dimostrare.

sabato 28 gennaio 2023

Newsletter da Internazionale

 Per l'area delle Americhe la rivista Internazionale ha attivato sue newletter di approfondimento ed aggiornamento


 AMERICANA: racconta cosa succede negli Stati Uniti. Per riceverla  scrivere: intern,az./1Cq5


 SUDAMERICANA raccoglie notizie ed approfondimenti dell'America Latina. Per riceverla: inter.az1CHV


venerdì 20 gennaio 2023

INFOCESVAM BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTROSTUDI SUL VALORE MILITARE

 

INFOCESVAM

BOLLETINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO IX, 35/36, N. 6, Novembre – Dicembre 2022, 1 gennaio 2023

IX/6/626 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 626 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente  dedicato alla indicazione dei blog attivati come complemento della piattaforma www.cesvam.org

IX/6/627 – Il volume “Il Quadro di Battaglia del Regio Esercito Italiano – 10 giugno 1940 a cura di Massimo Coltrinari e Luigi Marsibilio è stato pubblicato. Progetto “Ordinamenti”. Il volume è disponibile presso la segreteria dell’Istituto.                                                                                                         

IX/6/628 Il Volume dedicato alla storia delle compagnie telegrafiste nella Prima Guerra Mondiale di Monica Apostoli è giunto alla fase del manoscritto 4. Avuto il visto del Collegio dei redattori è stato proposto alla Presidenza della Associazione Nazionale Trasmettitori per una pubblicazione congiunta. A metà gennaio 2023 riunione per le decisioni operative.

IX/6/629 Il blog www.atlantestrategico.blogspot.com riporta il quadro di insieme dei maggiori fatti geopolitici del momento attraverso carte esplicative. Utile per l’aggiornamento dei dati di situazione riguardante i maggiori problemi. Attivi i limk di riferimento per l’approfondimento dei temi proposti.

IX/6/630. Dal 15 gennaio 2023 l’Università “N Cusano” riprende appieno in presenza le sue attività sospese per via della esigenza sanitaria. Il ricevimento studenti sarà quindi anche in presenza per coloro che gravitano su Roma, fermo restanti le modalità seguite fino ad ora. Info  www.unicusano.it/master

IX/6/631 Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Il Dott. Roberto Orioli ha predisposto il programma base per la alimetazione con l’iscrizione dei decorati; attivato il collegamento con l’Archivio Digitale in essere.

IX/6/632 Il blog www.guerradiliberazionelastoria.blogspot.com riporta dati ed indicazioni riguardante elementi di aggiornamento del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943-1945. Indicazioni in merito sono riportati in merito al Volume dedicato agli Indici ed ai Percorsi di Ricerca

IX/6/633 Il volume dedicato alla Prigionia in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale  a raggiunto la realizzazione del manoscritto n. 2 Una sessione di ricerca è stata svolta il 13 e il 14 dicembre sia presso l’Archivio di Stato di Roma sia presso l’Ufficio Storico dell’Esercito a Via Lepanto dal Direttore, e dal  Dott. Giovanni Riccardo Baldelli.

IX/6/634. Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Indetta una riunione il 10 gennaio 2023 per l’attivazione delle modalità di alimetazione. Saranno Presenti il Direttore del CESVAM, il Dott. Orioli e la dott. Chiara Mastrantonio per la prima azione di tutoraggio.

IX/6/635 E’ uscito il n. 4 del 2022 Anno LXXXIII, Supplemento XXVII, Ottobre – Dicembre 2022, 27° della Rivista, di “QUADERNI” . Eventuali copie possono essere richieste alla segreteria (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

IX/6/636 Il blog www.prigioniadiguerra.blogspot.com riporta gli aggiornamenti del Dizionario minimo della Grande Guerra. Inoltre indicazioni sui volumi dedicati alle “Riflessioni sulla Grande Guerra” N. 13, n.14, n.15 della Collana I Libri del Nastro Azzurro

IX/6/637 Il blog www.uniformologia.blogspot.com riporta indicazioni sul costume  militare recente; in particolare riporta le uniformi della ex URSS  e dei Paesi del Patti di Varsavia. Inoltre tavole sinottiche dei gradi e distintivi e decorazioni degli eserciti dei paesi citati. Base per eventuali tesi di laurea riguardanti la Unione Sovietica e  il suo potere militare.

IX/6/638 Glossario 1945 per il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943 -1945. Alla data del 31 ha raggiunto e oltrepassato i 1000 previsti. Attualmente è alla revisione degli Autori. Contattata la Casa Editrice per la edizione a Stampa prevista per la metà del mese di Gennaio 2023.

IX/6/639 Il blog www.internamentoereticolati.blogspot.com riporta gli aggiornamenti sulla ricerca dedicata l’Internamento in Germania dal 1943 al 1945. Documenti per sostenere la tesi del III Fronte della Guerra di Liberazione. Sono state lette indicazioni che gli internati in Germania non fecero parte della Guerra di Liberazione. La prima domanda da porre a questa tesi è: alloca chi sono?.

IX/6/640 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI2 con l’inserimento di tutte le copertine della Rivista uscite fino al dicembre 2022

IX/6/641 La Rivista “QUADERNI ON LINE” ha avuto nel 2022 26036 lettori/accessi con una media di circa  2200 lettori/accessi con punto di oltre 3000 nei mesi più attivi.

IX/6/642  Il blog www.storiamilitare.blogspot.com riporta le tracce di tesi per il Master in Storia Militare Contemporanea  per la IV Edizione, Anno Accademico 2021

IX/6/643– Compendio 1945 del Dizionario minimo della Guerra di Liberazione è arrivato al manoscritto n. 5 E’ predisposta la stampa presso la Casa editrice per la fine del gennaio 2023

IX/6/644. Nel n. 6 del 2022 del Periodo dell’Istituto nella IV di Copertina sono state pubblicate le Copertine dei Volumi 13, 14,15 su “Riflessioni sulla Grande Guerra” che completano il Dizionario Minimo della Grande Guerra

IX/6/645 -  Ricerca materiali ed iconografia del Nastro Azzurro. Approntato un piano di ricerca delle Medaglie e delle Produzioni dell’Istituto al fine di acquisire documentazione per i Libri del Centenario in fase di approntamento.

IX/6/646  Il blog www.studentiecultori.blogspot.com riporta indicazioni sulle modalità didattiche della frequenta dei master. In particolare indicazioni  sullo stato di apprendimento dei testi preposti tramite test facoltativi.

IX/6/647. Il blog “Atlanteitalia.blogspot.com raccoglie le note sulla situazione italiana attraverso le carte. Attualmente dei blog geografici è il meno frequentato, forse per via del mancato aggancio ai motori di ricerca.

IX/6/648 Target di Piattaforma Cesvam per Gennaio 2023. Aggiornamento Comparto “QUADERNI ON LINE con l’inserimento di tutti Indici fino al Dicembre 2022. Attualmente sono riportati gli indici fino al n. 55 riferito al Luglio 2020.

IX/6/649.  Il blog www.atlanteuropa.blogspot.com raccoglie le note di aggiornamento delle sinossi del Master di Politica Militare Comparata in relazione agli eventi sul confine orientale europeo e le sue conseguenze, soprattutto sul piano energetico e sull’equilibrio delle forze

IX/6/650 Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 marzo 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.

martedì 10 gennaio 2023

Stati Uniti Confronto con la Cina L'Intelligenza Artificiale


 Secondo due scrittori cinesi, He Tian e You Ji la Cina sconfiggerà gli Stati Uniti con l'Intelligenza Artificiale. Per Pechino LAI ( Intelligenza Artificiale) è strumento di governabilità sociale e veicolo di potenziamento dell'industria civile e militare. Sopratutto è terreno di scontro con gli Stati Uniti per il primato geotecnologico Vince chi rinnova per primo. Da quindi importanti deduzioni tra cui la lezione ucraina, in cui i droni sono stati usati come punta di lancia.

L'articolo è su LIMES,  Rivista Italiana di Geopolitica, n. 12/ del 2022 pag. 9- 16.


 Master  in "Politica Militare Comparata. D Dal 1960 ad oggi".

martedì 20 dicembre 2022

Perù. situazione difficile dopo un presunto colpo di stato


 Numerosi manifestanti hanno sfilato per le strade di Lima chiedendo la liberazione dell'ex presidente Pedro Castillo dopo un presunto colpo di Stato fallito.  La situazione è difficile e si rischia una ennesima spaccatura tra le parti contrapposte gettando il paese in una situazione caotica.

sabato 10 dicembre 2022

Messico: Obrador alla controffensiva. Il caos politico in America centrale

 Lopez Abrador ha risposto alla più grande protesta antigovernativa del suo mandato, organizzando  una manifestazione di piazza che è statoi un  successo . Ache il Messico come gli Stati Uniti il Peru ed il Venezuela per citare i principali mostrano una società divisa in cui una parte non riesce a rispettare l'altra e nessuna riesce a governare il paese. I problemi si aggravano. Uno dei fattori da analizzare è il sistema preisdenziale. Eleggere direttamente dal popolo colui che deve guidare il Paese porta a queste situazioni in controllabili. Divide il potere in due centri uno del presidente a elezione indiretta ed uno al Governo  eletto dal parlamento a elezione diretta potrebbe essere una soluzione per una stabilità cone in questi paesi è necessaria come in tutto il continente americano.  

Materiali per tesi di laurea. Master. info: didattica.cesvam@istitutonastroazzurro.org.

venerdì 2 dicembre 2022

Una tragedia americana: D. Trump si candida alle elezioni del 2024.

 Dopo che Stewart Rhodes  e Kelly Meggs due membri della milizia  di estrema destra sono stati condannati per cospirazione sediziosa per l'attacco al congresso del 6 gennaio, ancora negli Stati Uniti  non si prende coscienza che Donald Trump ha attuato un vero e  proprio colpo di stato il 6 gennaio 2021. In un paese dove l'equilibrio del rispetto delle leggi dovrebbe essere garantito, ancora si lascia il predetto Trump ad usufruire delle norme e dei diritti che una democrazia garantisce a chi la rispetta. Chi invece li usa per distruggerla la democrazia stessa dovrebbe garantirsi. Mentre si è feroci contro Assange, che nella sostanza ha fatto molto meno di quello che ha fatto Trump le leggi e le istituzioni  sono ferree nel perseguitarlo, verso un golpista del calibro di Trump e dei migliaia come lui che hanno dato l'assalto al Congresso  si ha tanta di quell'indulgenza da pensare che ormai le infiltrazioni nelle maglie della democrazia hanno passato il limite di guardia.

 Pochi giorni dopo aver annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2024 Donald TRump ha organizzato una cena con alcuni estremisti. Tra questo Kanye West che si è distinto ultimamente per le posizione antisemite da lui assunto. Nick Fuentes un suprematista bianco che in passato ha negato l'olocausto ed è favorevole alla segregazione razziale e che sostiene che gli ebrei dovrebbero essere espulsi dagli Stati Uniti  e che il governo dovrebbe instaurare un  regime cattolico autoritario. 

Azioni queste che preparano una campagna elettorale all'insegna della divisione. E se puoi Trump non riesce a vincere c'è sempre la via del colpo di stato. 



Rivedremo queste scene anche negli Stati Uniti di Trump?

Fontete: L'Internazionale 2 dicembre 2022 n. 1489


domenica 20 novembre 2022

USA: Rapporti con l'Europa

 

Al di là del Piano Marshall

L’attuale crisi globale

Sergio  Benedetto  Sabetta


 

            Si è parlato in questi ultimi tempi di un piano di ripresa economico simile al Piano Marshall, che durò dal 1948 al 1952, tuttavia, come è stato da più parti evidenziato, risulta improprio parlare di un Piano Marshall nell’attuale contesto storico.

            Al tentativo, riuscito, di riorganizzare una economia atlantica fondata sull’interscambio, collassata con la Grande Guerra, si affiancava la volontà di creare un blocco economico antisovietico, tanto che a una prima manifestazione di interesse da parte della Russia ne seguiva un totale rifiuto.

            Vi era infine la volontà di creare un tessuto economico su cui appoggiare le Istituzioni che, secondo Roosevelt, avrebbero dovuto governare il mondo impedendo nuove guerre generalizzate (ONU, FMI, GATT, Banca Mondiale).

            Con l’appoggio USA sorsero organizzazioni di interscambio nell’Europa Occidentale, a cui aderirono vinti e vincitori, a partire dal carbone e dall’acciaio (CECA).

            Il Piano non era composto solo da prestiti finanziari per un valore totale di poco superiore ai 13 miliardi di dollari, ma comprendeva anche uno scambio di materie prime e beni, la cui vendita dava vita a un fondo vincolato a politiche di aggiornamento produttivo e parallelamente alla diffusione di beni di consumo secondo il modello USA.

            Gli aiuti furono concentrati innanzitutto sul Regno Unito e Francia, in secondo luogo su Italia e Germania Occidentale:

·        Regno Unito,  3.297 milioni di dollari;

·        Francia,  2.296 milioni di dollari;

·        Italia,  1.204 milioni di dollari;

·        Germania Occidentale,  1.448 milioni di dollari.

            In Italia il Piano Case Fanfani concentrò molte risorse, oltre che sulla ricostruzione delle infrastrutture necessarie alla ripartenza economica, sull’edilizia popolare per ripianare i danni abitativi derivanti dalla guerra.

            Questo permise di riattivare l’industria e riassorbire una parte della disoccupazione , a questo fu affiancato l’acquisto negli USA di nuove tecnologie per rimpiazzare i vecchi e desueti macchinari.

            Si preferì quindi investire a lungo termine, evitando una dispersione sui puri consumi, come avrebbero in parte preferito accentuare gli USA .

            Attualmente il recupero degli investimenti incentivati in edilizia senza precisi criteri, bensì a pioggia, ha favorito una pura dispersione speculativa di risorse altrimenti impiegabili, con un’ottica a breve termine.

            Né vi è stata favorita tutta l’Industria nazionale, in quanto  molti materiali sono stati forniti dall’estero, né un riassorbimento della disoccupazione è stato realizzato per un continuo spostamento di personale su cantieri semivuoti, per l’eccessiva apertura dei cantieri stessi in un lasso di tempo troppo breve.

            Si è favorita di fatto la formazione di una pericolosa bolla speculativa, con interventi edilizi molte volte non mirati e superflui, a parte gli inevitabili aspetti criminali favoriti dai tempi stretti e dalla mancanza di precisi criteri.

            Anche il contesto in cui ci si è ritrovati con l’uscita dalla pandemia non è lo stesso del secondo dopo guerra, quando due blocchi piuttosto omogenei e con precisi leader si contrapponevano, vi erano inoltre molti meno Stati essendovi vaste aree da decolonizzare e una conseguente minore complessità relazionare da gestire.

            In termini geo-strategici in Europa si sono create nuove tensioni e il conflitto in Ucraina viene ad investire non solo aspetti ideologici ma anche di disponibilità di risorse, sia come materie prime che come beni.

            Si viene quindi a parlare da parte del Fondo Monetario Internazionale di eventuale recessione, di fronte alla frenata di USA e Cina, nonché di Berlino in Europa, con stime di crescita del 2,5 e 1,4 rispettivamente per il 2022 e il 2023, relativamente alle economie avanzate, e di 3,6 e 3,9 per i paesi emergenti in via di sviluppo, rispetto al 6,1 e al 6,8 del 2021.

            Anche il tanto decantato passaggio al green, al fine di recuperare i cambiamenti climatici in atto, conseguenza di una crescita economica globale impostata su uno sfruttamento errato delle risorse naturali, quale ulteriore leva per una nuova crescita economica, è in molti casi solo apparentemente non inquinante usando, tra l’altro terre rare, motivo di ulteriore scontro tra potentati per il loro controllo.

            La guerra in atto e quelle precedenti degli ultimi anni, le si possono leggere in controluce anche in questi termini.

            Da quanto finora esposto non si può proprio fare riferimento al precedente caso del Piano Marshall.

 

BIBLIOGRAFIA GENERALE

 

·        John L. Harper, La Guerra Fredda. Storia di un mondo in bilico, Il Mulino 2013;

·        G. De Luna, Dalla Guerra Fredda alla dissoluzione dell’URSS, La Storia Vol. 14, Mondadori 2007;

·        S. B. Sabetta, Evoluzione del concetto di Stato dal XIX al XXI secolo, Montedit 2022.

lunedì 7 novembre 2022

USA: un paese sempre più diviso

Le elezioni di metà mandato trovano gli Stati Uniti ancora più divisi che mai. Il paese non è stati mai così diviso come in questo periodo. Il dato più significativo è il grande scontro, un vero e proprio conflitto, inotorno alla costituzione , al documento fondativo che dovrebbe unire più che dividere. L'8 novembre si terranno le elezioni per rinnovare tutta la camera dei rappresentanti ed un terzo del senato. Il Presidente in carica controlla  entrambi i rami del congresso. . Le previsioni vedono i repubblicano accreditati per il controllo ella camera dei deputati mentre per il senato le previsioni sono incerte.

 Il clima nel paese è molto incerto e molto teso. La destra americana è sempre più insofferente per la politica di aiuti verso l'Ucraina e, nel solco della precedente amministrazione, vorrebbe un atteggiamento più morbido se non accondiscendente verso la Russia di Putin. In questa prospettiva l'Europa dovrebbe essere molto attenta ai risultati di questa elezione, in quanto ormai è palese che gli Stati Uniti, con la governo la destra repubblicana la lascerebbero a difendersi da sola.


Approfondimento in l?Internazionale, n. 1485 4 novembre 2022

lunedì 31 ottobre 2022

Brasile. Lula trionfa su Bolsonaro.


 Il 30 ottobre 2022 Lula da Silva del partito dei Lavoratori è stato eletto presidente con il 50, 9 % dei volti Il leader uscente Jair Bolsonaro ha ottenuto il 49, 3 % dei voti. Lula già presidente dl 2003 al 2010 è il leader della sinistra brasiliana, e si va ad aggiungere alle altre maggiori economia del Sud America guidate da leader di sinistra. Alberto Fernandez in Argentina, Gustavo Petro in Colombia Gabriel Boric in Cile Adres Manuel LOpez Obrador in Messico. Lula  eredita un paese distrutto ed allo stremo, molto più povero di quello che aveva lasciato. Ormai il Brasile come potenza emergente non è esiste più e la sua appartenenza ai BRIC è puramente teorica. Come la Russia, che con la guerra in Ucraina ha mostrato tutta la sua debolezza economica, oggi il Brasile, grazie alle politiche sovraniste si è impoverito oltre ogni limite. TRa i principali problemi che Lula deve affrontare dal 1 gennaio 2023 è quello della fame che oggi colpisce più di trenta milioni di brasiliani.

giovedì 20 ottobre 2022

USA: Il sistema politico amministrativo


 8 novembre: elezione di mezzo termine. Rinnoco totale della Camera dei Rappresentanti e di un terzo del Senato.

lunedì 10 ottobre 2022

Rivista LIMES Giugno 2022 La Guerra Russo-Americana. Indici



Politica Militare Comparata dal 1960 ad oggi. Aggiornamento sinossi.  Info:

www.unicisano.it/master

 

mercoledì 21 settembre 2022

Waschinton D.C


 Immagine suggestiva di Waschington DC, Distretto di Columbia, la Capitale degli Stati Uniti. Il Distretto di Colombia è l'unico territorio degli Stati Uniti in cui il presidente degli Stati Uniti ha giurisdizione.

martedì 20 settembre 2022

Rivista LIMES Giugno 2022 La Guerra Russo-Americana


 Numero dedicato allo scontro tra gli Stati UNiti e la Confederazione Russa. 

 Mosca avanza Waschington arretra. La russificazione dell'Ucraina PUtin e Kissinger La Stranissima Coppia


 Indici del volume in data 10 ottobre 2022. 

sabato 10 settembre 2022

Trump ed i 5 Stelle

 


Le dichiarazioni recenti dell'ex presidente Trump portano ancora acqua alla tesi che vede un legame diretto tra il partito dei 5 Stelle e la passata amministrazione americana (2016-2020). Ampie sono gli spunti in cui il legame appare evidente, ma la recente dichiarazione di Trump che vede nel capo del partito dei 5s un suo amico ed il desiderio dell'ex presidente che questo partito vinca le elezioni in Italia non possono che far concludere il legame esistente. il giornale "Repubblica del 6 e del 7 settembre 2022 riporta articoli su questa situazione e per affrofondimenti vi si rimanda 

sabato 3 settembre 2022

Il Mondo visto da Waschington

  Fonte Maurizio Molinari Il Ritorno degli Imperi, Come la guerra in Ucraina ha stravolto l'ordine Mondiale, Milano Mondadori Marzo 2025




mercoledì 31 agosto 2022

La Colombia ed il petrolio

 di Maurizio Sacchi

Il 7 agosto 2022 si é insediato alla presidenza della Colombia Gustavo Petro, primo presidente di sinistra del Paese nei 200 anni della sua indipendenza. “Questo è il governo della vita, della pace, e sarà ricordato come tale”, ha detto Petro nel suo discorso inaugurale. “La vita deve essere la base della pace. Una vita giusta e sicura. Una vita da vivere con gusto, da vivere felici, in modo che la felicità e il progresso siano la nostra identità. “Oggi inizia la Colombia del possibile”. Il giorno precedente Petro aveva celebrato a Bogotà, di cui é stato sindaco, di fronte a una rappresentanza di indigeni, di popolo e di minoranze. “Mi aspetta un palazzo freddo, quindi ricevo questo mandato popolare e spirituale con grande emozione. Per non dimenticare le realtà che dobbiamo affrontare d’ora in poi. Le cose cambieranno senza dubbio”.

Un aspetto simbolico ha giocato nella cerimonia di insediamento la spada di Simón Bolívar. Il 17 gennaio 1974, il movimento guerrigliero Movimiento 19 de Abril (M-19) trafugò la spada dalla Quinta de Bolívar, ispirandosi al furto della bandiera dei 33 Orientales compiuto dai Tupamaros (di cui faceva parte Pepe Mujica) in Uruguay. Il furto di questo simbolo fu il primo atto del movimento guerrigliero e rimase in loro possesso fino al 1990.

Nelle parole del Libertador doveva essa non riposare finché gli ideali non si fossero affermati- L’arma storica fu restituita allo Stato quando l’M-18  firmò l’accordo di pace e deposto le armi. tornando alla vita civile. E Petro aveva richiesto che la spada fosse presente all’atto del suo giuramento, malgrado il rifiuto del presidente uscente, Iván Duque, di rimuovere la spada dal luogo in cui è custodita.

Alla cerimonia hanno partecipato, i presidenti di Argentina, Alberto Fernández, Cile, Gabril Boric, e Bolivia, Luis Arce. E anche il re di Spagna, che si é però rifiutato di alzarsi quando la spada – utilizzata da Bolivar nelle guerre di indipendenza contro gli spagnoli – ha fatto la sua comparsa. il gesto di imporre la fascia a Petro é stao affidato  alla senatrice María José Pizarro, figlia del comandante che smobilitò l’M-19, e che fu poi assassinato quando era candidato alle presidenziali.

La “pace totale” citata da Petro comporta il disarmo dell’Esercito di liberazione nazionale (Eln), l’ultimo gruppo guerrigliero attivo. Ma anche la sconfitta delle narcomafie, come il famigerato Clan del Golfo, che malgrado l’immenso danno che recano alla comunità e all’ostacolo che pongono allo sviluppo sociale,  continuano a generare enormi profitti. A questo proposito, ha proposto una svolta rispetto alla politica proibizionista. “La guerra alla droga ha rafforzato le mafie e indebolito gli Stati (…) ha portato gli Stati a commettere crimini e ha fatto evaporare l’orizzonte della democrazia”, ha affermato.

Ma la riforma fiscale, della sanità e delle pensioni, del diritto del lavoro, una riforma radicale dell’istruzione, comportano un prezzo economico da finanziare. Inoltre, l’accordo di pace con le Farc  prevedeva una riforma agraria radicale, che assegni la terra ai contadini che non ce l’hanno e il sostegno dello Stato allo sviluppo delle campagne. Il tutto, attuando la transizione energetica per sostituire i combustibili fossili con fonti pulite ed eliminare la dipendenza dell’economia dalle esportazioni di carbone e petrolio.

La riforma fiscale prevista da Petro dovrebbe finanziare questa svolta radicale. Ma al Congresso l’alleanza che sostiene Petro non ha la maggioranza, e questo non sarà facile. “Proponiamo una riforma fiscale che generi giustizia (…) Le tasse non saranno confiscatorie, saranno semplicemente eque, in un Paese che deve riconoscere l’enorme disuguaglianza sociale in cui viviamo come un’aberrazione”.

Le risorse su cui può contare la Colombia derivano dalle esportazioni, che nel 2021 hanno subito un’accelerazione del 30,4% rispetto ai 31 miliardi di dollari del 2020. Ma l’industria petrolifera rappresenta quasi il 50% delle esportazioni -legali- del Paese. Il 72,8% dei prodotti esportati dalla Colombia è stato acquistato da importatori:  Stati Uniti d’America (28,5% del totale globale della Colombia), Cina popolare (9%), Panama (6,1%), Brasile (5,1%), Ecuador (4,3%), India (3,8%), Turchia (3,1%), Messico (3%), Cile (2,69%), Perù (2,67%), Paesi Bassi (2,4%) e Italia (2,2%).

Potrebbe imporsi una scelta fra l’attuazione delle riforme sociali e la conversione verde. Il dilemma é molto concreto e attuale. Il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (U.N.D.P.) aveva appena annunciato una partnership nell’Amazzonia colombiana, tra l’agenzia delle Nazioni Unite e GeoPark, la multinazionale del petrolio. L’azienda ha contratti per trivellare vicino alla riserva Siona, compreso uno con il governo che espanderebbe le operazioni in quella che i Siona considerano la loro terra ancestrale. Un pacchetto di aiuti regionali da 1,9 milioni di dollari. In un villaggio privo di acqua corrente, con elettricità intermittente e povertà persistente, qualsiasi somma avrebbe significato cibo e opportunità. Ma per i Siona della riserva di Buenavista, le trivellazioni petrolifere sono un’aggressione, come il prosciugamento del sangue dalla terra. Per il New York Times, “questa collaborazione è un esempio di come una delle più grandi organizzazioni per lo sviluppo sostenibile del mondo collabori con gli inquinatori”.

Petro ha dato prova di pragmatismo includendo in posizioni chiave politici che non provengono dalla sinistra e che hanno buoni rapporti con i legislatori di altri settori. Fin dalla campagna elettorale si è avvicinato a Roy Barreras, un politico astuto che è stato a destra, al centro e ora a sinistra, e che è il presidente del Congresso fino al luglio 2023. E ha nominato ministro degli Interni, responsabile delle relazioni politiche, Alfonso Prada, che ha avuto una carriera nei partiti liberali e verdi. Entrambi sono stati importanti nella gestione delle maggioranze legislative nel governo di Juan Manuel Santos, e portano questa esperienza al nuovo esecutivo per affrontare la sfida.

Il governo Duque ha mantenuto durante il suo mandato  un sussidio di milioni di dollari per il carburante. Con un’inflazione annua superiore al 10% e un deficit fiscale importante, il governo si trova di fronte al dilemma se mantenere la politica di riduzione dei sussidi lasciata da Duque, con il rischio di aumentare la pressione sull’inflazione e produrre malcontento, o se mantenere i sussidi e aumentare il deficit dello Stato. E rimane il dubbio su come si comporterà la classe imprenditoriale, che non ha mai avuto a che fare con un governo di sinistra, che ora promette di cambiare radicalmente la struttura economica del Paese.

Fonte Atlante delle Guerre 2022

sabato 20 agosto 2022

mercoledì 10 agosto 2022

sabato 30 luglio 2022

Sud America La svolta a sinistra con ostacoli III Boliivia ed Equado

 La I Parte dell'articolo è pubblicata in data 10 luglio

La II Parte in data  20 luglio 22  Cile e Peru

La III Parte in data 30 luglio 22 Bolivia Equator

Fonte Atlante delle Guerre Luglio 2022

Bolivia

L’11 giugno un tribunale boliviano ha giudicato  l’ex presidente del Senato Jeanine  Áñez colpevole di aver orchestrato il colpo di Stato che l’ha portata al potere durante la crisi politica del 2019 e l’ha condannata a 10 anni di carcere.  Nel 2019 il presidente in carica Evo Morales era stato costretto a dimettersi per le polemiche seguite alla sua rielezione, posta in questione dalla sua ricandidatura, non prevista dalla costituzione. A seguito delle dimissioni delle principali cariche del Paese, la Áñez, rappresentante della destra, in quanto vicepresidente del Senato, fu nominata presidente ad interim, cioé solo  per traghettare  la Bolivia a nuove elezioni. Tuttavia, secondo la corte, andò contro le regole della costituzione autonominandosi presidente a tutti gli effetti. La sua difesa ha dichiarato che si appellerà agli organismi internazionali per ottenere giustizia e diversi settori dell’opposizione hanno programmato marce di protesta contro la sentenza.

Il tribunale ha anche condannato a 10 anni di carcere l’ex comandante delle forze armate Williams Kaliman e l’ex comandante della polizia Vladimir Calderon. Altri quattro ex capi militari hanno ricevuto condanne minori. “Siamo preoccupati per come è stato portato avanti questo caso. E chiediamo ai tribunali superiori di esaminare come sono stati condotti i procedimenti”, ha dichiarato Cesar Muñoz, di Human Rights Watch, prima del verdetto. “Non ho mosso un dito per diventare presidente, ma ho fatto quello che dovevo fare. Ho assunto la presidenza per obbligo, secondo quanto stabilito dalla Costituzione”, ha dichiarato Añez nella sua dichiarazione finale al giudice.

Ecuador

Un manifestante  è rimasto ucciso durante uno scontro con le forze dell’ordine durante il nono giorno di proteste contro il governo ecuadoriano. L’avvocato Lina María Espinosa, dell’Alleanza delle organizzazioni per i diritti umani commenta: “C’è stato uno scontro e questa persona è stata colpita in faccia – ha detto -, a quanto pare da una granata  lacrimogena”. L’ uomo faceva parte di un gruppo di manifestanti che hanno bloccato la città amazzonica di Puyo, a sud di Quito. Un giovane, la notte precedente, era morto dopo essere caduto in un burrone durante le manifestazioni: la procura ha avviato un’indagine per omicidio.

La Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador (Conaie)  ha avuto un ruolo centrale  nelle rivolte che hanno rovesciato tre presidenti tra il 1997 e il 2005 e guidato le manifestazioni del 2019 che hanno causato 11 morti, dal 13 giugno organizza marce e blocchi stradali per chiedere un abbassamento dei prezzi del carburante. Migliaia di indigeni hanno iniziato lunedì una marcia pacifica che dal Sud del Paese si dirige alla capitale   Quito.

Oltre al prezzo del carburante, i manifestanti denunciano la mancanza di lavoro, il via libera alle concessioni minerarie nei territori indigeni, l’assenza di controllo sui prezzi dei prodotti agricoli e una rinegoziazione dei debiti dei contadini con le banche.

Nella loro articolata complessità, le sfide che attendono i nuovi governi sudamericani hanno in comune oltre, all’esigenza di conciliareesigenze economiche immediate e preservazione dell’ambiente, anche il debito pubblico, che ostacola gli investimenti necessari alle riforme. E in articolare, il debito a breve termine. Il debito a breve termine comprende tutti i debiti con scadenza originaria pari o inferiore a un anno e gli interessi arretrati sul debito a lungo termine. Le riserve totali comprendono l’oro.

Il Paese con il valore più alto della regione è il Venezuela, con un valore di 451,25. Segue l’Argentina col 103, il Parahuay col 50,  la Colombia col 24, il Brasile col 19,4, l’Ecuador col 14, come il Perù. Il Paese con il valore più basso della regione è la Guyana, con un valore di 7,98. Per il Cile non é disponibile il dato.

Il debito estero è quella parte del debito totale di un Paese che è dovuta a creditori esterni al Paese stesso. I debitori possono essere il governo, le imprese o le famiglie. Il debito include il denaro dovuto a banche commerciali private, altri governi o istituzioni finanziarie internazionali. L’indebitamento esterno influisce sull’affidabilità creditizia di un Paese e sulla percezione degli investitori. Ma sia in termini assoluti che relativi, l’America del Sud non presenta dati scandalosi, se paragonati ad esempio all’Italia o altri Paesi dell’Europa meridionale.  Quindi, la diffidenza dei mercati finanziari sembra fondarsi su esperienze del passato, e su uno sguardo sospettoso dal punto di vista politico.

Il servizio totale del debito viene confrontato con la capacità dei Paesi di ottenere valuta estera attraverso le esportazioni di beni, servizi, reddito primario e rimesse dei lavoratori. Gli indici di indebitamento sono utilizzati per valutare la sostenibilità degli obblighi di servizio del debito di un Paese, ma non esistono regole assolute per stabilire quali valori siano troppo elevati. Secondo  l’istituto Indexmundi“ l’analisi empirica dell’esperienza dei Paesi in via di sviluppo mostra che le difficoltà di servizio del debito diventano sempre più probabili quando il valore attuale del debito raggiunge il 200% delle esportazioni.”

Questo dovrebbe, dati alla mano, far pensare che esistano le condizioni per finanziare i vasti e profondi programmi di riforme in tutti questi Paesi. Ma la sfiducia sull’affidabilità dei nuovi governi , se non il sabotaggio intenzionale di essi,  grava sull’America del Sud. Vari indicatori determinano il livello sostenibile del debito estero, tra cui: il rapporto debito/PIL, il rapporto debito estero/esportazioni, e il rapporto debito pubblico/entrate fiscali. I Paesi con economie ed esportazioni in rapida crescita  vengono valutati negli ambiti finanziari i più in grado di sostenere livelli di debito più elevati: ma questo a condizione di mantenere o incrementare le atttività destinate all’esportazione: appunto, l’attività estrattiva, e l’ampliamento delle aree agricole a scapito del patrimonio ambientale.

Concludendo, la sfida del nuovo corso sudamericano sta anche nel guadagnarsi la fiducia dei mercati finanziari, senza perdere quello dell’elettorato. E nell’altra difficile sfida di conciliare ambiente e sviluppo, efficienza e superamento delle diseguaglianze. Ma, per difficile che sia la sfida, é una nuova alba, davvero mai vista, quella che si affaccia all’orizzonte del Sud America, e potrebbe essere davvero l’inizio di una nuova era per il magnifico e provato continente.


Maurizio Sacchi

mercoledì 20 luglio 2022

Sud America. La svolta a sinistra con ostacoli Cile e Perù II Parte


 La I Parte dell'articolo è pubblicata in data Odierna

La II Parte in data  20 luglio 22  Cile e Peru

La III Parte in data 30 luglio 22 Bolivia Equator

Fonte Atlante delle Guerre Luglio 2022

Maurizio Sacchi

Cile

In Cile, dopo l’entusiasmo seguito alla vittoria del governo Boric, e al trionfo delle sinistre nella scelta dei membri dell’Assemblea costituente, le prospettive sono incerte in vista del plebiscito del 4 settembre, che deve decidere se approvare  o respingere la bozza. Gli ultimi sondaggi suggeriscono che l’entusiasmo iniziale per la riforma si è dissipato: secondo i sondaggi, il 46 percento ha dichiarato che rifiuterà la bozza, mentre solo il 38 percento si dichiara a favore. Con 499 articoli, la nuova Costituzione cilena sarebbe la più lunga del mondo,  e l’approccio, definito a volte  “massimalista” adottato dai delegati potrebbe essere alla radice della perdita di consensi. La Convenzione si è divisa in tre commissioni: una per snellire e condensare il documento, un’altra per tracciare la transizione da una costituzione all’altra e una terza per scrivere un preambolo. “C’è il rischio  di sostituire una costituzione illegittima e autoritaria con una costituzione divisiva e mal definita”, ha dichiarato Kenneth Bunker, direttore di tresquintos.cl, un sito web di analisi politica.

Il nuovo presidente cileno, Gabriel Boric, aveva espresso il suo sostegno alla Convenzione subito dopo aver vinto le elezioni di dicembre. Ma ora rischia di veder sfumare il consenso per il collegamento che l’opinione pubblica fa tra la sua giovane e promettente squadra di governo e la controversa bozza di Costituzione. Anche qui, il tema delle risorse naturali e dell’ambiente occupa un ruolo centrale.

Quando il 1° febbraio la Commissione per l’Ambiente ha approvato l’articolo che stabilisce la nazionalizzazione dei beni naturali del Paese, la reazione è stata forte, soprattutto da parte dell’industria mineraria su larga scala. L’industria la rifiuta perché rallenterebbe gli investimenti e lo sviluppo minerario. I membri della Convenzione che sostengono la proposta ritengono che, indipendentemente dal fatto che raggiunga o meno i 2/3 in plenaria, sia importante aprire il dibattito per chiudere un processo che è stato invertito durante la dittatura senza la partecipazione dei cittadini. Gli oppositori ritengono che contenga “incertezza e vaghezza”. E’ un argomento ricorrente nella storia del Cile, come anche del suo vicino Perù, i due principali produttori di rame. 

L’assemblea costituenteha deciso di dichiarare lo “Stato di emergenza climatica ed ecologica” e diverse norme che ne derivano avevano causato forti dubbi e contrasti. Quando, ai primi di febbraio, la Commissione per l’Ambiente, i Diritti della Natura, i Beni Naturali e il Modello Economico ha approvato con 11 voti a favore, 6 contrari e 2 astensioni l’articolo transitorio che stabilisce la nazionalizzazione dei beni naturali del Cile, ha trovato l’opposizione del  sindacato minerario, che teme la perdita di posti di lavoro. E’ solo l’inizio di una discussione che potrà essere approfondita e definita in plenaria, dove saranno necessari i 2/3 dei voti. 

La  proposta di nazionalizzazione, che potrebbe avere effetti sull’attività mineraria su larga scala, non è ancora stata sottoposta all’esame dell’Assemblea plenaria e non si prevede che raggiunga i 2/3 del suo mandato. Ma pare che i costituenti abbiano scelto  la formula di presentare inizialmente proposte di cambiamenti profondi e radicali, che potrebbero essere inizialmente respinti, ma poi modificati in sede di dibattito in  modo da ottenere efficaci modifiche intermedie all’attuale modello minerario. Il settore minerario rappresenta il 12,5 percento  del Pil nazionale, di cui l’estrazione del rame rappresenta l’11,2 percento, secondo l’Annuario minerario cileno 2020 del Servizio nazionale di geologia e miniere. 

Sono però 120 i miliardi di dollari che, secondo gli economisti Ramón López e Gino Sturla Zerene, il Paese sta consegnando alle grandi compagnie minerarie transnazionali perché non c’è una tassazione adeguata per le aziende che sfruttano le risorse naturali. Inoltre, i critici dello stato attuale delle miniere sottolineano anche i danni ambientali irreversibili ai fragili ecosistemi.

La maggior parte delle grandi miniere si trova nel territorio delle popolazioni indigene, dice Selena Godoy Monárdez,nata nel 1967), attivista  della comunità Qulla in Cile. “Ci hanno contaminato. La produzione mineraria è completamente dannosa per l’ecosistema, per i territori, per la natura”. Tuttavia, Godoy riconosce che non è realistico porre completamente fine all’attività mineraria e afferma che come popolo indigeno vorrebbe orientarsi verso un modello statalista. “Non per ampliare ciò che esiste, ma piuttosto per passare gradualmente a un modello che ci permetta di sviluppare altre tecnologie e altri prodotti aggiunti dall’attività estrattiva”. Ivanna Olivares, deputata della regione di Coquimbo, all’inizio di febbraio ha rilasciato dichiarazioni in difesa della legge approvata dalla commissione

Dobbiamo aprire un dibattito a livello nazionale sul destino delle risorse naturali strategiche come il rame e il litio. La nostra proposta è stata molto criticata, perché gli interessi in gioco sono molti, ma abbiamo anche ricevuto un importante sostegno da parte dei cittadini e del mondo accademico. Non va dimenticato che nel 2013 il sondaggio del Centro de Estudios Públicos ha registrato che l’83% dei cileni era favorevole alla nazionalizzazione dell’estrazione del rame su larga scala. La nostra proposta è che come Paese possiamo discutere le questioni essenziali per esercitare la nostra sovranità. Ci sono molti argomenti e punti di vista che devono essere presi in considerazione, ma il dialogo non può essere messo in discussione“, afferma l’insegnante di storia, che fa parte del Movimiento Territorial Constituyente e del Movimiento de Defensa por el acceso al Agua, la Tierra y la Protección del Medio Ambiente (Modatima).

Secondo Olivares, quattro sono gli aspetti che dovrebbero costituire la base minima del dibattito. In primo luogo, secondo l’autore, si dovrebbe considerare come la popolazione cilena decida democraticamente quali progetti minerari autorizzare – e a quali condizioni – e quali non autorizzare. In secondo luogo, ritiene che “la crisi socio-ecologica dell’attuale estrattivismo” debba essere presa in considerazione e che si debbano stabilire limiti chiari – da definire nella Costituzione – per la riparazione integrale delle comunità e della natura colpite dall’inquinamento e dal degrado. Un terzo punto è, a suo avviso, la giustizia redistributiva, per stabilire chi riceve e chi beneficia del reddito minerario. Infine, ritiene che si debba dare valore alle attività minerarie minori attraverso l’incipiente industrializzazione, un processo in cui lo Stato dovrebbe svolgere un ruolo attivo. 

Perù

Il Perù è il secondo produttore di rame al mondo e Las Bambas, di proprietà cinese, nel distretto di Mara, nella regione di Apurimac è uno dei maggiori  siti di estrazione mondiali del metallo, oggi ancor più prezioso in vista della conversione al motore elettrico. Las Bambas rappresenta da sola l’1% del prodotto interno lordo del Perù. La comunità delle Ande peruviane ha sospeso mercoledì il blocco dell’ autostrada utilizzata dalla miniera di rame Las Bambas, in gestione della società cinese  MMG Ltd, accettando di negoziare con il governo e l’azienda le condizioni per la riapertura  della strada bloccata con pneumatici e barricate, La protesta ha causato un problema all’amministrazione del presidente Pedro Castillo, che è entrato in carica l’anno scorso con l’impegno di ridistribuire la ricchezza mineraria, ma che affronta al contempo il problema di una grave crisi economica. “È una tregua che durerà fino a mercoledì della prossima settimana. Se non si troverà una soluzione, riprenderemo la protesta”, ha dichiarato Efrain Mercado, presidente del fronte di difesa del distretto di Mara. Il blocco segnala un nuovo conflitto a sole due settimane dalla ripresa delle operazioni da parte dell’azienda mineraria, dopo un’altra protesta che ha costretto Las Bambas a chiudere per oltre 50 giorni, la più lunga nella storia della miniera. “Stiamo bloccando la strada perché il governo sta ritardando la valutazione dei terreni attraverso i quali passa la strada. È una protesta a tempo indeterminato”, ha dichiarato uno dei leader del distretto di Mara, prima che il blocco fosse sospeso.

Fonte Atlante delle guerre luglio 2022

domenica 10 luglio 2022

Sud America. La svolta a sinistra con ostacoli Argentina e Brasile I Parte

 di Maurizio Sacchi

Dopo la vittoria di Gustavo Petro in Colombia, per l’America del Sud si delinea un panorama inedito. Se alle prossime elezioni in Brasile dovesse affermarsi Ignacio Lula Da Silva, praticamente tutti i Paesi più importanti del subcontinente avrebbero un governo di sinistra. È il coronamento di un processo che ha visto da una parte il progressivo superamento dell’egemonia da parte degli Stati Uniti, che storicamente hanno fatto ricorso anche a dittature fantoccio, pur di mantenere l’America latina nella posizione di “backyard”, il giardino privato degli Usa. Queste vittorie politiche non delineano però un futuro facile per i nuovi governi, che, seppur con modalità assai diverse, si trovano davanti alla sfida di soddisfare le richieste di eguaglianza che li hanno portati al potere, e la crescente domanda di difesa dell’ambiente, in una situazione di grave crisi economica.  Entrano così in conflitto le esigenze di sfruttare al massimo le risorse minerarie e agricole per finanziare le riforme, con quella di frenare le deforestazioni e il dissesto del territorio causato dalle attività estrattive. Di seguito, un panorama della situazione attuale.

Argentina

Il crollo di consensi del governo Fernandez, a pochi mesi dalla vittoria alle presidenziali, é stato testificato dalle elezioni amministrative di quest’anno. Alla radice della sconfitta c’é l’economia: In Argentina l’nflazione a fine 2022 é calcolata al 70 per cento. Il problema di fondo è una grave carenza di gas e diesel, che costringe l’Argentina a importare idrocarburi, intaccando le esigue riserve di dollari della Banca centrale. Secondo la società di consulenza Ecoviews, nei mesi di giugno, luglio e agosto la bolletta energetica mensile passa da meno di 100 milioni di dollari a quasi 1.200 milioni, per effetto degli acquisti di gas dalla Bolivia e GPL sui mercati internazionali.  Eppure l’impianto estrattivo di  Vaca Muerta, in Patagonia è ai suoi record di produzione di gas, ma i  gasdotti sono saturi e non è più possibile inviare il combustibile nelle grandi città, e il Paese deve importarlo per via marittima e a caro prezzo. La costruzione del gasdotto per Vaca Muerta ridurrebbe i livelli di importazione, e renderebbe possibile  l’accesso ai mercati regionali.

Ma l’Argentina per questo avrebbe bisogno di investimenti internazionali significativi per un periodo di tempo prolungato. Le attuali condizioni economiche, senza accesso alla valuta estera, sono un impedimento. A causa della mancanza di dollari, l’Argentina applica severi controlli sui cambi e limita il rimpatrio dei profitti delle multinazionali, che quindi si tengono alla larga dal Paese australe. E quindi mancano i capitali necessari per la razionalizzazione , come quella nel settore petrolifero. E par il gasdotto, che il governo ha chiamato Néstor Kirchner, in onore dell’ex presidente e marito dell’attuale vicepresidente. 

Questo ha causato le dimissioni del ministro dello Sviluppo produttivo Matìas Kulfas.  Kulfas  accusa i funzionari di Kirchner di ritardare l’avvio del gasdotto e di sostenere, contro il parere del ministro dell’Economia, un sistema di sussidi per l’energia domestica che l’anno scorso è costato alle casse pubbliche 11 miliardi di dollari, pari al 2,3% del PIL. Le tariffe di elettricità, gas e acqua,  congelate dalla fine del governo Mauricio Macri  hanno accumulato un ritardo di oltre il 200%, nel tentativo di evitare che le bollette aumentino l’inflazione. “La (…) sfida è stata uscire dal folle sistema di sussidi energetici che ha governato il nostro Paese per due decenni”, ha scritto Kulfas, “che ha un enorme costo fiscale, è socialmente ingiusto, centralista, antifederale e pro-ricchi ( …), che da peronista mi mette in imbarazzo”, scrive Kulfas commentando le sue dimissioni.

Da Energía Argentina hanno risposto con una lettera sarcastica: “Purtroppo si osserva che mentre il Ministero dell’Energia era una dipendenza sotto la sua orbita, fino ad agosto dello scorso anno, e non più tardi, è riuscito a capire come funziona il sistema energetico“.Intanto i lavori sul gasdotto sono solo nelle fasi iniziali, ed è improbabile che sia pronto entro la fine del prossimo anno, come auspica il governo.

Brasile

Al momento, i sondaggi per le presidenziali brasiliane del 2 di ottobre danno Lula al 41 percento, che stacca  di 10 punti Bolsonaro al 31. Riabilitato in politica dopo aver recuperato i suoi diritti, Lula cercherà il suo terzo mandato dopo aver scontato 580 giorni di carcere politico ed aver ottenuto l’annullamento della sua condanna.  Quanto al programma, l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha proposto di difendere l’Amazzonia, combattere la deforestazione e proteggere le popolazioni indigene, secondo il documento Linee guida per il programma di ricostruzione e trasformazione del Brasile.

Sono ben 121 punti  che tengono in conto una molteplicità di questioni, come la riforma del lavoro, l’azienda petrolifera nazionale Petrobras, il rispetto delle leggi ambientali, il tetto di spesa, il rafforzamento della democrazia e i programmi di lotta alle disuguaglianze e alla fame. “Questo documento contiene un riassunto di ciò che pensano tutti coloro che sono in questa marcia”, ha affermato Gleisi Hoffmann, presidente del Partito dei Lavoratori (PT), a capo del movimento Vamos Juntos por Brasil, composto da altre sei organizzazioni politiche, a sostegno del duo elettorale Lula-Gerardo Alckmin. Un’alleanza necessaria per sconfiggere il leader di estrema destra Jair Bolsonaro alle elezioni di ottobre.

Il governo ultraliberista di Jair Bolsonaro ha dimostrato di non avere visione e competenza per affrontare il tema economico. Le elezioni del 2022 si svolgono infatti  sotto il segno di un’inflazione elevata —al 12 percento- combinata con un alto tasso di disoccupazione

Nel settembre 2021, riferendosi all’aumento del prezzo del carburante, Bolsonaro aveva affermato che “nulla è così grave da non poter peggiorare“. E infatti l’inflazione è il grande tallone d’Achille per il presidente in carica, e secondo alcuni commentatori l’elettorato femminile, portato a votare più da considerazioni pratiche che ideologiche, potrebbe essere il punto decisivo per la vittoria di Lula. Che però dovrebbe trovare il modo di conciliare la politica ambientale con le esigenze economiche, un dilemma che percorre tutta l’America del Sud che svolta a sinistra.

La I Parte dell'articolo è pubblicata in data 10 luglio

La II Parte in data  20 luglio 22  Cile e Peru

La III Parte in data 30 luglio 22 Bolivia Equator

Fonte Atlante delle Guerre Luglio 2022