
domenica 2 giugno 2013
Parametri II America Latina: Fazioni etniche/religiose, movimenti interni di strati della popolazione, regime politico, nuovi stati con formazione instabile, corruzione, prodotto nazionale lordo,, crescita demografica
1)
FAZIONE
ETNICHE/RELIGIOSE - In questo senso le
sette evangeliche e puritane, gli spiritisti e gli afro-brasiliani sono i più
attivi e quindi registrano un maggior successo: sono infatti le religioni che
più crescono in Brasile a scapito della religione cattolica. Si fanno forte inoltre
dell'esperienza nord-americana e del sistema di vendita del
"prodotto" religioso "porta a porta" col supporto
pubblicitario di alcune potenti reti televisive: in poche parole, la religione
si fa simile ad uno shampoo o ad un elettrodomestico.Le cifre parlano chiaro ed
il comportamento delle persone parla più forte: il sincretismo religioso è un
fenomeno diffuso ed è una conseguenza diretta del processo di sradicamento
vissuto dai primi gruppi umani insediatisi in questo continente. Alla perdita
delle radici familiari e sociali insita nel processo dell'emigrazione e in
assenza di quelle condizioni spirituali che presiedono alla creazione di una
nuova religione o allo sviluppo rinnovato della stessa si è voluto rimediare
con un surrogato, con un qualcosa cioè che non solo non ha più la carica e
l'intensità del culto da cui deriva, ma come dicevamo prima non è in condizione
neanche lontanamente di proporne una nuova: quasi tutti gli appelli religiosi
sono infatti mutuati dalle forme di propaganda commerciale di origine
nordamericana.
2)
MOVIMENTI
INTERNI DI STRATI DI LA
POPOLAZIONE - In Colombia, dove il conflitto che imperversa
da quarant'anni non dà alcun segno di regressione, ECHO interverrà laddove non
lo fanno le istituzioni nazionali, aiutando gli sfollati e le popolazioni
confinate o bloccate economicamente dai gruppi armati. Infine, in America
centrale e in America del sud, sarà pronta ad intervenire se necessario e in
caso di gravi calamità naturali che non possano essere affrontate sulla base
delle risorse nazionali. Uno dei problemi ancora in sospeso e che deve
risolvere l’America Latina è la situazione irregolare di molti immigrati che
sono colpiti dalle politiche restrittive dei vari paesi della regione. Ciò, in
effetti, comporta lo sfruttamento crescente e l’abuso dei loro diritti
fondamentali. L’impossibilità di ricongiungersi con le loro famiglie e il fatto
di vivere nel timore della clandestinità fa sì che si isolino e si allontanino
dai propri familiari che risiedono nei loro paesi d’origine. Le migrazioni di
frontiera o di confine sono avvenute in diversi paesi (Argentina, Venezuela,
Costa Rica e Stati Uniti) come se fosse una estensione delle migrazioni
interne, obbedendo ad una articolazione dei mercati di lavoro
3)
REGIME
POLITICO - L’America Latina è percorsa da un’imponente serie di cambiamenti
interni ed internazionali. giro di un lustro sono saliti al potere governi di
varie sfumature politiche,ma uniti in maggioranza nell’intento di mitigare
seriamente i grandi squilibri sociali interni. La sfida maggiore delle
differenti dirigenze non è né quella della globalizzazione,accettata nei fatti,
anche se talvolta criticata nei discorsi, né quella della relazione con gli
USA, più lontani perché impegnati su altri scacchieri, bensì quella della competenza
nelgovernare e nella lotta alla corruzione ed al crimine organizzato.Strutture
come la Comunità
Andina (CAN) e persino il Mercosur che prima fornivanoun
chiaro quadro di cooperazione regionale sono entrate in crisi, anche se tutti
ipaesi dell’America del Sud sono consapevoli dell’indispensabilità di
un’efficace regionalizzazione.
4)
“NUOVI
STATI” CON FORMAZIONE INSTABILE - l’integrazione fra i due blocchi per formare la Comunità Sudamericana
di Nazioni che includerebbe tutti i paesi dell’America del Sud (meno la Guyana francese che è parte
dell’Unione Europea). Il progetto è stato lanciato nell’8 dicembre 2004 a Cuzco in Perù con la
presenza di tutti i capi di Stato latinoamericani (o quasi tutti dato che
Kirchner dell’Argentina ha detto che l’altura gli dava il mal di testa
/soroche/ e ha mandato il ministro degli Esteri). Questo progetto si ispira
all’Unione Europea e vuole realizzare, nell’arco di 15 anni, gli ambiziosi
obiettivi di una integrazione economica, con la creazione di un libero mercato
interno e di dazi esterni comuni, l’integrazione monetaria, con la creazione di
una moneta unica, l’integrazione politica con la creazione di istituzioni
soprannazionali a livello esecutivo, legislativo e giudiziario, e
l’integrazione sociale e culturale con maggiori contatti fra le società
sudamericani a livello sindacale, delle ONG, dei mezzi di
comunicazione,dell’educazione, della cultura, della musica.
5)
CORRUZIONE
- Il secondo è quello della corruzione. I governi della regione, ma in maniera
molto speciale quelli del mio paese, hanno raggiunto un grado di corruzione
inconcepibile. Ma la corruzione è unita ad un altro problema che è quello della
giustizia. La giustizia è inoperante in gran parte dei paesi, non è idonea e,
nel caso concreto dell’Argentina la stessa Corte Suprema
si è compromessa con il governo di turno con una maggioranza assoluta che
sempre sentenziava a favore dello stesso governo. Perciò la corruzione va
associata al tema dell’impunità. Ogni reato che rimane senza pena prepara il
nuovo che, certe volte, è più pericoloso. L’impunità è un problema generale
dell’America Latina. Non voglio dare nomi, ma diversi presidenti con una
corruzione manifesta, sono riapparsi sulla scena politica come se nulla fosse
successo.
6)
PNL Pro – Capite

7)
CRESCITA
DEMOGRAFICA - Benché la densità media sia di 22 abitanti per km², la
popolazione sudamericana è oggi concentrata negli agglomerati urbani (79% della
popolazione) e la metà dei paesi presenta una densità demografica inferiore ai
20 abitanti per km². Poco meno del 50% della popolazione vive in Brasile; oltre
un quinto risiede in Colombia, Venezuela ed Ecuador. L’incremento demografico
naturale e le migrazioni dalle aree periferiche hanno determinato una crescita
della popolazione urbana superiore al 4% annuo. In Argentina, Cile e Uruguay,
il tasso di crescita demografica urbana è rallentato, ma nelle regioni centrali
e settentrionali le città continuano ad attrarre centinaia di migliaia di
persone ogni anno.
(massimo coltrinari)
info e contatti per emeil ricerca23@libero.it
sabato 1 giugno 2013
Parametri I America Latina: Conflitti, Rifugiati, Disocupazione, Sfruttamento Materie Strategiche, Area Geografica
1)
CONFLITTI
- In Colombia va avanti da più di quarant’anni una lotta per il potere tra il
governo e dei movimenti rivoluzionari d’ispirazione marxista e socialista – tra
cui le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) e l’Esercito di
liberazione nazionale (Eln) – che si oppongono allo sfruttamento delle
ricchezze del paese da parte delle multinazionali statunitensi. Dall’inizio
degli anni Ottanta, sono presenti anche dei gruppi paramilitari di estrema
destra – tra cui le Autodifese unite della Colombia (Auc) – che difendono gli
interessi dei grandi proprietari terrieri, che si sono scontrati di volta in
volta con le Farc o l’esercito governativo. Dagli anni Novanta i conflitti nel
paese sono alimentati anche dagli interessi del narcotraffico. I combattimenti
hanno visto una tregua tra il 1998 e il 2002, quando il presidente Andrés
Pastrana ha avviato una politica di dialogo con le Farc. Ma il processo di pace
è naufragato e, da allora, la repressione del governo – che riceve miliardi di
dollari dagli Stati Uniti per la lotta al narcotraffico – si è inasprita. Nel
2003 i gruppi paramilitari sono invece scesi a patti con il governo ed è in
atto un programma di disarmo. Dal 1964, gli scontri in Colombia hanno fatto
300mila vittime e costretto centinaia di migliaia di persone a fuggire dalle
zone dei combattimenti.
2)
PAESI
LIMITROFI IN CONFLITTO - La strategia di "spalmare" la guerra
colombiana sui paesi vicini (Venezuela, Ecuador e Brasile) cercando di destabilizzarli
se non si adattano alla strategia tracciata dal Plan Colombia incontra
crescenti difficoltà. Dal 2000 si sono registrate rivolte che hanno provocato
la caduta del governo in Argentina (dicembre 2001), Bolivia (ottobre 2003 [e
giugno 2005, N.d.T]) ed Ecuador (aprile 2005), oltre alle mobilitazioni
popolari che hanno sconfitto il colpo di stato contro Chàvez in Venezuela
(aprile 2002) e alla vittoria del referendum di conferma del suo mandato
(agosto 2004).
3)
RIFUGIATI
- Lo scenario di questa regione è l’immigrazione verso il Venezuela,
l’emigrazione di colombiani e gli sfollamenti interni (Martínez, 1998). Questa
regione è segnata da conflitti, traffici di droga e sfollamenti interni dovuti
alla violenza della guerriglia e i paramilitari, come è il caso della Colombia,
e in passato di Ecuador e Perù.
4)
DISOCCUPAZIONE
- Nel mercato del lavoro ed ai servizi ad esso collegati. Anche la proporzione
di disuguaglianza salariale attribuibile a questo mercato è cresciuta negli
anni Novanta; il tasso di disoccupazione era molto più alto alla fine degli
anni ’90 rispetto all’inizio della decada, e tale disoccupazione ha colpito
soprattutto i giovani e le donne. L’occupazione nel settore informale è invece
cresciuta dell’8% tra il 1990 ed il 2001; circa il 70% dei nuovi occupati
ingrossano le fila di questo settore. Gli aumenti salariali sono stati
bassissimi, anche a causa dei bassi livelli di scolarità e sicuramente allo
scarso potere di negoziazione da parte dei lavoratori e dei sindacati. La
copertura medica e le pensioni sono diminuite progressivamente, così come i
servizi sociali pubblici essenziali come l’erogazione di acqua o elettricità,
che hanno dovuto subire costosissimi piani di privatizzazione.
5)
SFRUTTAMENTO
DEL PETROLIO/ORO/DIAMANTI - Importante mercato per i biocombustibili, le cifre
multimilionarie in investimento e commercializzazione di questi prodotti e le
strategie politiche di Chávez, Lula, Evo e Kirchner hanno conquistato le scene
internazionali nelle ultime settimane. E nell'affare dell'energia in questa
regione del continente americano ci sono due poderosi fronti in cui gli
interessi politici sono altrettanto importanti (o più) degli interessi
economici. Un fronte è rappresentato dai paesi associati intorno all'affare del
petrolio e del gas naturale (Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Ecuador,
Uruguay e Venezuela). L'altro, ancora emergente, si presenta come l'alternativa
energetica ed ha già molti detrattori; mi riferisco ai biocombustibili e al
loro principale referente, il Brasile.
6)
AREA
GEOGRAFICA - Dell'America meridionale fanno parte 13 Stati. Quasi metà della
superficie è data dal Brasile, segue l'Argentina. L'altitudine media del
continente è di 590 metri ,
ma tutta la parte occidentale è attraversata da nord a sud dalla catena montuosa
delle Ande. Le coste sono piuttosto uniformi con poche isole e insenature, se
si eccettua l'estrema parte meridionale. Non vi sono grandi laghi, ma è
presente il Rio delle Amazzoni, il fiume con più ampio bacino idrografico della
Terra. Il clima varia da tropicale ad equatoriale e temperato nel Sud e nei
Paesi Andini, fino agli influssi polari della Terra del Fuoco.
venerdì 31 maggio 2013
Seminario America latina. Il Panel
SUDAMERICA
ISOLA DI PACE?
Martedì 11 giugno 2013 - Palazzo Salviati, Roma
PROGRAMMA
Ore
9.00 - Registrazione dei partecipanti.
(Per
gli uomini obbligatorie giacca e cravatta o divisa)
Ore
9.30 - Apertura
dei lavori: Saluti
Presidenza
CASD (Centro Alti Studi per la Difesa)
Amm. Sq.
Marcantonio Trevisani (Comitato organizzatore)
Prof.
Piercarlo Valtorta (ISTRID, Presidente)
Ore
9.40 - Interventi
S.E.
Gustavo Alvarez Goyoaga (Repubblica Orientale dell'Uruguay, Ambasciatore)
Min.
Plen. Carlos Cherniak (Ambasciata della Repubblica Argentina)
Min.
Plen. Alba Coello de Barboza (Ambasciata della Repubblica dell'Ecuador)
Dott. José Luis Rhi-Sausi (Istituto Italo Latino
Americano, Segretario Socio Economico)
Cons.
Amb. Luca Trifone (Ministero degli Affari Esteri, Capo Ufficio Sudamerica)
Avv.
Francesco G. Leone (IsAG, Direttore Programma "America Latina")
Dott.
Alessandro Politi (Analista strategico)
Prof.
Enzo Rossi (Università Tor Vergata, Professore ordinario)
Sarà
presente il Min. Plen. Victoria Eugenia Senior Pava (Ambasciata della
Repubblica di Colombia)
Ore
11.30 – Dibattito
Ore
12.00 - Conclusioni
Dott.
Tiberio Graziani (IsAG, Presidente)
Modera:
Dott.ssa Barbara Carfagna (TG1 RAI)
Seminario: Sud America: Isola di Pace? Equilibri e cooperazioni in campo strategico nell'America Latina
il prossimo 11 giugno, con inizio afflusso partecipanti alle ore 9,00, si
terrà, presso Palazzo Salviati, sede del Centro Alti Studi per la Difesa
(Piazza della Rovere, 83 – Roma) un breve seminario dal titolo:
“Sudamerica: Isola di pace?”
Equilibri e cooperazioni in campo strategico nell’America Latina.
L’evento, che è congiuntamente organizzato
dall’Associazione Seniores
dall’Istituto Alti Sudi per la Difesa (IASD), dall’Istituto Ricerche Studi Informazioni
Difesa (ISTRID)
e dall’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG),
vuole essere un
nel Sud America, esplorando, con l’aiuto di eminenti personalità del mondo
diplomatico, istituzionale ed accademico, anche i riflessi sui rapporti tra
il nostro Paese ed il Continente Sudamericano.
Al seminario saranno presenti anche gli Ufficiali nazionali e stranieri ed i
dirigenti nazionali attualmente frequentatori dello IASD.
La Vostra presenza sarebbe particolarmente gradita.
La brochure dell’iniziativa, è scaricabile anche dal sito:
a palazzo-salviati
Per ragioni di protocollo e sicurezza si prega di confermare la propria
presenza in alternativa:
- utilizzando la e-mail. Senioresiasd@libero.it;
- collegandosi al sito suindicato e registrandosi.
Luigi Marsibilio
Il Venezuale e la Mobilitazione rivoluzionaria di Maduro
Mentre il governo venezuelano affronta una difficile situazione economica e pesanti accuse di corruzione, il successore di Hugo Chávez, Nicolás Maduro, punta a rafforzare l'alleanza tra militari e lavoratori.
Durante un discorso trasmesso dalla televisione pubblica, il presidente ha sottolineato l’importanza del ruolo della classe lavoratrice nella difesa della patria; a tal fine ha annunciato la costituzione di milizie operaie armate e il varo di un canale televisivo tutto dedicato alle forze armate.
Entrambe le iniziative riprendono i progetti
concepiti dal suo predecessore Hugo Chávez.
(Dott.ssa Maurizia Sii Onesto)
mercoledì 29 maggio 2013
Accordo tra Farc e Colombia: il principale motivo di contrasto é stato superato
600 mila morti e quasi 4 milioni di feriti in quasi cinquant'anni: queste sono le vittime provocate dal conflitto tra le Farc, il più antico gruppo guerrigliero di sinistra e le forze governative colombiane, unito alle violenze dei gruppi paramilitari di destra.
Nel recente incontro tra le due delegazioni, tenutosi a Cuba il 27 maggio scorso, si é però trovato un accordo sulla riforma agraria riguardante, in particolare, la distribuzione delle terre ai contadini.
Da sempre considerata uno scoglio difficile da superare, la riforma agraria prevede, tra l'altro, la restituzione degli appezzamenti sottratti agli agricoltori durante il conflitto armato.
Le delegazioni delle due parti si incontreranno nuovamente a L'Avana l'11 giugno per trattare sulla rinuncia alle armi da parte delle Farc e sulla modalità per consentire la loro partecipazione alla vita politica del Paese.
Una pace sembra oggi possibile.
(Dott.ssa Maurizia Sii Onesto)
sabato 25 maggio 2013
In diminuzione il flusso di capitali verso il Brasile
L'amministratore delegato della società internazonale di fondi di investimento Pimco, Michael Gomez, ha dichiarato che in Brasile é diventato molto più difficile investire a causa di una combinazione dell'imposta sulle operazioni finanziarie e una maggiore incertezza nella guida della politica economica.
La quota del Brasile fra i fondi azionari specializzati in mercati emergenti é scesa dal 16,7% della fine del 2009 all'11,6% di novembre 2012, raggiungendo il livello più basso dal 2005.
Tra le cause che hanno portato a questo profondo cambiamento ci sarebbero le imposte elevate, le troppe incertezze e la presenza del Governo di Brasilia nella gestione dell'economia.
Il calo nella presenza di investitori stranieri in Brasile torna però a vantaggio di altri mercati, come quello russo e messicano. (!5 gennaio 2013)
(Dott.ssa Maurizia Sii Onesto)
martedì 21 maggio 2013
Colombia. Senza più radici e senza più dignità
Il dramma degli sfollati in Colombia
La Colombia é il Paese in cui si trova il maggior numero di "persone internamente dislocate", locuzione tecnica che identifica tutte le persone sfollate a causa di conflitti armati, violenze e violazioni dei diritti umani.
Un rapporto dell' Idmc aggiornato alla fine del 2012 ci descrive un mondo in cui 28,8 milioni di individui (2,4 milioni in più rispetto al 2011) sono costretti a migrazioni forzate all'interno del loro Paese.
In Colombia, nazione alle prese da decenni con la guerriglia delle Forze armate rivoluzionarie (Farc), vi sono tra i 4,9 e i 5,5 milioni di sfollati. L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati stima che 9.690 famiglie (appartenenti per lo più a minoranze etniche quali afro-colombiani e indigeni) hanno abbandonato le loro case in 137 spostamenti di massa nel corso del 2012 poiché é proprio sui loro territori che hanno luogo la maggior parte degli scontri tra Esercito e guerriglieri.
Queste vittime avrebbero diritto a tutta una serie di misure assistenziali e alla restituzione delle terre, obiettivi difficili da raggiungere a causa della mancanza di risorse finanziarie.
Si pensi che il 94% delle "persone internamente dislocate" vive al di sotto della soglia di povertà e risulta difficile per loro persino il soddisfacimento di bisogni primari quali alloggio, sostentamento e servizi di base.
Queste vittime, scaraventate in contesti diversi e lontani, private dell'accesso all'assistenza, alla protezione e al risarcimento dei danni, stanno perdendo inesorabilmente la speranza di riconquistare una vita che possa definirsi dignitosa.
(Dott.ssa Maurizia Sii Onesto)
lunedì 20 maggio 2013
Riparte il negoziato tra Bogotà e le Farc
Il governo colombiano intende accelerare i colloqui di pace con le Farc.
Fernando Carrillo, ministro dell'Interno, ha precisato che si cercherà di superare il dibattito riguardante il primo tema in agenda - la questione della proprietà delle terre - entro la fine di marzo.
La tabella di marcia disegnata dal presidente Juan Manuel Santos ha fissato al novembre 2013 la data ideale per il raggiungimento di un'intesa definitiva che ponga fine al pluridecennale conflitto tra governo colombiano e le Forze armate rivoluzionarie; d'altra parte le Farc hanno guardato a tali scadenze come un affronto, sintomo di un atteggiamento "non solo non realista, ma criminale".
Una pagina web è stata recentemente creata con l'obiettivo di raccogliere le proposte dei cittadini circa il processo di pace; ed é proprio da tali proposte che ripartiranno i colloqui a Cuba. (15 gennaio 2013)
(Dott.ssa Maurizia Sii Onesto)
lunedì 6 maggio 2013
Bolivia: Onu e Convenzione sulla droga
IN BOLIVIA L'ONU AUTORIZZA LA COLTIVAZIONE DELLA COCA
Il governo boliviano ha visto accettata la propria richiesta di continuare a coltivare la foglia di coca con la sua riammissione da parte dell'ONU nella Convenzione unica sulle droghe del 1961.
Il Ministro degli esteri boliviano, Choquehuanca, ha affermato che la riammissione nella Convenzione non implicherà un aumento delle coltivazioni (che attualmente ammontano a 27 mila ettari, più del doppio degli ettari consentiti) ma si impegna comunque a far sì che sia possibile l'esportazione di infusione di foglie di coca al momento vietata. (Dott.ssa Maurizia Sii Onesta)
Il governo boliviano ha visto accettata la propria richiesta di continuare a coltivare la foglia di coca con la sua riammissione da parte dell'ONU nella Convenzione unica sulle droghe del 1961.
Il Ministro degli esteri boliviano, Choquehuanca, ha affermato che la riammissione nella Convenzione non implicherà un aumento delle coltivazioni (che attualmente ammontano a 27 mila ettari, più del doppio degli ettari consentiti) ma si impegna comunque a far sì che sia possibile l'esportazione di infusione di foglie di coca al momento vietata. (Dott.ssa Maurizia Sii Onesta)
Perù: nuove frontiere civili
DIRITTO ALLO SVILUPPO DELLA PERSONALITA' ADULTA IN PERU'
In Perù una recente decisione del Tribunale costituzionale ha abrogato l'articolo del codice penale in vigore dal 2006 che condannava dai 25 ai 30 anni di carcere gli adulti che intrattenessero relazioni sessuali con minori di età (dai 14 ai 18 anni), consenzienti o meno.
Vengono depenalizzati chiaramente solo i rapporti volontari riconoscendo, in tal modo, la libertà sessuale dei minori vista come diritto allo sviluppo di una personalità adulta.
La Chiesa ha reagito con aspre critiche mettendo in guardia dal rischio di gravidanze in giovane età e dalla perdita di valori quali fede, famiglia e responsabilità.
Se, poi, da un lato 10 mila cittadini hanno firmato la petizione per presentare la domanda di abrogazione, altri cittadini hanno organizzato nel Paese numerose iniziative volte a proteggere i minori dal rischio di prostituzione; ne é un esempio il programma Llachay.
(Dott. Maurizia Sii Onesto)
In Perù una recente decisione del Tribunale costituzionale ha abrogato l'articolo del codice penale in vigore dal 2006 che condannava dai 25 ai 30 anni di carcere gli adulti che intrattenessero relazioni sessuali con minori di età (dai 14 ai 18 anni), consenzienti o meno.
Vengono depenalizzati chiaramente solo i rapporti volontari riconoscendo, in tal modo, la libertà sessuale dei minori vista come diritto allo sviluppo di una personalità adulta.
La Chiesa ha reagito con aspre critiche mettendo in guardia dal rischio di gravidanze in giovane età e dalla perdita di valori quali fede, famiglia e responsabilità.
Se, poi, da un lato 10 mila cittadini hanno firmato la petizione per presentare la domanda di abrogazione, altri cittadini hanno organizzato nel Paese numerose iniziative volte a proteggere i minori dal rischio di prostituzione; ne é un esempio il programma Llachay.
(Dott. Maurizia Sii Onesto)
Colombia: Accordi difficili con le FARC
NUOVA EMERGENZA IN COLOMBIA (19 GENNAIO)
Nuova emergenza in Colombia proprio mentre il Governo è impegnato nel già difficile processo di pace con la guerriglia delle Farc (Forze armate rivoluzionarie della Colombia).
Gli scontri tra bande rivali di narcotrafficanti, i Los Rastrojos e i Los Urabeños, per il controllo dei traffici diretti negli USA, hanno portato un migliaio di persone del dipartimento del Chocò a lasciare le proprie abitazioni rifugiandosi nel comune di Litoral del San Juan.
Se lo Stato non adotterà al più presto misure idonee a frenare tali violenze rischierà di incorrere in violazioni dei diritti umani.
(Dott.Maurizia Sii Onesto)
Brasile: ambientalisti ed Indios: proteste
AMBIENTALISTI CONTRO IL NUOVO CODICE FORESTALE BRASILIANO (gennaio)
Dopo uno scontro durato tre anni tra ambientalisti e Ruralistas, gruppo parlamentare portavoce degli interessi dei produttori del settore agro-zootecnico, il Codice forestale è stato recentemente riformato.
Al settore agro-zootecnico brasiliano è riservato circa il 28% del territorio (8,5 milioni di km²) mentre oltre il 60% della superficie (5 milioni di km²) è coperta da zone verdi.
Secondo la Procura del Brasile però, tale codice, anziché preservare e restaurare i processi ecologici essenziali, riduce o addirittura estingue aree prima considerate protette e, non solo, rappresenta de facto una vera e propria amnistia per coloro che hanno disboscato illegalmente zone protette prima del 2008; questo il motivo dei tre ricorsi per incostituzionalità presentati dalla Procura alla Corte Suprema.
BRASILE, PROTESTE DEGLI INDIOS (18 gennaio)
Le autorità brasiliane, in vista dei mondiali di calcio del 2014, hanno ordinato la distruzione del Museo do Índio per far spazio a un grande parcheggio attorno allo stadio Maracanà.
Il Museo, attivo dal 1978, custodisce oltre 500 mila documenti di grande valore sulle varie tribù indigene brasiliane.
Gli indios, per protesta, si sono armati di arco e frecce facendo da scudi umani all’intervento delle gru.
Le autorità sono inamovibili su tale decisione ma sul caso si sta già muovendo l’Unesco.
(Dott.ssa Maurizia Sii Onesto)
Cuba: liberazione dei passaporti
L’ultimo passo cubano prima della liberalizzazione dei viaggi, entrata in vigore il 14 gennaio 2013, è stato quello di predisporre 195 uffici autorizzati alla concessione dei passaporti.
Con tale liberalizzazione non sarà più necessario ottenere un permesso d’uscita da parte di Cuba e un “invito all’entrata” da parte del paese di destinazione.
Nonostante il timore che avvenga la tanto temuta “fuga dei cervelli”, sarà possibile rimanere all’estero fino a due anni senza perdere lo status di residenti a Cuba. (Maurizia Sii Onesto)
domenica 21 aprile 2013
mercoledì 20 marzo 2013
National Science Foundation Celebrates Inauguration of Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) in Chile
The U.S. National Science
Foundation (NSF), in collaboration with its Canada and Taiwan partners, Japan,
Europe and Chile, inaugurated the Atacama Large Millimeter/submillimeter Array
(ALMA) today, one of the world's most powerful telescopes, as part of an
international ceremony in Chile.
Chilean President Sebastián
Piñera, members of the Chilean cabinet, U.S. NSF Director Subra Suresh, European
Southern Observatory Director General Tim de Zeeuw, Senior Vice Minister in
Japan's Ministry of Education, Culture, Sports, Science and Technology Teru
Fukui, and senior officials and scientists of partner countries participated in
the inauguration.
ALMA comprises 66 antennas
that will provide high resolution images of the earliest galaxies in the
distant universe, as well as the formation processes of planets circling stars
in our own Milky Way galaxy. Scientists from around the world will have the opportunity
to explore such objects as they never could before, with an array of telescopes
more than 100 times more capable than any previous millimeter arrays.
"NSF is excited to play a
major role in ALMA and to foster new opportunities for international collaboration
and discoveries at the cutting edge of astronomy," said Suresh. "ALMA
promises to enable transformational research into the origins and evolution of
the universe."
NSF supported the construction
of ALMA with $499 million over 11 years and funded 25 of the 66 antennas. The
agency's annual contributions to the operations of ALMA total $34 million.
"We are proud of the U.S
contribution to ALMA and the international partnership that has made ALMA
possible," said U.S. Ambassador to Chile Alejandro D. Wolff.
"U.S.-Chile collaboration in astronomy dates back to 1849. The data and
science gathered from ALMA will build on other U.S. investments in Chile,
including the Cerro Tololo Inter-American Observatory, Las Campanas Observatory
and Gemini Observatory."
ALMA is located at an altitude
of 16,500 feet in the desert of Atacama, Chile. It sits above 40 percent of the
Earth's atmosphere and virtually all of the world's water vapor. ALMA is
designed to peer into a slice of the electromagnetic spectrum at millimeter
wavelengths--light that is closer to a radio wave than to the optical light
that is seen by the human eye.
Together with NASA's future
James Webb Space Telescope, ALMA will reveal extraordinary details of the
origins of structures in our universe, extending from planets around nearby
stars to the earliest galaxies as they formed more than 12 billion years ago.
The National Radio Astronomy
Observatory (NRAO), an NSF facility, has led the North American technical and
scientific contributions to ALMA. Managed by Associated Universities, Inc.
since its inception more than 50 years ago, NRAO has remained at the frontier
of radio astronomy research through the conception, development and operation
of transformational facilities such as ALMA.
(NSF- press release march, 13,2013)
venerdì 15 marzo 2013
South Georgia implements additional measures to safeguard Marine Protected Area
The United
Kingdom Minister for the Overseas Territories Mark Simmonds welcomed the
announcement of a set of additional measures to safeguard the sustainable-use
Marine Protected Area (MPA) around the South Georgia and South Sandwich
Islands.
This is an important part of
the long term environmental strategy to protect the unique ecosystem of the
South Georgia and South Sandwich Islands.
The new measures, announced by
the Government of South Georgia and South Sandwich Islands, include seasonal
closures, a ban on all bottom fishing deeper than 2.250 meters, and additional
closed areas within the existing MPA, which already covers over 1,000,000 km².
They will be monitored through
a series of scientific programs and enforced by a dedicated patrol vessel
designed to ensure sustainable management of fishing activity. The new measures
will further protect biodiversity in the Southern Ocean and will reinforce
South Georgia’s position as one of the highest scoring Marine Stewardship
Council certified fisheries in the world.
Speaking after the
announcement, Mark Simmonds said that he welcomed the Government of South
Georgia and South Sandwich Islands’ announcement to create additional measures
to look after their Marine Protected Area.
“Their high standard of
environmental stewardship and marine protection is crucial in protecting the unique
and internationally important biodiversity in the Southern Ocean. I am
delighted that the Government of the Territory continues to be among the world
leaders in delivering marine and environmental protection.”
The additional measures will
add extra protection to the SGSSI MPA, which was created in February 2012 and
covers over one million km2 of the highly productive waters around
the islands.
The new measures establish:
• A seasonal closure of the
fishery for Antarctic krill (from November 1st until March 31st) to avoid
competition with krill eating predators (particularly penguins & fur seals)
during the breeding season;
• Twelve nautical mile pelagic no-take zones around each of the South Sandwich Islands, protecting 18,042 km2, including important feeding areas of chinstrap and Adelie penguins;
• A ban on all bottom fishing deeper than 2.250 m, which covers 920,000 km2 (an area similar to the size of Spain), to protect deep-water habitats;
• Additional closed areas to protect sensitive benthic fauna and provide refugia for the highly valuable Patagonian toothfish, covering 12.662 km2 (approximately the size of Northern Ireland).
• Twelve nautical mile pelagic no-take zones around each of the South Sandwich Islands, protecting 18,042 km2, including important feeding areas of chinstrap and Adelie penguins;
• A ban on all bottom fishing deeper than 2.250 m, which covers 920,000 km2 (an area similar to the size of Spain), to protect deep-water habitats;
• Additional closed areas to protect sensitive benthic fauna and provide refugia for the highly valuable Patagonian toothfish, covering 12.662 km2 (approximately the size of Northern Ireland).
Fishing shallower than 700
metres was already prohibited, meaning that only 83.500 km2 (8%) of the sea-floor is available for bottom fishing. Bottom
trawling was already banned throughout the MPA.
Nigel Haywood,
Commissioner for South Georgia and the South Sandwich Islands, stated that “the
waters around South Georgia and the South Sandwich Islands are among the most productive
in the Southern Ocean, with very high biodiversity. We remain committed to the
highest standards of environmental management in this unique and globally
important UK Overseas Territory.
Following the
establishment of the MPA in February 2012, we have sought expert scientific
advice and consulted widely to ensure that the waters around South Georgia and
the South Sandwich Islands are one of the best managed maritime areas in the
world.”(Mercopress ,jan23,2013)
Shell Announce Pause in Alaska Drilling Program
Thursday, February 28, 2013,
2:20 AM
Royal Dutch Shell plc will pause its exploration
drilling activity for 2013 in Alaska’s Beaufort and Chukchi Seas.
Shell inform that the time out this season will be used to prepare
equipment and plans for a resumption of activity at a later stage.
“We’ve made progress in Alaska, but this is a long-term program that we are
pursuing in a safe and measured way,” said Shell Oil Company President, Marvin Odum.
“Our decision to pause in 2013 will give us time to ensure the readiness of all
our equipment and people following the drilling season in 2012.”
Alaska holds important energy resources. At the same time, securing access to those resources requires special expertise, technology and an in depth understanding of the environmental and societal sensitivities unique to the region.
Shell is one of the leaders in an industry move into offshore Arctic exploration. The company continues to use its extensive experience in Arctic and sub-Arctic environments to prepare for safe activities in Alaska.
Alaska remains an area with high potential for Shell over the long term, and the company is committed to drill there again in the future. If exploration proves successful, resources there would take years to develop.
Shell completed top-hole drilling on two wells in 2012 in the Beaufort and Chukchi Seas, marking the industry’s return to offshore drilling in the Alaskan Arctic after more than a decade. This drilling was completed safely, with no serious injuries or environmental impact.
After the drilling season ended, however, one of Shell’s drilling rigs, the Kulluk, was damaged in a maritime incident related to strong weather conditions. The Kulluk and the second drilling rig, the Noble Discoverer, will be towed to locations in Asia for maintenance and repairs.
(Maritime reporter, feb.27,2013)
Alaska holds important energy resources. At the same time, securing access to those resources requires special expertise, technology and an in depth understanding of the environmental and societal sensitivities unique to the region.
Shell is one of the leaders in an industry move into offshore Arctic exploration. The company continues to use its extensive experience in Arctic and sub-Arctic environments to prepare for safe activities in Alaska.
Alaska remains an area with high potential for Shell over the long term, and the company is committed to drill there again in the future. If exploration proves successful, resources there would take years to develop.
Shell completed top-hole drilling on two wells in 2012 in the Beaufort and Chukchi Seas, marking the industry’s return to offshore drilling in the Alaskan Arctic after more than a decade. This drilling was completed safely, with no serious injuries or environmental impact.
After the drilling season ended, however, one of Shell’s drilling rigs, the Kulluk, was damaged in a maritime incident related to strong weather conditions. The Kulluk and the second drilling rig, the Noble Discoverer, will be towed to locations in Asia for maintenance and repairs.
(Maritime reporter, feb.27,2013)
Clear message to Argentina: 99,8% of Falkland Islanders want to stay British
Despite frequent snow showers
and zero temperatures, the celebratory party had already started on Arch Green
in the centre of Port Stanley as the result of the Falklands’ referendum was a
foregone conclusion, but the loud cheer that went up from the assembled
gathering could be heard all over the town as the news filtered through that
only 3 persons had voted against the Falklands remaining a self-governing
dependent territory of Great Britain.
1,513 of the 1,518 persons, who cast their vote, put
an X alongside the YES box. This gave an overwhelming 99.8% victory to those
who wish the Islands to remain British.
Perhaps more importantly was the 92% turn-out of
voters which emphasizes the strong desire of the Falkland Islands population to
exercise their right to self-determination and to make their voice heard.
A vast array of British and Foreign media had gathered
in the Islands to report on the referendum and the news of the resounding 'YES'
vote was soon reverberating all around the world.
'The message is loud and clear', said Member of the
Legislative Assembly Gavin Short, 'that we want to stay British and Argentina
cannot ignore the wishes of the people'.
He added: 'The United Nations cannot ignore the
outcome either as we have ensured that the vote was conducted in a fair and
democratic manner and supervised by an International team of observers from
North, Central and South America'.
Mr. Brad Smith, the Head of the International
Observation Mission, in a statement, released immediately after the result was
announced, said: 'It is our finding that the Falkland Islands referendum
process was free and fair, reflecting the democratic will of the voters of the
Falkland Islands'.
While the Argentine Government has repeatedly declared
that they would not recognize the result of the referendum, there is no doubt
the message from the Falklands cannot be mistaken and the 99.8% vote in favour
of the population wishing to remain British will be frequently brought to their
attention whenever future calls are made for Britain to engage in negotiations
over the sovereignty of the Islands.
Several Argentine Nationals who live on the Islands
had indicated that they too would vote 'YES' for the Islands to remain British,
pinpointing the unstable Argentine Government as one of their reasons and
because they enjoy a high standard of living and fantastic education
opportunities for their children as another reason.
(Mercopress, march 12,2013)
lunedì 21 gennaio 2013
Popolazione degli Stati Uniti d'America
STATI UNITI. 2012
Dicembre 13 I Bianchi statunitensi, una minoranza tra le altre
Secondo i dati dell’ultimo
censimento, la società statunitense diventa sempre più multiculturale.
Entro il 2043 i bianchi non
ispanici non saranno più la maggioranza ed entro il 2060 saranno una minoranza
tra le altre. Le proiezioni dell’Ufficio di censimento federale ci sarà, nel
prossimo cinquantennio, un forte aumento del numero degli ispanici ed asiatici;
questi, insieme alle altre minoranze , nel 2050 formeranno il 57% della
popolazione. Oggi, quindi, i neonati bianchi sono per la prima volta negli
Stati Uniti una minoranza.
Parole chiave. Geografia della
popolazione. Etnie. Minoranze.
venerdì 11 gennaio 2013
Convegno della ISAG
IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie) organizza questo evento, che gode dei patrocini del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dello Sviluppo Economico e di ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane).
Ospiti d’onore gli Ambasciatori di tre nazioni latinoamericane: Argentina, Uruguay e Venezuela.
Il convegno si svolgerà lunedì 21 gennaio a Roma, alle ore 9.00, presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini, Camera dei Deputati, Via Poli 19. Per prendere parte all’evento è necessario fare richiesta a: eventi@istituto-geopolitica.eu, indicando per ciascun partecipante nome, cognome, indirizzo e-mail, eventuale ente/società di affiliazione. L’ingresso sarà consentito solo ai partecipanti registrati e muniti di documento d’identità. Per i signori uomini sono d’obbligo giacca e cravatta.
mercoledì 25 aprile 2012
Stati Uniti: materiale strategico venduto alla Corea del Nord
Gli Stati Uniti, secondo la Reuters, citando fonti riservate della Amministrazione di Waschington, che sono in corso accertamenti molto intesi e specifici in merito al fatto che una compagnia o più compagnie statunitensi hanno venduto alla Corea del Nord componenti di una rampa lancia-missili assolutamete vietata, venendo meno a precise disposizioni in tema di materiale strategico.
Tale rampa è stata mostrata domenica 15 aprile 2012 duranta la parata militare tenuta per celebrare i cento anni della nascita di Kim Il Sung
Tale rampa è stata mostrata domenica 15 aprile 2012 duranta la parata militare tenuta per celebrare i cento anni della nascita di Kim Il Sung
lunedì 30 gennaio 2012
La riforma sanitaria negli Stati Uniti
Andrea Vicini
Materiale di Approfondimento
Articolo
In line acon le riforme attuate negli Stato Uniti a partire dal secolo scorso, il 23 marzo 2010 il presidente B.H. Obama ha firmato la legge di riforma del sistema sanitario. Nell’articolo se ne presentano le grandi linee con riferimento ai cittadini, alle imprese di assicurazione ed ai datori di lavoro. Se ne rilevano le caratteristiche: la gradualità nell’applicazione, la fluidità delle soluzioni, la fiducia nella sua efficacia. Si esamina infine il ruolo dei cattolici durante la discussione della legge, con le garanzie ottenute. L’autore è professore alla Facoltà Teologica dell’Italia meridionale (Napoli) e visitor professor alla School Of Theology and Ministry al Boston College nel New England.
Materiale di Approfondimento
Articolo
In line acon le riforme attuate negli Stato Uniti a partire dal secolo scorso, il 23 marzo 2010 il presidente B.H. Obama ha firmato la legge di riforma del sistema sanitario. Nell’articolo se ne presentano le grandi linee con riferimento ai cittadini, alle imprese di assicurazione ed ai datori di lavoro. Se ne rilevano le caratteristiche: la gradualità nell’applicazione, la fluidità delle soluzioni, la fiducia nella sua efficacia. Si esamina infine il ruolo dei cattolici durante la discussione della legge, con le garanzie ottenute. L’autore è professore alla Facoltà Teologica dell’Italia meridionale (Napoli) e visitor professor alla School Of Theology and Ministry al Boston College nel New England.
Articolo. La Civiltà Cattolica, Anno 161 2010 I 466-478, quaderno 3839 5 giugno 2010
Sito web. www.laciviltàcattolica.it; e mail civcatt@laciviltàcattolica.it
domenica 17 luglio 2011
Guadalupe
Descrizione geografica: Area: Guadalupa: 1.780 Kmq. Popolazione: 410.000 abitanti.
Scenario storico:
Il Guadalupa fu scoperto nel 1493 da Cristoforo Colombo, dopo aver scoperto Désirade, Marie-Galante e infine Kerikera, cui diede il nome di Guadalupa, dal nome di Santa Maria de Guadalupe, nella regione spagnola dell'Estremadura.
Sull'isola abitavano i Caribi, appartenenti al gruppo amerindo dell'America Meridionale, i quali avevano cacciato la popolazione originaria degli Arawak. Gli Spagnoli non si interessarono però dell'arcipelago. Agli inizi del XVII secolo Belain de Esnambuc convinse Armand-Jean du Plessis de Richelieu dell'importanza di creare, sulla falsariga della Compagnia delle Indie Occidentali olandese, una società che sfruttasse le ricchezze di queste isole. Mentre egli si installava nella Martinica, nel 1635 il suo luogotenente de l'Olive e Duplessis d'Ossonville annessero Guadalupa e le isole vicine per ordine della privata "Compagnie des Iles d'Amerique": il 28 giugno del 1635 Guadalupa venne quindi occupato dai francesi e divenne una colonia.
I primi coloni ebbero gravissime difficoltà per la fame e la guerra contro i Caribi, finché la Compagnia decise di porre in vendita l'arcipelago, di cui divenne proprietario Charles Houël (1650). Fu solamente nel 1674 che Guadalupa divenne una colonia della Corona francese, dipendendo amministrativamente dalla Martinica, un fatto che frenò in parte lo sviluppo e fu alla base della rivalità tra le due isole. Le numerose invasioni inglesi, soprattutto durante la guerra dei sette anni (1756-1763), e la presenza di pirati, che infestavano quei mari, non impedirono la crescita economica, favorita dall'indiscriminato sfruttamento degli schiavi neri rapiti in Africa, richiesti per le molte piantagioni di canna da zucchero e per le nuove piantagioni di cacao.
Dopo un periodo di occupazione inglese ed una promessa cessione alla Svezia (Fondo della Guadalupa), le isole tornarono definitivamente in mano francese solo nel 1816. In quella data la tratta e il lavoro degli schiavi (che era stato autorizzato da Napoleone) furono proibiti dal parlamento francese su iniziativa di Victor Schoelcher e gli ex schiavi divennero cittadini francesi. Nel 1871 Guadalupa venne rappresentata per la prima volta nel parlamento francese con un proprio deputato. Guadalupa divenne un dipartimento francese.
Geografia fisica:
Guadalupa: a nord il Passaggio di Guadalupa divide il dipartimento da Montserrat, territorio del Regno Unito, a ovest si affaccia al Mar dei Caraibi, a sud si trova l'isola di Dominica e ad est si estende l'Oceano Atlantico.
Il dipartimento è costituito dall'isola di Guadalupa (1433 km2, 335.000 ab.), l'Isola di Marie-Galante (158 km2), le Iles de Saintes (14 km2), la Désirade (22 km2).
Il clima tropicale, mitigato alle altitudini maggiori, è determinato dall'aliseo. La temperatura oscilla tra i 18 °C e i 33 °C, con una media annua di 25 °C. Comunque non fa mai troppo caldo perché i venti rinfrescano costantemente l'aria. La stagione secca, più soleggiata, va da dicembre a maggio. I cicloni di fine estate provocano spesso gravi danni a causa della loro violenza. I mesi più piovosi sono settembre, ottobre e novembre. Le precipitazioni annue sono di circa 2000 mm nell'isola di Grande-Terre e di 3000 mm nell'isola di Basse-Terre.
Si tratta di un'isola piuttosto umida e nebbiosa, eccezion fatta per la costa sud-occidentale. Questo è il regno incontrastato della foresta tropicale, una volta impenetrabile, e delle vaste piantagioni di banani. Basse-Terre è un ammasso vulcanico dominato dal monte Soufrière (1476 m), la cui vetta corrisponde alla massima elevazione del dipartimento. Lungo le pendici del monte, nella foresta, compaiono una miriade di cascate.
L'isola orientale, Grande-Terre (585 km2), è pianeggiante, formata da plateau calcarei carsici. Quest'isola, a differenza di Basse-Terre, presenta assenza di rilievi (se si escludono i Grands-Fonds), mancanza quasi totale di corsi d'acqua (solo qualche palude nella zona occidentale) e ovunque coltivazioni di canna da zucchero dove una volta si trovava la savana.
Geografia umana: i gruppi etnici principali sono mulatti e neri (92%), asiatici (soprattutto indiani) (6%) e bianchi (2%).. I bianchi sono discendenti dei coloni europei e sono chiamati blancs-matignon,. Oltre al francese, lingua ufficiale, si parla il patois, un dialetto creolo-francese. La maggioranza degli abitanti è di religione cattolica.
Geografia economica: la vegetazione è varia. Grazie al clima le piante rimangono verdi durante tutto il corso dell'anno e la fioritura è praticamente continua, soprattutto nella vulcanica Basse-Terre. Oltre all'albero del pane, alle acacie e ai cactus, sono presenti numerose altre specie che producono mango, papaya, guayava, cacao, tamarindo, ecc. Le principali risorse sono le banane, la canna da zucchero, l'ananas, il rhum, la pesca e il turismo; quest'ultima attività negli ultimi anni è diventata di fondamentale importanza per lo sviluppo economico; da solo il settore turistico dà lavoro ad oltre 10.000 persone.
Geografia politica: Guadalupa è l'isola più grande delle Piccole Antille, formata da due isole separate da uno stretto canale. L'isola occidentale, Basse-Terre (850 km2), è la più montuosa e ha una particolare forma ovale leggermente allungata. Il Guadalupa è un Département d'Outre-Mer della Repubblica francese, diviso in 2 circondari, con capoluogo Basse-Terre. L'arcipelago è governato da un prefetto, assistito da due sottoprefetti e due segretari generali. Internamente è governato da un Conseil Régional composto da 41 membri eletti, e da un Conseil Général di 36 componenti. Il dipartimento è rappresentato al parlamento francese da due senatori, tre deputati e due membri del consiglio economico e sociale. La moneta ufficiale in circolazione è l'euro (EUR), diviso in 100 centesimi (come in europa).
Fino al 15 luglio 2007, facevano parte del Guadalupa anche le isole Saint-Barthélemy (21 km2) e la parte settentrionale di Saint-Martin (54 km2), la cui parte meridionale fa parte invece delle Antille Olandesi. Una legge francese del 21 febbraio 2007 ha infatti accordato a questi due territori lo status di collettività d'oltremare ridenominandoli: Collettività di Saint-Barthélemy e Collettività di Saint-Martin.
ANALISI PER OGNI FATTORE
ANALISI DEI FATTORI DI SVILUPPO
1 Fattore storico: conflitti 4 Nessun conflitto negli ultimi 20 anni.
2 Paesi limitrofi in conflitto 4 Nessuno
3 Rifugiati (migliaia) 4 N.A.
4 Disoccupazione (%) 1 Uno dei più importanti problemi. Un percentuale di circa 27% della forza lavoro non trova lavoro nelle isole. Il turismo e il settore terziario sono quelli settori che occupano la maggioranza della popolazione, mentre l’agricoltura si destina al mercato interno.
5 Sfruttamento petr/oro/diam 4 Non esistono queste attività
6 Area geografica (migliaia Kmq) 4 1.780 Kmq
7 Area forestale (migliaia Kmq) 4 406 Kmq
8 Fazioni etniche/religiose 3 Nessuna fazione a rischio
9 Mov. Int. strati pop. (migliaia) 4 Nessuno
10 Regime Politico (-10 a +10) 4 Regione francese. (governazione regionale) l’area geografica è scarsa e non riveste interessi di rivendicazioni di territorio da parte altrui stati nel confronto della Francia. E una regione della Francia.
11 Nuovi Stati formazione instabile 4 N.A.
12 Corruzione (1-10) 4 N.D.
13 PNL pro-capite (US$) 4 16.575
14 Crescita economica (%) ND N.A.
15 Forza lavoro in agricoltura (%) 4 Tra 7 e 8 %
16 Aiuto Estero (% PNL) N.A. N.A.
17 HIV/AIDS (%) N.D N.D.
18 Spesa militare (% PNL) NA Le forze dipendono dalle Forze Armate Francese
19 Disastri Naturali -1 Gli uragani e tormente periodo annuale luglio-ottobre
20 Isolamento geografico 2 S : la scarsa popolazione e produzione non fanno quest’ isola attrattiva al commercio internazionale. Nonostante, riesce ad avere il livello soddisfacente delle proprie necessità.
21 Indice sviluppo umano N.D. Compresso nel dato francese
22 Popolazione (milioni) 4 410.000
23 Crescita demografica (%) 2 ND
Considerazioni:
Il fatto di appartenere alla Francia, da al Guadalupa una stabilità abbastanza notevole Ci sono comunque alcuni aspetti da sottolineare:
- l’isolamento geografico fa sì che il commercio internazionale non fluisca ampiamente nelle isole. In pratica, l’arrivo di alcune merci dipende dalla Francia..
- La percentuale di disoccupazione è abbastanza elevata (circa il 30%).
- L’ esposizione agli uragani nel periodo agosto-ottobre causa ingenti danni e problemi al normale svolgimento delle attività.
- Il turismo è diventato l’attività economica di maggiore importanza.
BIBLIOGRAFIA
Human Development Report 2008 (ONU); The World Factbook – CIA; The World Bank; University of Maryland’s Center for International Development & Conflict Management;Transparency International Corruption Perceptions Index 2005; Wikipedia; Organizzazione degli Stati Americani; United Nations Statistics Division; Organizzazione degli Stati del Caraibi
Situazione ( Giugno 2009)
La GUADALUPA ha evidenziato una capacità di resistere agli squilibri e shocks pari a: 3,60 (da -4 a +4)
Si può disegnare, per esso, il seguente scenario:
di sviluppo (1).
Quindi il Paese, alla data del Giugno 2009, è: in forte sviluppo e presenta in particolare uno scenario di:
Sviluppo di 2° livello: nella capacità economica(5) e lo sviluppo sociale(6)
Sviluppo di 3° livello: nella sicurezza(2), coesione sociale(3) e nel governo(4).
Scenario storico:
Il Guadalupa fu scoperto nel 1493 da Cristoforo Colombo, dopo aver scoperto Désirade, Marie-Galante e infine Kerikera, cui diede il nome di Guadalupa, dal nome di Santa Maria de Guadalupe, nella regione spagnola dell'Estremadura.
Sull'isola abitavano i Caribi, appartenenti al gruppo amerindo dell'America Meridionale, i quali avevano cacciato la popolazione originaria degli Arawak. Gli Spagnoli non si interessarono però dell'arcipelago. Agli inizi del XVII secolo Belain de Esnambuc convinse Armand-Jean du Plessis de Richelieu dell'importanza di creare, sulla falsariga della Compagnia delle Indie Occidentali olandese, una società che sfruttasse le ricchezze di queste isole. Mentre egli si installava nella Martinica, nel 1635 il suo luogotenente de l'Olive e Duplessis d'Ossonville annessero Guadalupa e le isole vicine per ordine della privata "Compagnie des Iles d'Amerique": il 28 giugno del 1635 Guadalupa venne quindi occupato dai francesi e divenne una colonia.
I primi coloni ebbero gravissime difficoltà per la fame e la guerra contro i Caribi, finché la Compagnia decise di porre in vendita l'arcipelago, di cui divenne proprietario Charles Houël (1650). Fu solamente nel 1674 che Guadalupa divenne una colonia della Corona francese, dipendendo amministrativamente dalla Martinica, un fatto che frenò in parte lo sviluppo e fu alla base della rivalità tra le due isole. Le numerose invasioni inglesi, soprattutto durante la guerra dei sette anni (1756-1763), e la presenza di pirati, che infestavano quei mari, non impedirono la crescita economica, favorita dall'indiscriminato sfruttamento degli schiavi neri rapiti in Africa, richiesti per le molte piantagioni di canna da zucchero e per le nuove piantagioni di cacao.
Dopo un periodo di occupazione inglese ed una promessa cessione alla Svezia (Fondo della Guadalupa), le isole tornarono definitivamente in mano francese solo nel 1816. In quella data la tratta e il lavoro degli schiavi (che era stato autorizzato da Napoleone) furono proibiti dal parlamento francese su iniziativa di Victor Schoelcher e gli ex schiavi divennero cittadini francesi. Nel 1871 Guadalupa venne rappresentata per la prima volta nel parlamento francese con un proprio deputato. Guadalupa divenne un dipartimento francese.
Geografia fisica:
Guadalupa: a nord il Passaggio di Guadalupa divide il dipartimento da Montserrat, territorio del Regno Unito, a ovest si affaccia al Mar dei Caraibi, a sud si trova l'isola di Dominica e ad est si estende l'Oceano Atlantico.
Il dipartimento è costituito dall'isola di Guadalupa (1433 km2, 335.000 ab.), l'Isola di Marie-Galante (158 km2), le Iles de Saintes (14 km2), la Désirade (22 km2).
Il clima tropicale, mitigato alle altitudini maggiori, è determinato dall'aliseo. La temperatura oscilla tra i 18 °C e i 33 °C, con una media annua di 25 °C. Comunque non fa mai troppo caldo perché i venti rinfrescano costantemente l'aria. La stagione secca, più soleggiata, va da dicembre a maggio. I cicloni di fine estate provocano spesso gravi danni a causa della loro violenza. I mesi più piovosi sono settembre, ottobre e novembre. Le precipitazioni annue sono di circa 2000 mm nell'isola di Grande-Terre e di 3000 mm nell'isola di Basse-Terre.
Si tratta di un'isola piuttosto umida e nebbiosa, eccezion fatta per la costa sud-occidentale. Questo è il regno incontrastato della foresta tropicale, una volta impenetrabile, e delle vaste piantagioni di banani. Basse-Terre è un ammasso vulcanico dominato dal monte Soufrière (1476 m), la cui vetta corrisponde alla massima elevazione del dipartimento. Lungo le pendici del monte, nella foresta, compaiono una miriade di cascate.
L'isola orientale, Grande-Terre (585 km2), è pianeggiante, formata da plateau calcarei carsici. Quest'isola, a differenza di Basse-Terre, presenta assenza di rilievi (se si escludono i Grands-Fonds), mancanza quasi totale di corsi d'acqua (solo qualche palude nella zona occidentale) e ovunque coltivazioni di canna da zucchero dove una volta si trovava la savana.
Geografia umana: i gruppi etnici principali sono mulatti e neri (92%), asiatici (soprattutto indiani) (6%) e bianchi (2%).. I bianchi sono discendenti dei coloni europei e sono chiamati blancs-matignon,. Oltre al francese, lingua ufficiale, si parla il patois, un dialetto creolo-francese. La maggioranza degli abitanti è di religione cattolica.
Geografia economica: la vegetazione è varia. Grazie al clima le piante rimangono verdi durante tutto il corso dell'anno e la fioritura è praticamente continua, soprattutto nella vulcanica Basse-Terre. Oltre all'albero del pane, alle acacie e ai cactus, sono presenti numerose altre specie che producono mango, papaya, guayava, cacao, tamarindo, ecc. Le principali risorse sono le banane, la canna da zucchero, l'ananas, il rhum, la pesca e il turismo; quest'ultima attività negli ultimi anni è diventata di fondamentale importanza per lo sviluppo economico; da solo il settore turistico dà lavoro ad oltre 10.000 persone.
Geografia politica: Guadalupa è l'isola più grande delle Piccole Antille, formata da due isole separate da uno stretto canale. L'isola occidentale, Basse-Terre (850 km2), è la più montuosa e ha una particolare forma ovale leggermente allungata. Il Guadalupa è un Département d'Outre-Mer della Repubblica francese, diviso in 2 circondari, con capoluogo Basse-Terre. L'arcipelago è governato da un prefetto, assistito da due sottoprefetti e due segretari generali. Internamente è governato da un Conseil Régional composto da 41 membri eletti, e da un Conseil Général di 36 componenti. Il dipartimento è rappresentato al parlamento francese da due senatori, tre deputati e due membri del consiglio economico e sociale. La moneta ufficiale in circolazione è l'euro (EUR), diviso in 100 centesimi (come in europa).
Fino al 15 luglio 2007, facevano parte del Guadalupa anche le isole Saint-Barthélemy (21 km2) e la parte settentrionale di Saint-Martin (54 km2), la cui parte meridionale fa parte invece delle Antille Olandesi. Una legge francese del 21 febbraio 2007 ha infatti accordato a questi due territori lo status di collettività d'oltremare ridenominandoli: Collettività di Saint-Barthélemy e Collettività di Saint-Martin.
ANALISI PER OGNI FATTORE
ANALISI DEI FATTORI DI SVILUPPO
1 Fattore storico: conflitti 4 Nessun conflitto negli ultimi 20 anni.
2 Paesi limitrofi in conflitto 4 Nessuno
3 Rifugiati (migliaia) 4 N.A.
4 Disoccupazione (%) 1 Uno dei più importanti problemi. Un percentuale di circa 27% della forza lavoro non trova lavoro nelle isole. Il turismo e il settore terziario sono quelli settori che occupano la maggioranza della popolazione, mentre l’agricoltura si destina al mercato interno.
5 Sfruttamento petr/oro/diam 4 Non esistono queste attività
6 Area geografica (migliaia Kmq) 4 1.780 Kmq
7 Area forestale (migliaia Kmq) 4 406 Kmq
8 Fazioni etniche/religiose 3 Nessuna fazione a rischio
9 Mov. Int. strati pop. (migliaia) 4 Nessuno
10 Regime Politico (-10 a +10) 4 Regione francese. (governazione regionale) l’area geografica è scarsa e non riveste interessi di rivendicazioni di territorio da parte altrui stati nel confronto della Francia. E una regione della Francia.
11 Nuovi Stati formazione instabile 4 N.A.
12 Corruzione (1-10) 4 N.D.
13 PNL pro-capite (US$) 4 16.575
14 Crescita economica (%) ND N.A.
15 Forza lavoro in agricoltura (%) 4 Tra 7 e 8 %
16 Aiuto Estero (% PNL) N.A. N.A.
17 HIV/AIDS (%) N.D N.D.
18 Spesa militare (% PNL) NA Le forze dipendono dalle Forze Armate Francese
19 Disastri Naturali -1 Gli uragani e tormente periodo annuale luglio-ottobre
20 Isolamento geografico 2 S : la scarsa popolazione e produzione non fanno quest’ isola attrattiva al commercio internazionale. Nonostante, riesce ad avere il livello soddisfacente delle proprie necessità.
21 Indice sviluppo umano N.D. Compresso nel dato francese
22 Popolazione (milioni) 4 410.000
23 Crescita demografica (%) 2 ND
Considerazioni:
Il fatto di appartenere alla Francia, da al Guadalupa una stabilità abbastanza notevole Ci sono comunque alcuni aspetti da sottolineare:
- l’isolamento geografico fa sì che il commercio internazionale non fluisca ampiamente nelle isole. In pratica, l’arrivo di alcune merci dipende dalla Francia..
- La percentuale di disoccupazione è abbastanza elevata (circa il 30%).
- L’ esposizione agli uragani nel periodo agosto-ottobre causa ingenti danni e problemi al normale svolgimento delle attività.
- Il turismo è diventato l’attività economica di maggiore importanza.
BIBLIOGRAFIA
Human Development Report 2008 (ONU); The World Factbook – CIA; The World Bank; University of Maryland’s Center for International Development & Conflict Management;Transparency International Corruption Perceptions Index 2005; Wikipedia; Organizzazione degli Stati Americani; United Nations Statistics Division; Organizzazione degli Stati del Caraibi
Situazione ( Giugno 2009)
La GUADALUPA ha evidenziato una capacità di resistere agli squilibri e shocks pari a: 3,60 (da -4 a +4)
Si può disegnare, per esso, il seguente scenario:
di sviluppo (1).
Quindi il Paese, alla data del Giugno 2009, è: in forte sviluppo e presenta in particolare uno scenario di:
Sviluppo di 2° livello: nella capacità economica(5) e lo sviluppo sociale(6)
Sviluppo di 3° livello: nella sicurezza(2), coesione sociale(3) e nel governo(4).
Organizzazioni Internazionali Presenti America Centrale e Caraibica
Comunità Caraibica
La Comunità Caraibica (CARICOM), originariamente chiamata Comunità e Mercato Comune Caraibici, fu istituita con il Trattato di Chaguaramas entrato in vigore il 1º agosto 1973. I primi quattro firmatari furono Barbados, Giamaica, Guyana e Trinidad e Tobago. La CARICOM sostituì la Caribbean Free Trade Association (CARIFTA), in vigore tra il 1965 e il 1972, nata per offrire una relazione economica duratura tra le nazioni anglofone nei Caraibi dopo lo scioglimento della West Indies Federation il 31 maggio 1962. Nel 2001 una versione rivista del Trattato di Chaguaramas che includeva alla CARICOM la CSME (Mercato ed Economia Unici), fu sottoscritta dai Capi di Governo degli stati membri durante il ventiduesimo incontro della Conferenza di Nassau.
Asociación de Estados del Caribe
Costituita il 24 luglio 1994 a Cartagena, in Colombia, da Antigua e Barbuda, Belice, Bahamas, Barbados, Colombia, Costa Rica, Cuba, Dominica, El Salvador, Grenada, Giamaica, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Repubblica Dominicana, Saint Lucia, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine, Suriname, Trinidad e Tobago, Venezuela. È un organismo di consultazione, accordo e cooperazione avente lo scopo di promuovere lo sviluppo degli Stati membri sul piano culturale, economico, sociale, scientifico e tecnologico. Organi permanenti: il Consiglio dei ministri e il Segretariato.
Banco Interamericano de Desarrollo
Costituito nel dicembre 1959 con l'obiettivo di "contribuire al progresso economico e sociale dell'America Latina e del Caribe". I suoi membri sono in tutto 46: ventisei sono americani (tra questi, Stati Uniti e Canada), diciotto appartengono invece ad altri continenti e il loro ingresso è stato formalizzato con la Dichiarazione di Madrid del 1974. Ha sede a Washington.
Mercado Común Centroamericano
Creato il 13 dicembre 1960 da El Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua per promuovere lo sviluppo e l'integrazione economica della regione. Consente la libera circolazione della maggior parte dei prodotti provenienti dagli Stati membri e stabilisce speciali regimi di scambio per determinate merci. Comprende una serie di accordi bilaterali e multilaterali, tra cui il Trattato di Associazione Economica tra El Salvador, Guatemala e Honduras.
Organización de los Estados Americanos
Istituita con la Carta di Bogotá nel 1948, è entrata in vigore nel 1951 ed è stata modificata nel 1965 e nel 1985. Ha lo scopo di rafforzare la collaborazione e di favorire l'integrazione economica degli Stati membri. Riunisce tutti i paesi dell'emisfero a eccezione di Cuba, la cui partecipazione è stata sospesa nel 1962. Organi principali sono l'Assemblea Generale, che si riunisce una volta all'anno; il Consiglio dell'OEA, composto da un rappresentante per ognuno degli Stati membri e che detiene particolari poteri di carattere politico; il Segretariato, con sede a Washington. Segretario generale è, dal 25 maggio 2005, il cileno José Miguel Insulza. Il Foro Interparlamentario de las Américas (FIPA) è una rete indipendente di parlamenti nazionali dei paesi membri dell'OEA. Costituito nel marzo 2001 a Ottawa, il FIPA ha lo scopo di promuovere il dialogo interparlamentare sui problemi di interesse comune.
Parlamento Latinoamericano
Istituito con la Dichiarazione di Lima del 7 dicembre 1964, è un organismo regionale unicamerale, composto dai Parlamenti nazionali dei paesi membri: Antille Olandesi, Argentina, Aruba, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perú, Repubblica Dominicana, Suriname, Uruguay, Venezuela. Tra i suoi scopi la difesa della democrazia e l'integrazione del subcontinente. Organi principali del Parlatino sono: l'Assemblea, la Giunta Direttiva, le Commissioni Permanenti e il Segretariato Generale. Vi sono poi i Parlamenti subregionali: il Parlamento Amazzonico (composto dai rappresentanti dei paesi dell'Amazzonia), il Parlamento Andino, il Parlamento Centroamericano e il Parlamento Indigeno. Quest'ultimo è un organismo autonomo e non governativo, creato a Panama in occasione del Primo Incontro dei Legislatori Indigeni d'America (Panama, 26-29 agosto 1987) per promuovere lo sviluppo dei popoli indigeni nella salvaguardia dei loro valori e della loro cultura. Il Segretariato Esecutivo Permanente del Parlamento Indigeno ha sede a Managua.
Red Social de América Latina y el Caribe
Creata nel novembre 1993 con l'Accordo di Puntarenas (Costa Rica) dai delegati di diciannove paesi, riuniti in occasione del Tercer Seminario-taller de Intercambio de Experiencias para la Superación de la Pobreza en América Latina y El Caribe. Costituisce uno strumento di cooperazione delle diverse istituzioni nazionali che lavorano per combattere la povertà. Ne fanno parte: Antigua and Barbuda, Argentina, Bahamas, Barbados, Belize, Bolivia, Brasile, Colombia, Costa Rica, Cile, Dominica, Ecuador, El Salvador, Giamaica, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perú, Repubblica Dominicana, Saint Lucia, Saint Vincent, Saint Kitts and Nevis, Suriname, Trinidad and Tobago, Uruguay, Venezuela.
Sistema Económico Latinoamericano
Istituito nel 1975, è un sistema di consultazione permanente che ha lo scopo di favorire lo sviluppo economico e sociale dei paesi membri. Riunisce tutti gli Stati dell'America Centrale e Meridionale. Organi principali sono il Consiglio Latinoamericano e il Segretariato, con sede a Caracas.
Sistema de la Integración Centroamericana
Creato sulla base del Protocollo di Tegucigalpa, ratificato il 13 dicembre 1991 ed entrato in vigore il primo febbraio 1993, ha come antecedente la Organización de los Estados Centroamericanos (ODECA), che era stata fondata negli anni cinquanta da Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua ed era entrata in crisi negli anni Ottanta. Il corpo giuridico su cui il Sica si fonda deriva dagli Accordi di Esquipulas (1987) e acquisisce la sua manifestazione più avanzata con la firma della Alianza para el Desarrollo Sostenible (ALIDES) nel 1994 e del Tratado Marco de Seguridad Democrática en Centroamerica nel 1995. Finalità del Sica è quella di promuovere uno sviluppo equo e democratico della regione. Ne fanno parte Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama e Belize. Partecipano: la Repubblica Dominicana come membro associato, il Messico in qualità di osservatore regionale, Cina e Spagna come osservatori extraregionali. All'interno del Sica, la Secretaría de Integración Económica Centroamericana (SIECA) è l'organo tecnico e amministrativo del processo di integrazione economica.
Tratado para la Proscripción de las Armas Nucleares en América Latina y el Caribe
Firmato il 14 febbraio 1967 ed entrato in vigore il 24 aprile 1969. Tra i suoi principali obiettivi quello di creare una zona denuclearizzata in America Latina e nei Caraibi. E' considerato uno degli strumenti giuridici internazionali più prestigiosi in materia di non proliferazione e disarmo ed è stato punto di riferimento per l'istituzione di zone analoghe in altre aree geografiche. Al Trattato aderiscono in pratica tutti i paesi della regione: Antigua and Barbuda, Argentina, Bahamas, Barbados, Belize, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Dominica, Ecuador, El Salvador, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Giamaica, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perú, Repubblica Dominicana, Saint Kitts and Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent and the Grenadines, Suriname, Trinidad and Tobago, Uruguay, Venezuela.
(Riferimento 2009)
La Comunità Caraibica (CARICOM), originariamente chiamata Comunità e Mercato Comune Caraibici, fu istituita con il Trattato di Chaguaramas entrato in vigore il 1º agosto 1973. I primi quattro firmatari furono Barbados, Giamaica, Guyana e Trinidad e Tobago. La CARICOM sostituì la Caribbean Free Trade Association (CARIFTA), in vigore tra il 1965 e il 1972, nata per offrire una relazione economica duratura tra le nazioni anglofone nei Caraibi dopo lo scioglimento della West Indies Federation il 31 maggio 1962. Nel 2001 una versione rivista del Trattato di Chaguaramas che includeva alla CARICOM la CSME (Mercato ed Economia Unici), fu sottoscritta dai Capi di Governo degli stati membri durante il ventiduesimo incontro della Conferenza di Nassau.
Asociación de Estados del Caribe
Costituita il 24 luglio 1994 a Cartagena, in Colombia, da Antigua e Barbuda, Belice, Bahamas, Barbados, Colombia, Costa Rica, Cuba, Dominica, El Salvador, Grenada, Giamaica, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Repubblica Dominicana, Saint Lucia, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincent e Grenadine, Suriname, Trinidad e Tobago, Venezuela. È un organismo di consultazione, accordo e cooperazione avente lo scopo di promuovere lo sviluppo degli Stati membri sul piano culturale, economico, sociale, scientifico e tecnologico. Organi permanenti: il Consiglio dei ministri e il Segretariato.
Banco Interamericano de Desarrollo
Costituito nel dicembre 1959 con l'obiettivo di "contribuire al progresso economico e sociale dell'America Latina e del Caribe". I suoi membri sono in tutto 46: ventisei sono americani (tra questi, Stati Uniti e Canada), diciotto appartengono invece ad altri continenti e il loro ingresso è stato formalizzato con la Dichiarazione di Madrid del 1974. Ha sede a Washington.
Mercado Común Centroamericano
Creato il 13 dicembre 1960 da El Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua per promuovere lo sviluppo e l'integrazione economica della regione. Consente la libera circolazione della maggior parte dei prodotti provenienti dagli Stati membri e stabilisce speciali regimi di scambio per determinate merci. Comprende una serie di accordi bilaterali e multilaterali, tra cui il Trattato di Associazione Economica tra El Salvador, Guatemala e Honduras.
Organización de los Estados Americanos
Istituita con la Carta di Bogotá nel 1948, è entrata in vigore nel 1951 ed è stata modificata nel 1965 e nel 1985. Ha lo scopo di rafforzare la collaborazione e di favorire l'integrazione economica degli Stati membri. Riunisce tutti i paesi dell'emisfero a eccezione di Cuba, la cui partecipazione è stata sospesa nel 1962. Organi principali sono l'Assemblea Generale, che si riunisce una volta all'anno; il Consiglio dell'OEA, composto da un rappresentante per ognuno degli Stati membri e che detiene particolari poteri di carattere politico; il Segretariato, con sede a Washington. Segretario generale è, dal 25 maggio 2005, il cileno José Miguel Insulza. Il Foro Interparlamentario de las Américas (FIPA) è una rete indipendente di parlamenti nazionali dei paesi membri dell'OEA. Costituito nel marzo 2001 a Ottawa, il FIPA ha lo scopo di promuovere il dialogo interparlamentare sui problemi di interesse comune.
Parlamento Latinoamericano
Istituito con la Dichiarazione di Lima del 7 dicembre 1964, è un organismo regionale unicamerale, composto dai Parlamenti nazionali dei paesi membri: Antille Olandesi, Argentina, Aruba, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Ecuador, El Salvador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perú, Repubblica Dominicana, Suriname, Uruguay, Venezuela. Tra i suoi scopi la difesa della democrazia e l'integrazione del subcontinente. Organi principali del Parlatino sono: l'Assemblea, la Giunta Direttiva, le Commissioni Permanenti e il Segretariato Generale. Vi sono poi i Parlamenti subregionali: il Parlamento Amazzonico (composto dai rappresentanti dei paesi dell'Amazzonia), il Parlamento Andino, il Parlamento Centroamericano e il Parlamento Indigeno. Quest'ultimo è un organismo autonomo e non governativo, creato a Panama in occasione del Primo Incontro dei Legislatori Indigeni d'America (Panama, 26-29 agosto 1987) per promuovere lo sviluppo dei popoli indigeni nella salvaguardia dei loro valori e della loro cultura. Il Segretariato Esecutivo Permanente del Parlamento Indigeno ha sede a Managua.
Red Social de América Latina y el Caribe
Creata nel novembre 1993 con l'Accordo di Puntarenas (Costa Rica) dai delegati di diciannove paesi, riuniti in occasione del Tercer Seminario-taller de Intercambio de Experiencias para la Superación de la Pobreza en América Latina y El Caribe. Costituisce uno strumento di cooperazione delle diverse istituzioni nazionali che lavorano per combattere la povertà. Ne fanno parte: Antigua and Barbuda, Argentina, Bahamas, Barbados, Belize, Bolivia, Brasile, Colombia, Costa Rica, Cile, Dominica, Ecuador, El Salvador, Giamaica, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perú, Repubblica Dominicana, Saint Lucia, Saint Vincent, Saint Kitts and Nevis, Suriname, Trinidad and Tobago, Uruguay, Venezuela.
Sistema Económico Latinoamericano
Istituito nel 1975, è un sistema di consultazione permanente che ha lo scopo di favorire lo sviluppo economico e sociale dei paesi membri. Riunisce tutti gli Stati dell'America Centrale e Meridionale. Organi principali sono il Consiglio Latinoamericano e il Segretariato, con sede a Caracas.
Sistema de la Integración Centroamericana
Creato sulla base del Protocollo di Tegucigalpa, ratificato il 13 dicembre 1991 ed entrato in vigore il primo febbraio 1993, ha come antecedente la Organización de los Estados Centroamericanos (ODECA), che era stata fondata negli anni cinquanta da Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua ed era entrata in crisi negli anni Ottanta. Il corpo giuridico su cui il Sica si fonda deriva dagli Accordi di Esquipulas (1987) e acquisisce la sua manifestazione più avanzata con la firma della Alianza para el Desarrollo Sostenible (ALIDES) nel 1994 e del Tratado Marco de Seguridad Democrática en Centroamerica nel 1995. Finalità del Sica è quella di promuovere uno sviluppo equo e democratico della regione. Ne fanno parte Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama e Belize. Partecipano: la Repubblica Dominicana come membro associato, il Messico in qualità di osservatore regionale, Cina e Spagna come osservatori extraregionali. All'interno del Sica, la Secretaría de Integración Económica Centroamericana (SIECA) è l'organo tecnico e amministrativo del processo di integrazione economica.
Tratado para la Proscripción de las Armas Nucleares en América Latina y el Caribe
Firmato il 14 febbraio 1967 ed entrato in vigore il 24 aprile 1969. Tra i suoi principali obiettivi quello di creare una zona denuclearizzata in America Latina e nei Caraibi. E' considerato uno degli strumenti giuridici internazionali più prestigiosi in materia di non proliferazione e disarmo ed è stato punto di riferimento per l'istituzione di zone analoghe in altre aree geografiche. Al Trattato aderiscono in pratica tutti i paesi della regione: Antigua and Barbuda, Argentina, Bahamas, Barbados, Belize, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Dominica, Ecuador, El Salvador, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti, Honduras, Giamaica, Messico, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perú, Repubblica Dominicana, Saint Kitts and Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent and the Grenadines, Suriname, Trinidad and Tobago, Uruguay, Venezuela.
(Riferimento 2009)
Macroarea America Centrale e Caraibica
Analisi dei fattori di squilibrio della macro area
1) CONFLITTI: Il parametro in Centro America e Caraibi ha scarsa rilevanza, fatta eccezione per alcuni Paesi. Negli anni Settanta, i paesi dell’America centrale erano afflitti da problemi di diffusa povertà e violenza ed attraversati da un generale malcontento, che alimentava periodiche rivolte e in seguito attività di guerriglia. Nel 2004 Haiti è stata al centro di una rivolta popolare che ha causato disordini e violenza ed ha portato il 29 febbraio di quello stesso anno alle dimissioni del presidente Jean Baptiste Aristide. Dopo le elezioni presidenziali tenutesi il 7 febbraio 2006 è diventato presidente Réné Préval. Nel Paese è presente una missione ONU (MINUSTAH) al fine di contribuire alla costruzione di un ambiente stabile.
2) PAESI LIMITROFI IN CONFLITTO – Il conflitto socio-politico ad Haiti ha avuto ed ha ripercussioni sulla Repubblica Dominicana.
3) RIFUGIATI – La situazione del conflitto haitiano ha generato riflessi soltanto sulla Repubblica Dominicana dovuti alla presenza di rifugiati e profughi.
4) DISOCCUPAZIONE - Questo indice colpisce soprattutto alcuni paesi Caraibici in particolare dovuto al fatto dell’isolamento geografico il che impedisce uno scambio commerciale diffuso nell’area con riflessi nelle attività del settore terziario .
5) SFRUTTAMENTO PETROLIO, ORO E DIAMANTI - Questo indice non appare molto significativo nell’area considerata. Le risorse minerarie non appaiono scarse ma resta comunque poco rilevante nello scenario complessivo.
6) AREA GEOGRAFICA: la maggioranza dei Paesi Centroamericani sono di scarsa superficie ma questo non costituisce un problema particolare. Invece per i Paesi Caraibici, tutte isole, le superfici sono ancora più scarse.
7) AREA FORESTALE – E’ estesa in tutta l’America Centrale fatta eccezione per le isole caraibiche.
8) FAZIONI ETNICHE E RELIGIOSE - E’ pressoché assente ogni genere di conflitto interetnico o religioso. In Centro America Il cattolicesimo è la religione professata dalla maggioranza della popolazione. Mentre nelle isole caraibiche si trovano diversità che vanno dai protestanti quale la pentecostale e la battista così come culti come il Wudù in Haiti e il rastafaressimo in diverse isole. Non ci sono rilevati problemi tra fazioni etniche tranne il problema dei “Black Haitians” in Haiti e Repubblica Dominicana.
9) MOVIMENTI INTERNI DI POPOLAZIONE – Si hanno rifugiati e profughi nati dal conflitto haitiano solo in quell’isola.
10) REGIME POLITICO: I Paesi Centroamericani sono repubbliche democratiche di tipo presidenziale, mentre le isole caraibiche sono in maggioranza repubbliche democratiche di tipo parlamentare. Alcune isole hanno nessi politici con altre paesi fuori dell’area come Guadalupa e Martinica che hanno un vincola politico con la Francia.
11) NUOVI STATI-FORMAZIONE INSTABILE: non ci sono nuovi Stati nell’area.
12) CORRUZIONE - Quasi tutti i paesi hanno un livello medio di corruzione il che può essere un vincolo per lo sviluppo economico.
13) PNL PRO-CAPITE: l’area è molto diversa in quanto ai PIL. Ci sono paesi di alto redito così come a basso redito. Non esiste un comportamento omogeneo nella descrizione dei risultati economici nei Paesi dell’area.
14) CRESCITA ECONOMICA: il tasso di crescita economica appare positivo, tuttavia i Paesi del Centro America e Caraibi sono, in media, in una fase di sviluppo, in particolare modo dovuto allo sfruttamento del turismo. Diverse attività vengono gestite da imprese straniere e, dunque, i vantaggi economici per le popolazioni locali sono spesso ridotti; anche se negli ultimi anni questa situazione si sta ribaltando portando anche alla partecipazione degli imprenditori nazionali all’attività economica. Un settore importante dell'economia di alcuni stati dell'America centrale è l'esportazione di materie prime, principalmente verso il continente nord americano ed europeo. Ad Haiti, il problema politico ha avuto ed ha forti conseguenze nell’economia, tasso evidenziato nell’ elevata percentuale di disoccupazione (60%). L’eccezione e’ data dall’economia di Cuba. Un’economia controllata dallo Stato basata sull’agricoltura e il turismo internazionale. Dai primi anni ’90 il governo ha avviato una parziale transizione di mercato (legalizzazione libere professioni, apertura verso investimenti stranieri). Una caratteristica saliente dell'economia è il contrasto tra i settori relativamente efficienti del turismo e delle esportazioni, e i settori domestici inefficienti. L'embargo statunitense (chiamato Bloqueo dai cubani), in vigore dai primi anni '60, impedisce all'economia cubana di svilupparsi bloccando l'import-export da e verso gli USA. Nell'ottobre 2007 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato per la 16esima volta una mozione (184 voti favorevoli, 3 assenti, 4 contrari Isole Marshall, Israele, Palau, Stati Uniti, e l'astensione della Micronesia) per chiedere agli Stati Uniti la cessazione dell'embargo.
15) FORZA LAVORO IN AGRICOLTURA- L’agricoltura è insieme al turismo l’attività più importante nel Centroamerica e il Caraibi. I prodotti agricoli sono destinati per la maggior parte all'esportazione. Diverse attività vengono gestite da imprese multinazionali; anche se negli ultimi anni questa situazione si sta ribaltando portando anche alla partecipazione degli imprenditori nazionali all’attività economica.
16) AIUTO ESTERO % PIL - In generale i Paesi dell’area geografica non usufruiscono di un aiuto estero notevole, fatta eccezione di Haiti.
17) HIV AIDS - Lo studio di questo fattore non ha prodotto dati significativi. Questi ultimi però possono essere riscontrati ad Haiti che ha una percentuale di 5,6.
18) SPESA MILITARE (%) – Per quanto riguarda le spese militari i paesi dell’ America centrale e Caraibi sono caratterizzati generalmente da un basso tasso del PIL.
19) DISASTRI NATURALI – Per quanto riguarda il centro America i principali fattori inerenti questo indice sono rappresentati dalle inondazioni. Nelle isole da agosto ad ottobre sono presenti uragani e tempeste tropicali
20) ISOLAMENTO GEOGRAFICO – il Centro America è’ favorito dalla vicinanza dal Canale di Panama e dal fatto di costituire un istmo tra i due grandi oceani, l’Atlantico e il Pacifico. Questo gli ha permesso di sviluppare l’attività economica via marittima verso entrambi le sponde. Le isole invece, hanno avuto grossi problemi per sviluppare l’attività commerciale, problemi dovuti all’isolamento e alla scarsa popolazione, situazione che li fanno poco attraenti al sistema commerciale internazionale.
21) INDICE SVILUPPO UMANO - L’HDI in cento America e Caraibi è, secondo i dati ufficiali, considerato medio. Fondamentale, però, valutare il caso esplicativo di Haiti, il paese meno sviluppato dell'emisfero occidentale ed uno dei più poveri al mondo. Negli ultimi anni si sono sviluppate forte campagne di alfabetizzazione della popolazione adulta (particolarmente quella delle zone rurali), le quali hanno avuto importanti risultati. Il miglioramento dei servizi pubblici, sanitari, di pubblica istruzione, sicurezza sono stati i settori di maggiore attenzione dei governi dell’area.
22) POPOLAZIONE E CRESCITA DEMOGRAFICA - La distribuzione della popolazione appare diversa nelle varie aree. In Centro America ci sono aree di alta densità come la Meseta centrale in Costa Rica. Al contrario, in vaste regioni dell’Honduras orientale e del Nicaragua la densità è inferiore ai 4 abitanti per km. Il tasso di incremento demografico è generalmente elevato. Va inoltre segnalato il costante processo di urbanizzazione della popolazione. Le isole caraibiche, presentano qualche peculiarità, quelle sviluppate economicamente hanno rilevato tassi di crescita demografica consistenti mentre quelle a basso sviluppo economico rilevano una forte densità di emigrazione con conseguente riduzione della popolazione.
(Riferimento 2009)
Micro Stati
Il Concetto di Micro Stato. Stato o Paradiso Fiscale
Le Caratteristiche di uno stato, per tradizione consolidata sono il territorio, la popolazione e la sovranità. Nel caso di micro-Stati occorre fare delle distinzioni e precisazioni. La definizione. Per Micro Stata, secondo l’Atlas des relations internazionales sono Micro Stati quei Stati che hanno una popolazione inferiore a 100.000 unità ed una superficie inferore a 1000 km2.
Il Diritto Internazionale ne ammette in pieno l’esistenza anche se di recente si è cominciato a mettere in dubbio il diritto di dotarsi di una legislazione che consenta con estrema facilità il trasferimento di capitali senza alcun controllori provenienza e legittimità. Con questo sono diventati dei collettori di denaro sporco e di capitali che sfuggono alla tassazione dei paesi di origine. Sono i cosiddetti Paradisi Fiscali. ( Cfr.Lizza G., Geopolitica delle prossime sfide, Torino, Utet, 2011, pag5-6)
Indicheremo nelle nostre schede questi stati che presentano i requisiti di cui sopra e quindi sono esterni alla organizzazione delle Microare e delle Mcroaree nelle considerazioni generali ma trattati a parte
mercoledì 25 maggio 2011
Politica e società nell’America Latina
Bruno Revesz
Articolo
L’articolo traccia un quadro della situazione politica sociale e religiosa del mondo latino americano. Dopo la fine del colonialismo in diversi Paesi sono sorti sistemi dittatoriali, ma negli ultimi anni ci sono stati progressi verso la democrazia, sia pure con molte difficoltà. Le elezioni politiche ed amministrative sono numerose e ampiamente partecipate, con alternanze e conferme, ma in generale con prevalenza dei candidati progressisti. I maggiori ostacoli vengono dalla corruzione, che provoca disparità sociali e discriminazioni. Un fattore di coesione è la devozione popolare. La Chiesa che aveva preso posizione contro le dittature, oggi manifesta l’apertura verso un nuovo ordine sociale. L’Autore è direttore di ricerche al CIPCA di Piura (Perù)
Articolo. La Civiltà Cattolica, Anno 161 2010 I 455-464, quaderno 3851 4 Dicembre 2010
Sito web. www.laciviltàcattolica.it; e mail civcatt@laciviltàcattolica.it
venerdì 1 aprile 2011
FRANCESCO DE MIRANDA
Precursore delle indipendenze dell’America latina
CARMEN L. BOHÓRQUEZ MORÁN
Categoria: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Il “colombiano” Francisco de Miranda è la figura studiata, in tutte le sue sfaccettature, nel libro di Carmen Bohórquez Morán. Miranda è il venezuelano universale, l’uomo, il genio che fece dell’indipendenza dell’America Latina la ragione della sua esistenza, anche se non fu seguito dai suoi contemporanei. Considerato responsabile della caduta della Prima Repubblica, è qui riscattato con prove convincenti. L’opera, nel bicentenario delle Guerre per l’Indipendenza latinoamericana, si pone come obiettivo di riproporre una visione nuova di Francisco di Miranda, il vero artefice della ricerca di un’autentica identità ispanoamericana.
PER INFORMAZIONI SUL VOLUME
SOCITA'' EDITRICE NUOVA CULTURA
Formato: 17x24
ISBN: 9788861345560
Anno: 2011
Prezzo: Euro 25,00
Collana: Iberica
Pagine: 438
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